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Indennità ISCRO 2021, a ottobre il primo pagamento: date, importi e modalità

Paolo Ballanti
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Al via dal 5 ottobre i primi pagamenti INPS dell’indennità ISCRO 2021 a beneficio dei lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata i quali hanno presentato domanda di accesso a partire dal 1° luglio scorso.

Il sussidio, introdotto dall’ultima Legge di bilancio in via sperimentale per il triennio 2021 – 2023, è riconosciuto mensilmente in una cifra compresa tra un minimo di 250 ed un massimo di 800 euro, in funzione della situazione reddituale del professionista.

Come peraltro ricordato dall’INPS con la circolare numero 94 del 30 giugno 2021, ISCRO sarà corrisposta per sei mesi, a mezzo pagamento diretto al beneficiario secondo la modalità che lo stesso ha indicato in sede di invio della domanda, la cui scadenza è fissata per il 31 ottobre 2021.

Analizziamo la novità in dettaglio.

Indennità Iscro autonomi: calcolo, importi, domanda. Istruzioni Inps

Indennità ISCRO 2021: Legge di bilancio

La Legge 30 dicembre 2020 numero 178 (Legge di bilancio 2021) ha introdotto (articolo 1 comma 386) in via sperimentale ed in attesa di una riforma degli ammortizzatori sociali, una “Indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa” in sigla ISCRO, operante per il triennio 2021-2023.

La prestazione, erogata dall’INPS, è riconosciuta previa domanda ai soggetti iscritti alla Gestione separata, i quali esercitano per professione abituale attività di lavoro autonomo.

Sempre secondo la Manovra 2021 (articolo 1 comma 397) l’indennità è riconosciuta nel limite di spesa di:

  • 70,4 milioni di euro per l’anno 2021;
  • 35,1 milioni di euro per il 2022;
  • 19,3 milioni di euro per il 2023;
  • 3,9 milioni di euro per il 2024.

Indennità ISCRO 2021 aumento dei contributi

Per far fronte ai 128,7 milioni di euro di spesa pubblica necessari per finanziare ISCRO è disposto (articolo 1 comma 398 L. 178/2020) un aumento dei contributi a carico dei lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata, potenzialmente destinatari dell’indennità, pari a:

  • 0,26 punti percentuali nel 2021;
  • 0,51 punti percentuali per ciascuno degli anni 2022 e 2023.

Ne consegue che per l’anno corrente i soggetti iscritti in via esclusiva alla Gestione separata in qualità di lavoratori autonomi:

  • Non assicurati ad altre gestioni previdenziali, ad esempio in qualità di lavoratori dipendenti;
  • Non pensionati;

sono soggetti ad un’aliquota contributiva complessiva pari al 25,98% di cui:

  • 25% per il finanziamento delle prestazioni di invalidità, vecchiaia e superstiti;
  • 0,72% a titolo di aliquota aggiuntiva per le prestazioni di maternità, assegni per il nucleo familiare, degenza ospedaliera, malattia e congedo parentale;
  • 0,26% di contribuzione aggiuntiva per ISCRO;

Al contrario per i titolari di pensione o iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria l’aliquota è pari al 24%.

Pensioni, nuove aliquote contributive nella Gestione separata INPS 2021 per finanziare l’indennità ISCRO

Indennità ISCRO 2021: destinatari

ISCRO è diretta a sostenere economicamente i liberi professionisti, compresi i partecipanti agli studi associati o società semplici, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata, i quali esercitano per professione abituale attività di lavoro autonomo per l’esercizio di arti e professioni.

È altresì necessario:

  • Non essere titolari di trattamento pensionistico diretto;
  • Non essere assicurati presso altre forme di previdenza obbligatorie;
  • Non beneficiare del Reddito di cittadinanza;
  • Aver generato un reddito di lavoro autonomo, nell’anno precedente quello di inoltro della domanda, inferiore al 50% rispetto alla media dei redditi conseguiti nell’ultimo triennio (per le domande di ISCRO 2021 il reddito generato nel 2020 dovrà essere inferiore alla media del periodo 2017 – 2019);
  • Aver dichiarato nell’anno precedente quello di trasmissione dell’istanza, un reddito non superiore a 8.145 euro;
  • Essere in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria;
  • Essere titolari di partita IVA attiva da almeno quattro anni, alla data di presentazione della domanda.

Indennità ISCRO 2021: importo

L’indennità straordinaria è pari al 25% dell’ultimo reddito da lavoro autonomo, assunto su base semestrale, certificato dall’Agenzia delle entrate e trasmesso all’INPS alla data di presentazione della domanda di accesso.

Ipotizziamo ad esempio che il lavoratore Caio abbia un reddito annuo pari a 8.000 euro. Quest’ultimo dovrà essere:

  • Diviso per due, di conseguenza 4.000 euro;
  • Moltiplicato per il 25% pari a 1.000 euro.

Caio percepirà un’indennità ISCRO pari a 1.000 euro mensili.

Tuttavia, come previsto dalla Legge di bilancio all’articolo 1 comma 392, l’ammontare mensile dell’indennità non potrà essere inferiore a 250 euro né superiore a 800 euro.

Pertanto, come nel caso di Caio, in presenza di un importo superiore alla soglia, ISCRO sarà erogata in misura non eccedente gli 800 euro al mese.

Identico effetto a fronte di un ammontare teoricamente inferiore a 250 euro. La somma mensile pagata dall’INPS non sarà comunque al di sotto del limite minimo.

Indennità ISCRO 2021: contributi e tassazione

L’importo percepito dal destinatario a titolo di indennità ISCRO:

  • Non comporta accredito di contribuzione figurativa;
  • Non è soggetto a trattenute per contributi dovuti all’INPS;
  • Non concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini fiscali del beneficiario.

Indennità ISCRO 2021: domanda

L’accesso all’indennità straordinaria è possibile previa domanda all’INPS presentata in via telematica entro il 31 ottobre di ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023:

  • In autonomia, sul portale “inps.it” seguendo il percorso “Home – Prestazioni e Servizi – Prestazioni – Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa (ISCRO)” per gli utenti in possesso delle credenziali SPID, CIE o CNS;
  • Chiamando il Contact Center dell’Istituto al numero 803.164 (da rete fissa) o 06.164.164 (rete mobile);
  • Avvalendosi dei servizi messi a disposizione dagli enti di patronato.

In via eccezionale per l’anno 2021, la finestra temporale per inviare le istanze di accesso ad ISCRO riguarda il periodo 1° luglio 2021 – 31 ottobre 2021.

In sede di presentazione della domanda, il lavoratore autocertifica i redditi prodotti nei quattro anni precedenti (2017, 2018, 2019 e 2020 per l’ISCRO 2021), salvo che gli stessi non siano già a disposizione dell’Istituto. In tal caso i valori vengono precaricati nel pannello di domanda.

La verifica dei requisiti per ottenere ISCRO avviene grazie ad uno scambio di informazioni tra INPS ed Agenzia entrate. Sarà poi quest’ultima a comunicare all’Ente di previdenza l’esito dei riscontri effettuati.

ISCRO, come chiedere il riesame della domanda respinta: istruzioni Inps

Indennità ISCRO 2021: pagamento

Una volta inoltrata la domanda all’INPS e dopo che quest’ultima ha ottenuto l’ok dell’Agenzia entrate, l’Istituto provvede all’erogazione diretta dell’indennità utilizzando il metodo di pagamento scelto dall’interessato in sede di invio dell’istanza.

ISCRO spetta per sei mensilità, a decorrere dal primo giorno successivo la data di presentazione della domanda.

Indennità ISCRO 2021: incompatibilità

L’indennità straordinaria è incompatibile con:

  • Pensioni dirette a carico dell’Assicurazione generale obbligatoria (AGO) nonché delle forme esclusive, sostitutive, esonerative ed integrative della stessa, ivi comprese le prestazioni in capo alla Gestione separata ed alle Casse di previdenza dei liberi professionisti;
  • Reddito di cittadinanza;
  • Indennità di disoccupazione NASPI e DIS-COLL;
  • Cariche elettive e / o politiche per le quali non è previsto il solo gettone di presenza.

Indennità ISCRO 2021: decadenza

La decadenza dal diritto all’indennità è prevista in caso di:

  • Cessazione della partita IVA;
  • Titolarità di trattamento pensionistico;
  • Iscrizione ad altre forme di previdenza obbligatorie;
  • Titolarità del Reddito di cittadinanza.

La perdita di ISCRO comporta l’impossibilità per l’interessato di accedere alla prestazione una seconda volta nel corso del triennio 2021-2023.

Leggi anche “Contributo addizionale RdC, domande al via: cos’è e a chi è rivolto”



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