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Decreto Riordino Ministeri: il nuovo assetto del Governo Draghi

Elena Bucci
decreto riordino ministeri

Il 2 aprile 2021 è entrato in vigore il decreto Riordino Ministeri, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale numero 51 dello scorso primo marzo, il quale introduce una riorganizzazione delle competenze e del numero complessivo dei singoli ministeri, che passano da quattordici a quindici. La nuova composizione del Governo Draghi vede tra le novità più importanti la trasformazione del Ministero dell’Ambiente in Ministero per la Transizione ecologica (MITE), l’istituzione del del Ministero con portafoglio del Turismo e dei Comitati interministeriali per la transizione ecologica (CITE) e digitale (CITD).

Come scritto nel testo, il decreto Riordino Ministeri è stato emanato: “Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e dei Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, per il coordinamento di iniziative nel settore del turismo, per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, delle infrastrutture e dei trasporti, dello sviluppo economico e per i beni e le attività culturali e per il turismo.”

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Vediamo nel dettaglio le novità introdotte dal decreto riordino ministeri sulla riorganizzazione delle funzioni e delle competenze dei Ministeri.

Ministero transizione ecologica

L’Articolo 2 del decreto afferma che “Il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare è ridenominato Ministero della transizione ecologica“.

Al Ministero della transizione ecologica sono attribuite le funzioni e i compiti spettanti allo Stato relativi allo sviluppo sostenibile, alla tutela e alla valorizzazione dell’ambiente, del territorio e dell’ecosistema, nelle seguenti materie:

  • individuazione, conservazione e valorizzazione delle aree naturali protette, tutela della biodiversita’ e della biosicurezza, della fauna e della flora, della difesa del mare e dell’ambiente costiero e della comunicazione ambientale;
  • definizione degli obiettivi e delle linee di politica energetica e mineraria nazionale e provvedimenti ad essi inerenti;
  • autorizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili di competenza statale anche ubicati in mare;
  • rapporti con organizzazioni internazionali e rapporti comunitari nel settore dell’energia ed attuazione dei processi di liberalizzazione dei mercati energetici;
  • individuazione e sviluppo delle reti nazionali di trasporto dell’energia elettrica e del gas naturale e definizione degli indirizzi per la loro gestione;
  • piani e misure in materia di combustibili alternativi e delle relative reti e strutture di distribuzione per la ricarica dei veicoli elettrici, qualità dell’aria, politiche di contrasto ai cambiamenti climatici e per la finanza climatica e sostenibile e il risparmio ambientale anche attraverso tecnologie per la riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra;
  • pianificazione in materia di emissioni nei diversi settori dell’attività economica,  compreso quello dei trasporti;
  • gestione, riuso e riciclo dei rifiuti ed economia circolare;
  • tutela delle risorse idriche e relativa gestione, fatta salva la competenza del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali;
  • promozione di politiche di sviluppo sostenibile, nazionali e internazionali;
  • promozione di politiche per l’economia circolare e l’uso efficiente delle risorse;
  • coordinamento delle misure di contrasto e contenimento del danno ambientale, di bonifica e di ripristino in sicurezza dei siti inquinati;
  • sorveglianza, monitoraggio e recupero delle condizioni ambientali conformi agli interessi fondamentali della collettività e alla riduzione dell’impatto delle attività umane sull’ambiente;
  • difesa e assetto del territorio con riferimento ai valori naturali e ambientali.

Con un apposito decreto, come recita l’Articolo 3, si provvederà  alla puntuale individuazione delle risorse umane, finanziarie e strumentali da trasferire al Ministero della transizione ecologica.

L’articolo 4 sottolinea invece l’introduzione del “Comitato interministeriale per la transizione ecologica (CITE) con il compito di assicurare il coordinamento delle politiche nazionali per la transizione ecologica e la relativa programmazione.” Questo comitato dovrà approvare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del decreto, il Piano per la transizione ecologica, al fine di coordinare le politiche in materia di:

  • riduzione delle emissioni di gas climalteranti;
  • mobilità sostenibile;
  • contrasto al dissesto idrogeologico e al consumo del suolo;
  • risorse idriche e relative infrastrutture;
  • qualità dell’aria;
  • economia circolare.

Ministeri della cultura e del turismo

L’Articolo 6 del decreto ridefinisce il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo come Ministero della cultura, cui si attribuiscono le funzioni in materia di turismo, curando: la programmazione, il coordinamento e la promozione delle politiche turistiche nazionali, i rapporti con le regioni e i progetti di sviluppo del settore turistico, le relazioni con l’Unione europea e internazionali in materia di turismo ed infine i rapporti con le associazioni di categoria e le imprese turistiche e con le associazioni dei consumatori.

Anche in questo caso al Ministero del turismo saranno trasferite le risorse umane, strumentali e finanziarie, compresa la gestione dei residui, destinate all’esercizio delle funzioni, attraverso un decreto emanato entro 90 giorni dalla pubblicazione del decreto Riordino Ministeri.

Innovazione tecnologica e transizione digitale

L’Articolo 8 del decreto Riordino Ministeri delega al Presidente del Consiglio il compito di promuovere e coordinare l’azione del Governo nelle seguenti materie:

  • innovazione tecnologica,
  • attuazione dell’agenda digitale italiana ed europea,
  • strategia italiana per la banda ultra larga,
  • digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni e delle imprese,
  • trasformazione, crescita e transizione digitale del Paese, in ambito pubblico e privato,
  • accesso ai servizi in rete,
  • infrastrutture digitali materiali e immateriali e della strategia nazionale dei dati pubblici.

Inoltre è stato istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri il Comitato interministeriale per la transizione digitale (CITD), con il compito di guidare il coordinamento e il monitoraggio dell’attuazione delle iniziative di innovazione tecnologica e transizione digitale delle pubbliche amministrazioni competenti in via ordinaria.

Come suggerisce il comma 7 del decreto Riordino Ministeri, è stata istituita anche una Segreteria tecnico amministrativa del CITD con funzioni di supporto e collaborazione per la preparazione e lo svolgimento dei lavori e per il compimento delle attività di attuazione delle deliberazioni del Comitato.

Fondo nazionale per l’infanzia e l’adolescenza

L’Articolo 9 del decreto Riordino Ministri si occupa della ripartizione delle quote del Fondo nazionale per l’infanzia e l’adolescenza tra le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, affidandola al Presidente del Consiglio con proprio decreto.

Come si legge nel comma 1: “Il Presidente del Consiglio dei ministri ovvero il Ministro delegato per la famiglia, con proprio decreto emanato di concerto con i Ministri del lavoro e delle politiche sociali, dell’interno, dell’economia e delle finanze, della giustizia e con il Ministro delegato per le pari opportunita’, sentite la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano nonché le Commissioni parlamentari competenti, provvede alla ripartizione delle quote del Fondo tra le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e di quelle riservate ai comuni.”

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