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Lavori usuranti: requisiti 2021 per la pensione anticipata

Daniele Bonaddio

Come noto, il sistema previdenziale italiano riconosce a determinate categorie di lavoratori un pensionamento semplificato rispetto alla generalità dei lavoratori. Tra queste categorie atipiche rientrano senz’altro i lavoratori che svolgono i cd. “lavori usuranti”: trattasi, in particolare, di soggetti addetti a lavorazioni particolarmente faticose e pesanti. Quindi, a causa della loro attività hanno diritto di anticipare il pensionamento di diversi anni, a seconda dei casi. Chiaramente esiste una lista di attività che possono essere riconducibili tra le “lavorazioni particolarmente faticose e pesanti”, che sono individuabili all’interno del D.Lgs. n. 67/2011.

Tali lavoratori, a differenza ad esempio della pensione di vecchiaia e anticipata, possono accedere alla pensione mediante il cd. “meccanismo delle quote”, che varia in base al lavoro svolto. Da notare, inoltre, che per avvalersi dell’agevolazione è necessario che l’interessato certifichi il diritto mediante domanda preliminare all’INPS, entro determinati termini. Quindi, chi matura i requisiti anagrafici e contributivi il quest’anno – ossia dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2021 – deve inviare la domanda preliminare all’INPS entro l’1 maggio 2021.

Ma andiamo in ordine e vediamo quali sono i requisiti di pensionamento 2021 per i lavori usuranti.

Pensione anticipata 2021: modalità di accesso, domanda e requisiti

Lavori usuranti: come funziona il prepensionamento

La disciplina che prevede la possibilità per i lavoratori addetti a lavorazioni particolarmente faticose e pesanti, di poter esercitare – a domanda – il diritto per l’accesso al trattamento pensionistico anticipato è l’art. 1 del D.Lgs. n. 67/2011.

Il pensionamento avviene, in deroga agli ordinari requisiti previsti per la pensione anticipata e di vecchiaia, con il cd. “meccanismo delle quote”.

Ma come avviene l’esercizio di tale opzione? Sul punto, l’art. 2 del menzionato decreto legislativo stabilisce l’obbligo in capo al richiedente di presentare apposita domanda “preventiva” all’INPS, al fine di certificare il possesso dei requisiti di legge.

Si sottolinea che la certificazione riguarda esclusivamente la richiesta di riconoscimento del beneficio per l’anticipo della pensione, in quanto la domanda di pensionamento vera e propria va fatta successivamente (nell’anno di maturazione dei requisiti).

Lavori usuranti: le categorie di lavoratori

Le attività di cui al D.Lgs. n. 67/2011 sono riconducibili alle seguenti quattro macro-categorie:

  • lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti di cui all’art. 2 del D.M. del 19 maggio 1999. Si tratta dei soggetti che hanno svolto lavori in galleria, cava o miniera; i lavori ad alte temperature; i lavori in cassoni ad aria compressa; le attività per l’asportazione dell’amianto; le attività di lavorazione del vetro cavo; lavori svolti dai palombari; lavori espletati in spazi ristretti;
  • lavoratori notturni. Sono lavoratori notturni: i lavoratori a turni che prestano lo loro attività nel periodo notturno per almeno 6 ore per un numero minimo di giorni lavorativi all’anno non inferiore a 64; lavoratori che prestano la loro attività per almeno 3 ore nell’intervallo tra la mezzanotte e le 5 del mattino per periodi di lavoro di durata pari all’intero anno lavorativo;
  • lavoratori addetti alla linea di catena. Si tratta di lavoratori alle dipendenze di imprese per le quali operano le voci di tariffa per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro indicati nell’elenco n. 1 contenuto nell’allegato 1 allo stesso D.Lgs. n. 67/2011, cui si applicano i criteri per l’organizzazione del lavoro previsti dall’articolo 2100 del cc, impegnati all’interno di un processo produttivo in serie;
  • conducenti di veicoli, di capienza complessiva non inferiore a 9 posti, adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo.

Lavori usuranti: condizioni e requisiti

Naturalmente, far parte di una delle categorie previste dal D.Lgs. n. 67/2011 non è sufficiente a determinare la facoltà di accedere al pensionamento con il “meccanismo delle quote”. Infatti, le attività faticose e pesanti devono essere esercitate per un periodo di tempo pari:

  • ad almeno 7 anni negli ultimi 10 di attività lavorativa;
  • ad almeno la metà della vita lavorativa complessiva.

Lavori usuranti: il sistema delle “quote”

Ma qual è la quota da raggiungere per i lavori usuranti? Per il 2021, il prepensionamento permette ai lavoratori in esame di poter andare in pensione con il “sistema delle quote”, alle seguenti condizioni:

  • anzianità contributiva: 35 anni;
  • età anagrafica: 61 anni e 7 mesi.

Queste regole vigono per i lavoratori dipendenti. Per gli autonomi, invece, è richiesto un anno di età anagrafica in più.

Lavori usuranti: i requisiti per i lavoratori a turni

Differenti sono i requisiti previsti per la categoria dei lavoratori a turni. In particolare:

  • per gli occupati per un numero di giorni lavorativi pari o superiore a 78 giorni all’anno, valgono le stesse regole viste finora;
  • per gli occupati per un numero di giorni lavorativi da 64 a 71 all’anno, bisogna raggiungere quota 99,6 (35 anni di contributi + 63 anni e 7 mesi). Un anno di età anagrafica in più è richiesto per gli autonomi;
  • per gli occupati per un numero di giorni lavorativi da 72 a 77 all’anno, bisogna raggiungere quota 98,6 (35 anni di contributi + 62 anni e 7 mesi). Un anno di età anagrafica in più è richiesto per gli autonomi.

Lavori usuranti: invio della domanda

La domanda di certificazione dei requisiti deve essere presentata all’INPS entro il 1° maggio 2021. Dopo tale data, il modello “AP45” può con essere inviato. In tal caso, però, il trattamento pensionistico verrà differito:

  • di 1 mese, per un ritardo della presentazione massimo di un mese;
  • di 2 mesi, per un ritardo della presentazione superiore a un mese e inferiore a 3 mesi;
  • di 3 mesi, per un ritardo della presentazione pari o superiore a 3 mesi.

A tal fine, è necessario che l’istanza sia corredata da copia o estratti della documentazione necessaria, nonché degli elementi di prova in data certa da cui emerga la sussistenza dei requisiti necessari per l’anticipo del pensionamento.

La domanda in parola non è da confondere con la domanda di pensione che sarà presentata solo in un momento successivo, previa comunicazione di accoglimento della domanda di accertamento di aver svolto lavoro usurante.

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