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RC Auto: i bilanci delle compagnie ai tempi del Coronavirus, la guerra dei numeri

Massimo Quezel
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Sono noti a tutti i disagi conseguenti all’emergenza sanitaria Covid-19 che sta contrassegnando questo 2020. Di certo i più significativi si sono avuti durante il periodo di quarantena, che ha costretto tutti i cittadini a limitare drasticamente gli spostamenti sul territorio per limitare le possibilità di contagio da coronavirus.

Secondo i dati resi noti dal Centro Studi Sna (Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione) le imprese assicurative, durante il lockdown, avrebbero risparmiato quasi 30 milioni di euro al giorno, per un totale di circa 1,5 miliardi di euro.

E’ evidente, infatti, che la riduzione dell’80% dei mezzi circolanti, ha determinato il crollo verticale del numero dei sinistri e, di conseguenza, la quasi totale assenza di richieste di risarcimento.

Infatti, se in media sono circa 6 mila i sinistri denunciati ogni giorno in condizioni di normalità, nel corso dell’emergenza sanitaria sarebbero stati poco più di mille.

Nel comparto danni, pertanto, appare evidente che le compagnie di assicurazione hanno tratto indubbiamente grandi benefici dalla sostanziale assenza di sinistri tra marzo e aprile 2020, senza, di fatto, riconoscere particolari agevolazioni ai clienti che hanno continuato a pagare il premio.

Le tanto sbandierate iniziative volte a venire incontro agli assicurati con mesi di copertura RC auto in “regalo” si sono rivelate non solo inconsistenti, ma addirittura scorrette nei confronti dei clienti. Basti pensare allo spot andato in onda nei mesi scorsi di una nota compagnia assicurativa, che affermava di restituire un mese di polizza auto ai propri clienti.

In realtà, come è stato denunciato all’Antitrust dall’Unione Nazionale Consumatori, non si tratta di un mese regalato, ma di uno sconto sulla eventuale futura polizza, nel caso in cui il cliente decidesse di rinnovarla con la stessa compagnia. In altre parole, un modo per “blindare” l’assicurato e costringerlo a non cambiare compagnia.

Sembrerebbe che le compagnie siano destinate ad arricchirsi ulteriormente alla fine di quest’anno.

Eppure uno dei più importanti gruppi assicurativi nazionali ha reso noti, nei giorni scorsi, i dati di bilancio riferiti al primo semestre 2020, confermando una perdita netta di utile rispetto al medesimo periodo 2019 (514,2 milioni di euro contro 656,5 milioni).

Com’è possibile?

Ebbene, pur confermando di aver pagato ben 1,74 miliardi di euro in meno di risarcimenti rispetto all’anno passato, la compagnia afferma di aver incassato 2,17 miliardi di euro in meno di premi nel ramo vita.

In altre parole, il risparmio sui risarcimenti sarebbe minore rispetto alla perdita sulla raccolta premi complessiva.

Ad ogni buon conto c’è da dire che la mancanza di sinistri durante la primavera 2020 ha avuto di certo un risvolto positivo sotto il profilo sociale. In un momento storico in cui il costante aumento degli incidenti automobilistici continua a destare grande preoccupazione anche a livello internazionale, la sicurezza che il numero di morti e feriti sulle strade, per una volta tanto, sarà completamente in controtendenza costituisce senz’altro una consolazione.



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