Home Concorsi pubblici Riconoscimento titoli di studio per Concorsi Pubblici: la guida completa

Riconoscimento titoli di studio per Concorsi Pubblici: la guida completa

Alice Lottici
riconoscimento-titoli-di-studio-per-concorsi-pubblici

Vuoi partecipare a dei Concorsi Pubblici ma non sei sicuro di possedere il titolo di studio richiesto? Un ordinamento determina i contenuti che devono essere trattati nei singoli corsi per l’ottenimento di una laurea triennale, magistrale o a ciclo unico.

Ogni cambiamento può riguardare l’intera articolazione delle attività formative o la divisione in classi di laurea, per cui è sempre opportuno verificare la corrispondenza dei titoli posseduti con quelli richiesti dalle diverse procedure.

Vediamo assieme le disposizioni del Miur da seguire per il riconoscimento dei titoli di studio esteri e nazionali di vecchio e nuovo ordinamento.

Come diventare insegnante

Riconoscimento titoli di studio: come verificare

In ogni bando sono indicati i codici per riconoscere la classe di laurea che consente l’accesso al ruolo richiesto. Ad esempio potremmo trovare “L – 36”, che corrisponde al corso di laurea triennale in Scienze politiche e delle Relazioni Internazionali.

Gli elementi fondamentali per comprendere se la propria laurea sia tra i titoli ammessi sono:

  • nome del corso di studi (es. Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali);
  • codice della classe di laurea (es. L – 36).

Le principali sigle che si possono trovare per distinguere i corsi di studio sono:

  • L – laurea triennale;
  • LM – laurea magistrale;
  • DL – diploma di laurea (vecchio ordinamento);
  • LS – laurea specialistica (vecchio ordinamento).

In caso di ulteriori dubbi, ogni interessato può far riferimento all’Ente o al Ministero che bandisce il concorso. Spesso sui siti istituzionali sono presenti i contatti dei referenti in caso di verifiche e/o problematiche con l’iscrizione.

Riconoscimento titoli di studio: equivalenza, equipollenza ed equiparazione

Prima di elencare le casistiche, facciamo chiarezza terminologica.

Con equipollenza o equiparazione si intende un’uguaglianza con efficacia giuridica tra titoli di studio. I parametri che la determinano sono:

  • il raggiungimento delle medesime competenze;
  • la validità per l’ammissione a concorsi, Esami di Stato e Ordini professionali;
  • la continuazione del percorso accademico a livelli superiori.

Si può dare un giudizio in merito per accertare la corrispondenza tra titoli di vecchio e nuovo ordinamento a diversi livelli (laurea di primo livello, laurea magistrale, laurea specialistica etc) oppure a un titolo estero.

L’equivalenza implica invece la presentazione di un’istanza di riconoscimento di un titolo di studio conseguito all’estero per ottenere un decreto accademico che l’attesti.

Riconoscimento titoli di studio: titoli esteri

Come specifica il Miur: “I titoli accademici di studio stranieri non hanno valore legale in Italia“. Per il loro utilizzo è necessario richiedere il riconoscimento.

Esistono due percorsi:

  • con riferimento a un caso specifico senza però conferire valore legale al titolo, da richiedere nuovamente all’Ente per differenti circostanze (giudizio di equivalenza);
  • una dichiarazione rilasciata da un Ateneo o un’Autorità competente (Ministero, Ufficio Scolastico, etc) che attribuisce il medesimo valore legale al titolo accademico italiano (dichiarazione di equipollenza).

Nel secondo caso l’autorità può indicare eventuali esami integrativi per recuperare i crediti mancanti. Può essere necessario superare anche una prova di competenza linguistica.

Il rilascio della dichiarazione di equipollenza è concesso per:

  • cittadini italiani o di uno Stato membro dell’Unione Europea;
  • cittadini degli Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio Economico Europeo e alla Confederazione elvetica;
  • cittadini italiani per matrimonio o naturalizzazione;
  • titolari di status di rifugiato politico o protezione sussidiaria.

In sintesi, in mancanza di un decreto di equipollenza tra il titolo conseguito in ambito europeo e il titolo italiano, i soggetti sopraindicati possono richiedere il riconoscimento del titolo posseduto limitatamente alla sola partecipazione al Concorso.

A gestire le procedure di riconoscimento e di equipollenza è CIMEA, il Centro di Informazione sulla Mobilità e le Equivalenze Accademiche.

Scopri come richiedere il riconoscimento

Riconoscimento titoli di studio: titoli italiani di vecchio e nuovo ordinamento

La corrispondenza tra il titolo di studio posseduto e il titolo di studio indicato in un bando rivela l’idoneità del candidato a partecipare alla selezione pubblica.

Nel caso in cui il titolo accademico in possesso sia di vecchio ordinamento (es. Diploma di Laurea, Laurea Specialistica) bisogna far riferimento al Decreto Interministeriale 9 Luglio 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.233 del 7 ottobre 2009.

Per determinare l’equipollenza non vale il “viceversa” o la relazione transitiva:

  • x può essere uguale a y ma non è automaticamente il contrario;
  • le equipollenze possono essere estese solamente alle lauree di vecchio ordinamento indicate negli appositi decreti.

La tabella di riferimento è così suddivisa:

1° colonna 2° colonna 3° colonna 4° colonna
titolo dichiarato equipollente riferimenti normativi lauree corrispondenti DM 509/99 lauree corrispondenti DM 270/04

 

Consulta la Tabella 1

Invece, nel caso in cui il titolo di laurea sia di nuovo ordinamento il riferimento è alla tabella 2 dello stesso decreto che definisce le corrispondenze tra le lauree ai sensi del DM 509/99 e le lauree del DM 270/04.

La tabella è così ripartita:

1° colonna 2° colonna
classi delle lauree DM 509/99 classi delle lauree DM 270/04

 

Consulta la tabella 2

Ulteriori equiparazioni ed equipollenze specifiche sono previste da decreti successivi al DM 9 luglio 2009.

Consulta l’elenco decreti di equipollenza

 



© RIPRODUZIONE RISERVATA


CONDIVIDI

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome