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Pensione anticipata 2019: come funziona, tipologie, finestre, requisiti, domanda

Daniele Bonaddio
pensione anticipata 2019

La pensione anticipata 2019, insieme alla pensione di vecchiaia, rappresentano ad oggi le due modalità ordinarie d’uscita dal mondo del lavoro. Si tratta di un meccanismo che consente al lavoratore di pensionarsi a prescindere dall’età anagrafica, in quanto l’unico requisito da maturare sono i contributi previdenziali. Gli anni contributivi da possedere sono soggetti a un aumentano biennale per effetto dell’adeguamento alla speranza di vita stimata dall’ISTAT.

Per quest’anno, infatti, si sarebbe dovuto allungare il requisito contributivo di 5 mesi. Tuttavia, per effetto delle recenti novità introdotte dal “Decretone”, varato dall’ex Governo giallo verde ormai tramontato, (D.L. n. 4/2019, convertito con modificazioni in L. n. 26/2019) basta raggiungere i vecchi requisiti contributivi. In compenso, però, il legislatore ha previsto l’introduzione della cd. “finestra mobile” anche per chi decide di pensionarsi con la pensione anticipata. Essa è pari a 3 mesi e si applica indistintamente sia per uomini che per donne.

Per poter accedere alla pensione anticipata 2019 non è obbligatoriamente necessario maturare gli ordinari requisiti contributivi. Infatti, in particolari condizioni, come ad esempio nel caso dei cd. “lavoratori precoci” o “lavoratori gravosi”, è possibile collocarsi a riposo anche prima dei requisiti ordinari previsti dalla legge. Ma quali sono le tipologie di pensione anticipata? Quanti contributi bisogna maturare? E soprattutto come fare domanda d’accesso? Nelle seguenti righe si illustra, passo passo, tutto quello che c’è da sapere sulla pensione anticipata 2019.

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Pensione anticipata 2019: requisiti contributivi

La pensione anticipata è una prestazione economica a domanda, e consente di lasciare il lavoro e ottenere un assegno pensionistico in anticipo, rispetto alla normale pensione di vecchiaia. Viene erogata nei confronti dei lavoratori – dipendenti oppure autonomi – in possesso di determinati requisiti di anni contributivi maturati, iscritti:

  • all’assicurazione generale obbligatoria (AGO);
  • alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti e coltivatori diretti);
  • ai fondi sostitutivi, esonerativi ed esclusivi della stessa;
  • presso la Gestione separata dell’Inps.

All’art. 15 del D.L. n. 4/2019 sono state apportate significative novità in merito alla pensione anticipata. In particolare, il legislatore è intervenuto in due modi:

  • da un lato, sono state cancellate le norme riguardanti l’adeguamento alla speranza di vita stimata dall’Istat che fanno slittare la pensione ogni biennio. Il blocco alla speranza di vita è posto fino al 31 dicembre 2026. Quindi dal 1° gennaio 2027, riprenderà l’incremento dei requisiti anagrafici e contributivi;
  • dall’altro, invece, viene introdotta, una “finestra mobile” di 3 mesi (indistintamente sia per uomini che per donne) alla maturazione dei requisiti pensionistici.

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Pensione anticipata 2019: requisiti uomini e donne 

Per quest’anno, quindi, e fino al 31 dicembre 2026, la pensione anticipata non è soggetta all’adeguamento alla speranza di vita, cosicché i requisiti pensionistici rimangono fermi per tali periodi a:

  • 42 anni e 10 mesi per gli uomini;
  • 41 anni e 10 mesi per le donne.

Pensione anticipata 2019: come si calcola

Tali requisiti valgono, sia nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 (cioè nei confronti dei lavoratori che rientrano nel cd. sistema misto) sia nei confronti dei lavoratori il cui primo contributo versato è successivo al 31 dicembre 1995 (e che, quindi, hanno diritto alla liquidazione del trattamento pensionistico interamente con il sistema contributivo).

Tuttavia, esistono alcune differenze per chi è interamente nel sistema contributivo, che possono essere così sintetizzati:

  • ai fini del perfezionamento del requisito contributivo è sempre valutabile la contribuzione a qualsiasi titolo versata o accreditata a favore dell’assicurato, fermo restando che, ai sensi dell’art. 1, co. 7, della L. n. 335/1995, ai fini del computo di detta contribuzione non concorre quella derivante dalla prosecuzione volontaria, e quella accreditata per periodi di lavoro precedenti il raggiungimento del 18° anno di età è moltiplicata per 1,5. Per questi soggetti, inoltre, non sussiste l’agevolazione in favore dei c.d. “lavoratori precoci” di cui parleremo in seguito;
  • possibilità di ottenere la pensione anticipata, qualora più favorevole, al compimento di 64 anni, a condizione che risultino versati e accreditati almeno 20 anni di contribuzione “effettiva” e che l’ammontare della prima rata di pensione risulti non inferiore ad un importo soglia mensile pari a 2,8 volte l’importo mensile dell’assegno sociale (1.282,37 euro).

Pensione anticipata 2019: lavoratori precoci e gravosi

Nell’ambito della pensione anticipata, esistono poi categorie di soggetti, considerati svantaggiati, che possono ottenere la pensione in anticipo versando meno contributi, vale a dire:

Per i primi, a decorrere dal 1° maggio 2017, l’art. 1, co. 199 della L. n. 232/2016 (Legge di Bilancio 2017) ha introdotto una riduzione del requisito contributivo a 41 anni (sempre a prescindere dall’età anagrafica del lavoratore) sia per gli uomini che per le donne che abbiano svolto almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima del 19° anno di età e che si trovino in alcuni specifici profili meritevoli di una particolare tutela (disoccupati a seguito di licenziamento con esaurimento degli ammortizzatori sociali da almeno 3 mesi, invalidi civili con una invalidità non inferiore al 74%, soggetti che assistono disabili, addetti a lavori usuranti o a lavori gravosi).

Anche per i lavoratori precoci il D.L. n. 4/2019 ha disposto il blocco degli incrementi alla speranza di vita, fino al 31 dicembre 2026. In compenso è stata introdotta una finestra mobile pari a 3 mesi.

Per quanto concerne, invece, i lavori gravosi ed usuranti il 26 febbraio 2018 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 47, il Decreto 5 febbraio 2018 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali contenente l’elenco aggiornato e dettagliato delle attività gravose che, a partire dal 1 gennaio 2018, hanno diritto di ritirarsi con la pensione anticipata al raggiungimento di 41 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica.

Pensione anticipata: elenco attività gravose 

Il decreto amplia da 11 a 15 l’elenco delle attività gravose. Finora l’elenco comprendeva esclusivamente:

  • gli operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • i conduttori di gru e di apparecchi di sollevamento, conduttori di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  • i conciatori di pelli e di pellicce;
  • i conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • i conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • le professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  • gli addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • gli insegnanti di scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido;
  • i facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
  • il personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia di uffici ed esercizi commerciali, nei servizi di alloggio e nelle navi;
  • gli operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

A tale elenco si aggiungono ora altre quattro nuove categorie di lavori considerati gravosi, ossia:

  • gli operai nell’agricoltura, zootecnica e pesca;
  • i pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare, dipendenti o soci di cooperative;
  • i siderurgici di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature non già ricompresi tra i lavori usuranti di cui al D.Lgs. n. 67/2011;
  • i marittimi imbarcanti a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini ed acque interne.

Pensione anticipata 2019: come fare domanda

Per conseguire la pensione anticipata è necessaria la cessazione del rapporto di lavoro dipendente. La domanda di pensione anticipata può essere presentata online all’INPS attraverso il servizio dedicato. In alternativa, si può fare domanda tramite:

  • contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile;
  • enti di patronato e intermediari dell’Istituto attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

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