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Targa estera 2019: si alla circolazione con residenza normale. Le novità

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Novità in arrivo direttamente dal Ministero dell’interno sulla targa estera 2019 e le nuove regole di circolazione a riguardo: a portarle è stato appunto il Viminale con la sua circolare del 4 giugno 2019, con cui in sostanza si apre alla possibilità di circolare in Italia con residenza normale, con un veicolo immatricolato all’estero.

A seguito delle nuove norme introdotte sul divieto di circolazione in territorio italiano con veicoli dotati di targhe straniere, con il decreto sicurezza, sono sorte diverse criticità, soprattutto per quanto riguarda i lavoratori stagionali.

Vediamo in dettaglio cosa cambia con l’arrivo della circolare che ha allentato le maglie dei divieti sulle auto con targhe straniere.

Targa estera 2019: divieto di circolazione

Il Decreto sicurezza, tra le altre misure introdotte, ha modificato l’articolo 93 del Codice della strada, che sancisce il divieto, a chi ha stabilito la residenza in Italia da oltre sessanta giorni, di circolare con un veicolo immatricolato all’estero.

Esisteva già un articolo del Codice della strada, il numero 132, secondo cui “gli autoveicoli, i motoveicoli e i rimorchi immatricolati in uno Stato estero e che abbiano già adempiuto alle formalità doganali sono ammessi a circolare in Italia per la durata massima di un anno”.

Questa modifica, giunta con il Decreto sicurezza, sotterra di fatto il limite di un anno. Non conta il limite di tempo annuale. Chiunque, residente in Italia, verrà fermato e colto alla guida di un’auto con targa estera sarà ritenuto responsabile di un illecito, e quindi punibile.

Targa estera 2019: circolazione con residenza normale, le novità

Non proprio chiunque a dire il vero. A correggere il tiro, visti i diversi problemi pratici creatisi con l’arrivo dei lavoratori stagionali, con l’attuazione della nuova norma, è arrivata la circolare del 4 giugno del Viminale, che di fatto blocca il divieto per chi abbia la residenza normale in Italia.

In pratica – secondo quanto specificato nel provvedimento – i soggetti residenti anagraficamente in altro stato membro dell’UE che si trovano in Italia per svolgere attività lavorative stagionali e che conducono i veicoli nella loro disponibilità immatricolati all’estero, decorsi 185 giorni di permanenza in Italia, possono acquisire la residenza normale secondo le norme comunitarie in materia. Per loro si è posta l’esigenza di limitare il divieto di circolazione con targa estera.

Così, diversamente da quanto indicato (..) la residenza normale non può ritenersi equiparata alla residenza anagrafica risultante dall’iscrizione ai registri di un Comune.

Il titolare di residenza normale in Italia può condurre il veicolo immatricolato all’estero del quale dispone a qualunque titolo, salvo che non acquisisca la residenza anagrafica.

Cos’è la residenza normale in Italia

Per richiedere la patente di guida, è necessario dichiarare la residenza in Italia o, per i cittadini appartenenti ad uno Stato membro dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo, la residenza normale.

Per residenza normale in Italia si intende il luogo, sul territorio nazionale, in cui una persona dimora abitualmente, vale a dire per almeno 185 giorni all’anno, per interessi personali e professionali o, nel caso di una persona che non abbia interessi professionali, per interessi personali, che rivelino stretti legami tra la persona e il luogo in cui essa abita.

Si intende altresì per residenza normale il luogo, sul territorio nazionale, in cui una persona, che ha interessi professionali in altro Stato comunitario o dello Spazio economico europeo, ha i propri interessi personali, a condizione che vi ritorni regolarmente.

Targa estera 2019: quando non c’è il divieto

Appurato che in caso di lavoratori Ue stagionali che acquisiscono residenza normale in Italia non vale il divieto di targa estera, tale divieto non si applica in questi ulteriori tre casi:

  • quando c’è in gioco un contratto di leasing,
  • di noleggio senza conducente,

È sufficiente in questi casi avere a bordo dell’auto una dichiarazione della società intestataria del mezzo.

Divieto Targa estera 2019: cosa si rischia

Nei casi in cui vige il divieto, che viene pescato a ignorarlo, e quindi a commettere l’illecito di circolazione auto con targa estera, va incontro a queste sanzioni:

  • una multa che può andare da 712 a 2.848 euro,
  • divieto di circolazione,
  • qualora, entro 180 giorni, il veicolo non sia immatricolato in Italia o non sia richiesto il rilascio di un foglio di via, andrà incontro alla confisca amministrativa.
  • inoltre chi ha un mezzo in comodato ma non ha a bordo il documento che ne attesti la disponibilità dovrà invece pagare una multa da 250 a 1.000 euro ed esibirlo entro 30 giorni.

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22 COMMENTI

  1. Salve, io ed il mio compagno italiani con residenza in Italia, lavoriamo in Spagna 8 mesi l”anno, lui ha comprato un ‘auto con targa spagnola e vorremmo rientrare il Italia per 3 mesi, avendo residenza anagrafica in Italia non si può ma, se lui mi fa un documento di comodato d uso e guido io?

  2. Salve, ho lo stesso problema di Alessandro, residenza in Italia lavoro stagionale in Spagna posso rientrare per 2 mesi in Italia con auto targa spagnola?

  3. Residente in UK da 18 anni, sono in procinto di tornare in Italia per lavoro, ivi trasferirò la mia residenza. Ho un’auto con targa inglese, posso circolare e per quanto tempo?

  4. Buongiorno,
    Sono residente in Italia . Mia figlia residente in Svizzera mi ha lasciato auto di sua proprietà con targa Svizzera in comodato d’uso .
    Ho a disposizione una dichiarazione di mia figlia . Posso utilizzarla ?
    Ringrazio e saluto cordialmente

  5. Salve mi chiamo Alessandro onnis lavoratore stagionale all estero per 8 mesi.. Residenza italiana..domicilio estero per 8 mesi Auto comprata e targata tedesca.. 4 mesi rientro in Italia regolarmente. Vorrei sapere se rientro nella categoria di quelli definiti con residenza normale..cioe il luogo, sul territorio nazionale, in cui una persona, che ha interessi professionali in altro Stato comunitario o dello Spazio economico europeo, ha i propri interessi personali, a condizione che vi ritorni regolarmente.

  6. Salve mi chiamo Alessandro onnis lavoro stagionale all estero in Germania (8mesi)…residenza italiana ma domicilio all estero per 8 mesi… Ho macchina comprata e targata in Germania. In Italia ci rimango 4 mesi per poi iniziare nuovamente il lavoro. Posso circolare tranquillamente in italia?rientro nella categoria di chi possiede la residenza normale?… Cioè da come ho letto il luogo, sul territorio nazionale, in cui una persona, che ha interessi professionali in altro Stato comunitario o dello Spazio economico europeo, ha i propri interessi personali, a condizione che vi ritorni regolarmente.aspetto una risposta. Grazie

  7. Buonasera, prima la domanda in breve e poi una spiegazione per chi è curioso o vuole approfondire.

    Domanda: auto con targa tedesca, conducente con residenza tedesca, ma proprietario con residenza italiana da più di 2 mesi. Si può?

    Spiegazione: mia moglie ed io abbiamo vissuto gli ultimi anni in Germania ed abbiamo acquistato una macchina, intestata a lei. Da circa 6 mesi lei è rientrata in Italia, prendendo la residenza, mentre io al momento sono ancora in Germania, con la macchina. Sicuramente lei non può guidare la macchina in Italia, finchè non faremo la re-immatricolazione, ma mi chiedevo se questo fosse possibile per me. Lo trovo abbastanza strano, ma la legge parla solo del conducente, da quel che capisco.

  8. Buon giorno sono un cittadino italiano iscritto A. i. r. e,posso guidare in Italia la macchina targata estera? Del paese in cui sono iscritto?

  9. Ho il codice fiscale italiano ma non la residenza.. posso stare in Italia con la targa alla macchina estera?

  10. Buongiorno…. Io lavoro 6..7 Messi al anno… Stagionale… Posso avere le targhe straniere…. Nn sono residente! Grazie

  11. Buongiorno a tutti, mi piacerebbe conoscere il vostro punto di vista circa questa annoda questione ed alcuni punti mai risolti.
    Il caso è purtroppo semplice e conta migliaia di persone coinvolte:
    Militare/dipendente pubblico inviato all’estero per 3/4/5 anni.
    Reimmatricola la propria auto nel paese estero in cui sta lavorando e vivendo (obbligato da norme europee e della nazione di destino per soggiorni superiori a tot mesi)
    Non può portare la propria residenza all’estero perché vietato dalla legge italiana (vedasi militari ed organi di rappresentanza)
    Torna in Italia con la sua unica macchina per qualsivoglia motivo e si ritrova con: targa straniera, residenza italiana da illo tempore e quindi multato e straziato.

    Stessa situazione sta avvenendo al contrario con militari stranieri che non possono prendere la residenza in Italia, quindi non possono reimmatricolare ma i loro familiari sono obbligati a farlo. Morale della favola avremmo parenti del militare con residenza italiana e macchina intestata al militare con targa estera.

    Stanno facendo una carneficina e sembra non ci sia soluzione nel breve tempo.

    Saluti a tutti

  12. Salve , sono residente in Germania e ho l’auto con targhe tedesche . Voglio tornare in italia da ottobre a cercare lavoro ma vorrei anche prendere la residenza fissa in italia per avere l’assistenza sanitaria ..
    Per i nuovi arrivati in Italia quanti giorni si può guidare con le targhe straniere dal conseguimento della residenza??
    Cordiali saluti

  13. Salve Dobrina, il Decreto sicurezza 2018 ha modificato l’articolo 93 del Codice della strada, che sancisce il divieto, per chi abbia stabilito la residenza in Italia da oltre 60 giorni, di circolare con un veicolo immatricolato all’estero.
    Lo stesso articolo 93 prevede eccezioni a tale divieto, e cioè lo stop alla targa estera per residenti in Italia non vale quando è stato stipulato un contratto di, leasing, noleggio senza conducente, comodato, ma in presenza di un rapporto di lavoro con la ditta che ha concesso l’affitto
    Il presupposto principale del divieto di condurre un veicolo immatricolato all’estero riguarda la residenza anagrafica del conducente.
    L’eccezione opera a condizione che a bordo del veicolo sia custodito un documento da esibire agli organi di controllo, sottoscritto dall’intestatario e recante data certa, dal quale risultino il titolo e la durata della disponibilità del veicolo. In mancanza di tale documento, la disponibilità del veicolo si considera in capo al conducente.
    Con una circolare del 4 giugno 2019, il Ministero degli Interni “aggiusta il tiro” sul problema delle cd. Targhe estere a seguito di alcune criticità operative
    I soggetti residenti anagraficamente in altro stato membro dell’UE che si trovano in Italia per svolgere attività lavorative stagionali e che conducono i veicoli nella loro disponibilità immatricolati all’estero, decorsi 185 giorni di permanenza in Italia, possono acquisire la residenza normale secondo le norme comunitarie in materia.
    Il documento di prassi precisa che la residenza normale non può ritenersi equiparata alla residenza anagrafica risultante dall’iscrizione ai registri di un Comune.
    Il titolare di residenza normale in Italia può condurre il veicolo immatricolato all’estero del quale dispone a qualunque titolo, salvo che non acquisisca la residenza anagrafica.
    Quindi il presupposto per l’applicazione del divieto assoluto di conduzione in Italia è la residenza anagrafica del conducente, quale risulta dai documenti di identità e si applica sempre a chi risiede in Italia da più di 60 giorni.

  14. Ciao sono con residenza italiana. Mio marito e comprato la lizing machina con targe l’esteri la posso guidare?

  15. Come di consueto piu si legge e meno si capisce ! Han fatto cambiare targa a migliaia di gelatieri e pizzaioli che hanno l’attività all’estero, ora dicono che sono esentati da questa nuova legge ,e va bene cosi , ma hanno speso migliaia di euro per immatricolare le loro automobili in italia , non vi sembra una carognata ???

  16. Ho la residenza anagrafica in italia e sono un rappresentante commerciale sul territorio Italiano di un’azienda della Repubblica Cecca . Per svolegere l’attivita’ lavorativa mi serve la macchina aziendale, l’auto aziendale tra l’altro e’ stato preso in leasing sempre in Repubblica Cecca, ma ovviamente l’auto non e’ intestato a me, ma all’azienda… Se mi sequestrono la macchina applicandbo la condizione di immatricolarla in Italia – non lo posso fare anche volendo.. la macchina non e’ mia e finche dura il contratto di leasing sara’ impossibile! Perche’ inventono sempre le regole piu’ assurde.??

  17. Sono Polacca sposata con italiano da 20 anni pago mutuo di casa in Italia e possiedo 2 macchine in Italia intestate a me.In Polonia ho aperto la società e possiedo la casa e macchina intestata a me con terge polacche entrambe paesi ho la residenza,dite mi voi non posso venire in Italia con la macchina targata in Polonia ?Aiuto grazie mille per vostri suggerimenti

  18. Sono residente in Italia ma sono trasferito x lavoro in spania dove ho preso la residenza il NIE . E Jo komprato una machina con targa Spagnola e chiedo se posso guidarla in Italia per un mese?. Perché non capisco la nova legge dei incompetenti…. .

  19. Ilariob fatti fare un contratto di leasing il,Spagna per la vettura di tua moglie e hai risolto il problema

  20. Sono cittadino Italiano
    Residente e pago le tasse in Italia
    Possiedo un auto con targa spagnola
    Che circola solamente ca tre mesi all’anno in Italia.
    Chi mi spiega perché non la posso guidare in Italia?

  21. Ma la legge con residenza normale vale per tutti o solo per la Città di Vaticano e San Marino. Perché a me questo mi hanno detto a la Motorizzazione di Bologna.

  22. Lo trovo assurdo, mia moglie ha un attività stagionale in Spagna e cacchio io quando veniamo in Italia non posso guidare la sua auto????? Ne devo comprare un’altra? Pagatemela voi!!! N’altra legge fatta da incompententi…. E avanti…

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