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Le partite Iva andranno incontro ad alcune novità a partire dal prossimo anno: l’obbligo di fattura elettronica 2019 e l’estensione del regime forfetario, con aliquota al 15 per cento, per i ricavi compensi fino a 65 mila euro. Potrebbe ampliarsi notevolmente quindi la platea di professionisti che aderiranno a questo regime agevolato.

In particolare il Senato ha approvato il testo di legge di conversione del Decreto fiscale, con tutta una serie di novità fiscali, tra cui proprio alcune semplificazione in termini di e-fattura.

Cosa accadrà per questa categoria in termini di fatturazione elettronica? I regimi forfetari 2019 saranno esonerati o dovranno sottostare comunque all’obbligo di emissione, invio e conservazione in formato digitale delle fatture?

Diciamo che la carta non andrà completamente in pensione. Ci sono infatti categorie che non saranno soggetto all’obbligo dell’e-fattura, almeno per il 2019. Tra queste ci sono proprio i regimi forfetari fino a 65 mila euro.

Vediamo in dettaglio quali saranno i professionisti che potranno accedere al nuovo regime agevolato di partita Iva con Flat Tax al 15 per cento e a quali condizioni si verificherà per questi l’esonero dalla e-fattura.

Tutte le novità sulla Fatturazione elettronica

Fattura elettronica 2019: come funziona

La fatturazione elettronica è un sistema digitale di emissione, trasmissione e conservazione delle fatture, che entrerà in vigore in maniera obbligatoria dal 1° gennaio 2019. Obiettivo dichiarato di questo nuovo obbligo: mandare in soffitta la carta, e velocizzare e digitalizzare gli adempimenti fiscali di fatturazione, e soprattutto combattere l’evasione e le frodi Iva. Una vera e propria rivoluzione digitale, che però spaventa molti professionisti, ancora dubbiosi su tutti gli adempimenti necessari e sul reale funzionamento della fattura digitalizzata.

In particolare prevede un documento informatico trasmesso in modalità telematica (e non più cartacea) al Sistema di interscambio (Sdi) dell’Agenzia delle entrate.

Il nuovo formato destinato alle e-fatture è un formato digitale chiamato xml (eXtensible Markup Language), coinvolgendo in questa danza diversi attori: il fornitore o il suo intermediario, il Sistema di Interscambio nazionale (SdI) e la Pubblica Amministrazione destinataria della fattura.

Per consentire l’emissione, invio e ricezione, oltre che la conservazione dei documenti, l’Agenzia delle Entrate ha introdotto una serie di servizi: software e app gratuiti. Anche tutta una serie di servizi e software privati e a pagamento stanno fiorendo.

Regime forfetario 2019: come funziona

Gli obblighi della fatturazione elettronica non riguarderanno gli aderenti al regime forfetario. Ma chi sarà considerato Regime forfetario a partire dal 2019?

cambiamenti tra i liberi professionisti.

Tutto nel quadro generale di una graduale introduzione della Flat tax, che per motivi di spesa pubblica (già sotto attacco in queste ore dall’opposizione e dall’Ue), sarà per ora riservata solo alla Partite Iva. Insomma un’estensione del regime forfetario.

Cerchiamo di capire meglio quali modifiche verranno attuate e cosa cambierà per i liberi professionisti.

Tutte le novità sulla Legge di bilancio 2019

Regime forfetario 2019, novità: le nuove soglie di reddito

Come si legge nella bozza del Ddl Bilancio, all’articolo 1 della Legge sul regime forfetario (Legge n.190 del 23 dicembre 2014), sono apportate le seguenti modifiche:

“i commi 54 e 55 sono sostituiti dai seguenti commi: I contribuenti persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni applicano il regime forfetario di cui al presente comma e ai commi da 55 a 89 del presente articolo, se nell’anno precedente hanno conseguito ricavi ovvero hanno percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a 65 mila euro”.

Tradotto, possono accedere al regime forfetario coloro che generano un reddito annuo fino a 65.000 Euro. In base alla disposizione attuale, invece, le soglie di ricavi che occorre rispettare per poter accedere al regime variano in base al codice attività esercitato dal soggetto aderente (c.d. codice Ateco.

Leggi anche “Regime forfetario 2019: come cambia, le novità”

Fattura elettronica 2019: chi è escluso

A questo punto, avvicinandoci alla questione dell’esonero, vediamo i soggetti che saranno esclusi dall’obbligo di fatturazione elettronica a partire dal 1° gennaio 2019.

Leggi anche “Fatturazione elettronica 2019: tutti gli esclusi, le novità”

Non avranno l’obbligo di inviare e conservare e-fatture:

Ecco tutti gli esclusi dalla fatturazione elettronica 2019:

  • gli operatori sanitari (aziende sanitarie locali e ospedaliere, istituti di ricovero, farmacie, policlinici universitari, ambulatori specialistici ambulatoriali, iscritti all’Albo dei medici chirurghi);
  • i contribuenti che hanno aderito al regime forfetario e vecchi minimi (ricordiamo la nuova soglia di accesso fino a 65 mila euro per il 2019);
  • esercenti e artigiani che operano solo con consumatori ed emettono scontrini e ricevute fiscali (per questi l’obbligo è rinviato);
  • gli agricoltori in regime speciale
  • le imprese che effettuano cessione di beni e prestazione di servizi nei confronti di non residenti

Fattura elettronica 2019: esonero per regime forfetario fino a 65 mila euro

Veniamo ora al punto cruciale, che riguarda l’esclusione dei regimi forfetari fino a 65 mila euro.

Come scritto sopra, i nuovi regimi forfetari 2019, cioè quelli che possono contare su ricavi non superiori a 65 mila euro, sono esclusi dall’obbligo di e-fattura.

Inoltre in Senato, nel testo applicato in sede di conversione del Decreto fiscale, sono stati approvati due emendamenti all’articolo 10 del provvedimento, sulle semplificazioni per la fattura elettronica.

Il primo emendamento propone di includere fra coloro che sono esonerati dalle disposizioni sulla e-fattura, anche i soggetti che applicano il regime forfettario (opzionale) di cui agli articoli 1 e 2 della legge 398/1991 e che nel periodo d’imposta precedente hanno conseguito dall’esercizio di attività commerciali proventi per un importo non superiore a euro 65.000.

Questi sono: le associazioni sportive e relative sezioni non aventi scopo di lucro, affiliate alle federazioni sportive nazionali o agli enti nazionali di promozione sportiva riconosciuti ai sensi delle leggi vigenti, che svolgono attività sportive dilettantistiche.

L’articolo in questione cita e include le associazioni che conseguono proventi derivanti da attività commerciali non superiori alla soglia di 400.000 euro che sono, tra l’altro esonerati dagli obblighi di tenuta delle scritture contabili.

Secondo l’emendamento invece, sarebbero esonerati dall’obbligo di fatturazione elettronica, coloro che hanno conseguito dall’esercizio di attività commerciali un importo superiore a 65.000 euro. Inoltre questi devono assicurare che la fattura sia emessa per loro conto dal cessionario o committente soggetto passivo d’imposta.

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