Una delle bandiere portanti del vicepremier leghista Matteo Salvini è diventata Legge di Stato: Il Decreto sicurezza è stato approvato in via definitiva dall’Aula della Camera. Dopo aver incassato il voto di fiducia, il provvedimento passa a Montecitorio in via definitiva con 396 sì, 99 no. Il testo, che era già stato approvato al Senato, dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale diventerà legge.

“Sono felice, è una giornata memorabile”, ha detto il vicepremier Matteo Salvini ai cronisti a Montecitorio. E a chi gli chiede se sia soddisfatto del voto di tutto il centrodestra sul decreto Salvini risponde: “sono soddisfatto che sia rimasto qualche reduce di sinistra che pensa che l’immigrazione clandestina non sia un problema e che la sicurezza sia un tema di destra quando è un tema di tutti”.

Cosa contiene davvero il discusso provvedimento? Diciamo innanzitutto che non si parla solo di immigrazione (anche se le norme contenute cambiano non poco l’attuale politica di accoglienza). All’interno di parla anche di elemosina, accattonaggio e sicurezza pubblica con utilizzo Taser, oltre che beni confiscati alla criminalità organizzata, sgomberi e daspo.

Sono 40 gli articoli del decreto che approderà ora alla Camera. Il testo, chiamato Disposizioni in materia di sicurezza pubblica, prevenzione e contrasto al terrorismo e alla criminalità mafiosa, indica le priorità d’intervento dell’esecutivo e del responsabile del Viminale, Matteo Salvini.

Vediamo di seguito le principali misure contenute nel Decreto sicurezza licenziato da Palazzo Madama.

Decreto sicurezza: stop al permesso di soggiorno umanitario

Una delle novità più importanti cconsiste nell’abrogazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari (articolo 1), che finora poteva essere concesso dal Questore per “seri motivi” o quando la competente commissione territoriale respinga la domanda di protezione internazionale ma confermi comunque la sussistenza di “gravi motivi di carattere umanitario”.

Decreto sicurezza: nuovi permessi di soggiorno

La protezione umanitari si baserà quindi su permessi specifici ed eccezionali. Si elimina “l’attuale esercizio discrezionale nella concessione del permesso di soggiorno per motivi umanitari e si introduce una tipizzazione dei casi di tutela complementare, con precisi requisiti per i soggetti interessati”.

  • “protezione speciale” (1 anno, rinnovabile);
  • “per calamità” (6 mesi, rinnovabile);
  • “per cure mediche” (1 anno, rinnovabile);
  • “per atti di particolare valore civile”
  • “per casi speciali” (nelle altre ipotesi in cui fino ad oggi era rilasciato un permesso per motivi umanitari).

Decreto sicurezza: i casi di revoca protezione

Per i richiedenti asilo che compiono gravi reati è prevista la sospensione dell’esame della domanda di protezione ed è possibile l’obbligo di lasciare il territorio nazionale. In caso di condanna in primo grado è previsto che il questore ne dia tempestiva comunicazione alla Commissione territoriale competente, “che provvede nell’immediatezza all’audizione dell’interessato e adotta contestuale decisione”.

L’articolo 8 dispone la revoca della protezione umanitaria ai profughi che rientrano nel paese di origine – e da erano fuggiti per paura di essere perseguitati – una volta presentata richiesta di asilo. In pratica si mette in dubbio che si avesse effettiva necessità di protezione, se poi si rientra in patria.

Si amplia la platea di reati che comportano la negazione o revoca della protezione internazionale: violenza sessuale, lesioni gravi, rapina, violenza a pubblico ufficiale, mutilazioni sessuali, furto aggravato, traffico di droga. Al Senato si aggiunge il reato di furto in abitazione, anche non aggravato.

Decreto sicurezza: superamento accoglienza Sprar

L’articolo 12 del Decreto dispone poi un netto taglio all’accoglienza secondo il sistema Sprar di protezione richiedenti asilo e rifugiati. D’ora in poi la logica Sprar sarà appannaggio solo di chi beneficia della protezione internazionale e dei minori non accompagnati.

I richiedenti asilo troveranno invece accoglienza solo nei centri ad essi dedicati: i Cara (Centri di accoglienza per richiedenti asilo). Chi è già nel sistema vi rimarrà fino alla conclusione dei progetti.

Decreto sicurezza: lingua italiana obbligatoria per la cittadinanza

Chi vuole diventare per legge cittadino italiano deve conoscere l’Italiano. In pratica un emendamento del Governo subordina l’acquisto della cittadinanza italiana per matrimonio e per concessione di legge alla dimostrazione di conoscenza della lingua italiana, a un livello minimo 81 (b1).

La cittadinanza viene anche revocata ai condannati per reati di terrorismo.

Decreto sicurezza: concessione della cittadinanza 

Si ampliano i termini – da 2 a 4 anni – per l’istruttoria della domanda di concessione della cittadinanza, che verrà concessa solo se si conosce l’italiano.

Decreto sicurezza: niente patrocinio gratuito per ricorsi inammissibili

Niente patrocinio gratuito per i migranti il cui ricorso venga dichiarato dal Tribunale inammissibile o improcedibile. In questi le spese per la difesa legale della persona non dovranno più essere sostenute dallo Stato italiano.

Decreto sicurezza: Taser per la Polizia locale

Nuove armi in mano alla Polizia locale. In particolare la pistola elettronica Taser, la cui sperimentazione è già iniziata in alcune città italiane. L’articolo 19 rende possibile per sei mesi la “sperimentazione di armi ad impulsi elettrici”, da parte di due agenti appartenenti alla Polizia municipale degli Enti locali con più di 100mila abitanti.

Decreto sicurezza: Daspo urbano esteso

Giro di vite sul noleggio di tir e furgoni, utilizzati in passato in altri attentati all’estero. Inoltre, viene introdotta la misura del Daspo per i sospettati di terrorismo: creato per vietare gli ingressi agli eventi sportivi, sarà esteso a chi è sospettato di preparare un attentato o di fiancheggiare un’organizzazione terroristica. Lo stesso provvedimento diventa anche urbano, cioè riguarda la diffida al avvicinarsi a ospedali, scuole, aree dove si svolgano mercati o fiere per tutti gli indiziati di terrorismo.

Decreto sicurezza: braccialetto elettronico per stalking e maltrattamento

Il Decreto prevede anche altre novità su crimini e reati. In primo luogo il cosiddetto braccialetto elettronico potrebbe essere introdotto per reati quali stalking e maltrattamenti. L’articolo 16 inserisce i maltrattamenti in famiglia e lo stalking nel novero dei reati per i quali può essere applicato l’allontanamento dalla casa familiare, con il controllo effettuato mediante braccialetto elettronico.

Decreto sicurezza: blocco stradale e sgomberi

Il reato di blocco stradale è stato re-introdotto. Fino a oggi veniva sanzionato al pari di un illecito amministrativo. Con il Decreto sicurezza a regime sarà invece punibile con una pena da 1 a 6 anni.  

Si introducono inoltre pene più severe per chi occupa abusivamente immobili e proprietà private. Contro chi promuove o organizza occupazioni ci saranno sanzioni più severe: da 2 a 4 anni di reclusione. Inoltre gli inquirenti potranno anche fare ricorso alle intercettazioni telefoniche.

In tema di occupazioni, si prevede un vero e proprio piano nazionale con cui vengono stabilite le modalità di ricognizione delle situazioni di occupazione. Entro 60 giorni poi dovranno essere definiti dei piani provinciali per le esecuzioni dei provvedimenti di sgombero, anche mediante l’impiego della Forza Pubblica.

Decreto sicurezza: noleggio camion e furgoni

I dati di chi stipula contratti di noleggio devono essere preventivamente comunicati alle forze di Polizia. Norma voluta dall’antiterrorismo per prevenire attentati con auto e camion contro la folla.

Decreto sicurezza: beni confiscati alla mafia venduti ai privati

Il Decreto sicurezza chiude con l’obbligo di vendere i beni confiscati solo a enti pubblici, alle associazioni di categoria e alle fondazioni bancarie, e apre alla vendita ai privati. In pratica i beni requisiti ai mafiosi verranno venduti a chi fa la migliore offerta, trattasi di ente pubblico o persona privata.

Decreto sicurezza: negozietti etnici 

I primi cittadini potranno disporre, fino a 30 giorni, limitazioni agli orari di vendita degli esercizi commerciali interessati da “fenomeni di aggregazione notturna” anche in zone non centrali.

Decreto sicurezza: più controllo negli Stadi

Le società sportive dovranno versare più soldi per garantire la sicurezza negli stadi. La percentuale della vendita dei biglietti che dovrà essere destinata a questo scopo passa dall’1-3% al 5-10%.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


1 COMMENTO

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome