ape social

Ultimatum per i lavoratori che intendono pensionarsi in deroga ai requisiti pensionistici ordinari (pensione di vecchiaia) con l’Ape social 2018. Infatti, il 30 novembre 2018 scade l’ultimo giorno utile per richiedere all’INPS la certificazione dei requisiti d’accesso all’anticipo pensionistico 2018. Il termine rappresenta la terza e ultima finestra temporale prevista dall’INPS, alla quale si può accedere se i potenziali beneficiari non hanno inviato la documentazione all’Istituto previdenziale nelle due precedenti scadenze, che erano il 15 marzo 2018 e il 15 luglio 2018.

Si ricorda che chi usufruirà della terza finestra temporale (16 luglio 2018 – 30 novembre 2018) l’accesso all’Ape social 2018 non è garantito al richiedente, in quanto la domanda potrà essere accolta solo se risulteranno risorse residue. Vediamo quindi nel dettaglio chi può accedere a quest’ultima opportunità, quali sono i requisiti da possedere e come fare per pensionarsi in anticipo.

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Ape social 2018: che cos’è

L’Ape sociale, disciplinato dall’articolo 1, co. 179 della legge 232/2016 (Legge di Bilancio 2017), è un sussidio economico (c.d. “reddito ponte”) rivolto ad alcune categorie di lavoratori meritevoli di una particolare tutela da parte del legislatore e che accompagna il pensionato fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia (per il 2018 pari a 66 anni e 7 mesi e per il 2019-2020 pari a 67 anni).

Ape social 2018: a chi spetta

L’anticipo pensionistico, entrato in vigore il 1° maggio 2017, può essere richiesto a condizione di aver raggiunto 63 anni di età e si rivolge:

  • agli iscritti presso l’assicurazione generale obbligatoria (Ago) dei lavoratori dipendenti;
  • ai fondi ad essa esclusivi o sostitutivi;
  • le gestioni speciali dei lavoratori autonomi;
  • e la gestione separata dell’INPS.

Quindi possono farne richiesta, sia i lavoratori del settore privato che pubblico, con esclusione dei liberi professionisti iscritti ad Albi professionali propri (es. Commercialista, Consulenti del lavoro, Avvocati, ecc.).

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Come anticipato, lo strumento è riservato esclusivamente ai lavoratori che versano in condizione di difficoltà, ed in particolare a quattro profili di tutela:

  1. disoccupati;
  2. invalidi (superiore o uguale al 74%);
  3. caregivers (soggetti che assistono parenti disabili da almeno sei mesi. Sono inclusi il coniuge o un parente di primo grado, parente o affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 70 anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti);
  4. addetti a mansioni cd. gravose (contenuti nel Decreto 18 aprile 2018).

Ape social 2018: quali requisiti

Oltre ad appartenere a una delle predette categoria di tutela elencate, il richiedente deve:

  • aver maturato entro il 31 dicembre 2018 almeno 30 anni (o 36 anni di contributi per i lavori gravosi), a seconda della categoria di appartenenza, con un massimo di 2 anni di sconto per le donne;
  • aver cessato l’attività lavorativa;
  • essere residenti in Italia;
  • essere privo di una pensione diretta in Italia o all’estero;
  • maturare una pensione di vecchiaia di importo non inferiore a 1,4 volte l’importo della pensione minima dell’INPS (710 euro circa).

Ape social 2018: come presentare la domanda

Si ricorda che la domanda in questione è un adempimento preliminare alla domanda vera e propria, che consiste nella certificazione dei requisiti d’accesso all’Ape sociale da parte dell’INPS stesso. Solo in seguito all’esito positivo dell’istanza è possibile procedere con la domanda di liquidazione, che decorrere dal mese successivo alla presentazione della stessa.

Ai fini operativi, l’istanza può essere inoltrata all’INPS:

  • tramite Patronato;
  • oppure direttamente dall’interessato attraverso il portale web dell’INPS, se in possesso delle credenziali di accesso (serve il PIN dispositivo).

Il servizio è disponibile seguendo il percorso: “Domanda di prestazione pensionistica: pensione, ricostituzione, ratei maturati e non riscossi, certificazione del diritto a pensione” -> “Nuova domanda”.

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