conti dormienti come trovarli

Un invito a svegliarsi e affrettarsi era arrivato dal Ministero dell’economia e delle finanze, che lo scorso agosto comunicava a tutti i cittadini come da novembre 2018 sarebbe scattata la prescrizione conti dormienti, e quindi per il diritto a esigere somme in denaro depositate in conti e libretti di risparmio, lasciati lì a prendere polvere per anni: un tesoretto che si aggirerebbe attorno ai 670 milioni di euro in scadenza quest’anno.

Il Tesoro ha infatti ricordato con una nota che “a partire dal mese di novembre 2018, inizieranno a scadere i termini per l’esigibilità delle somme relative ai primi “conti dormienti” affluiti al Fondo Rapporto Dormienti nel novembre 2008”. E il ministro Giovanni Tria in questi giorni ha ricordato di affrettarsi, perché il conto alla rovescia è partito, ed entro la fine di questo novembre 2018 chi vuole far valere i propri diritti sulle somme depositate nei conti dormienti italiani, dovrà fare presto.

La nuova Legge di bilancio prevede di destinare queste somme non rivendicate al risarcimento dei risparmiatori truffati dalle banche. Oltre ai 670 milioni in scadenza quest’anno si devono poi aggiungere quelle cresciute negli anni: sui 2 miliardi di euro.

Tutte le novità su Fisco di LeggiOggi

Il ministero ha spiegato che al Fondo affluiscono, fra l’altro, somme inutilizzate relative a strumenti di natura bancaria e finanziaria, di importo non inferiore a 100 euronon più movimentati dal titolare del rapporto o da suoi delegati per un tempo ininterrotto di 10 anni decorrenti dalla data di libera disponibilità delle somme.

Vediamo in dettaglio quali sono questi conti dormienti che cadranno in prescrizione e come scoprire se si è possessori di un conto dormiente.

Conti dormienti: quali sono

Nella categoria dei “conti dormienti” rientrano quindi, non solo depositi di denaro, libretti di risparmio (bancari e postali), conti correnti bancari e postali, ma anche azioni, obbligazioni, certificati di deposito e fondi d’investimento nonché assegni circolari, di valore non inferiore a 100 euro, non movimentati ormai per 20 anni e non riscossi entro il termine di prescrizione. Tra questi rientrano anche assicurazioni vita che prevedono il pagamento di una rendita o capitale al beneficiario non reclamante.

Conti dormienti: quando scatta la prescrizione

Il termine di prescrizione si applica trascorsi 10 anni ininterrotti da quando le sommeprecedentemente non movimentate per altri 10 anni, sono state trasferite al Fondo, fatta eccezione per gli assegni circolari che hanno termini diversi di prescrizione. Si tratta in pratica di somme mai movimentate per 20 anni, per le quali il Ministero dell’Economia e delle Finanze ritiene comunque opportuno invitare ad effettuare una verifica puntuale sull’esistenza di “conti dormienti” intestati a proprio nome o a nome di familiari di cui possano risultare eredi, al fine di inoltrare, nel caso, domanda di rimborso in tempo utile.

In pratica, l’operazione riguarda tutti gli importi non movimentati dal proprietario per almeno 10 anni ininterrotti a decorrere dalla data di disponibilità delle somme. Si tratta di somme ferme da 20 anni, perché per 10 anni sono rimasti bloccati nel Fondo rapporti dormienti gestito dalla Consap.

Conti dormienti: come trovarli

Molto spesso conti e libretti di risparmio caduti in letargo sono intestati a persone defunte, con i legittimi eredi che non ne sono mai venuti a conoscenza. A volte poche centinaia di euro, altre volte veri e propri tesoretti, che restano lì, senza che nessuno ne entri mai in possesso. Dopo 10 anni queste somme vanno dritte nelle casse dello Stato, e dopo altri 10 anni possono essere utilizzati per finalità di bilancio. La prossima legge di bilancio li vuole destinati, appunto, ai risparmiatori truffati dalle banche.

Per scoprire se si è intestatari di un conto dormiente o ritrovare un vecchio conto in letargo, è sufficiente accedere alla banca dati di Consap.

La banca dati è reperibile online all’indirizzo: https://www.consap.it/servizi-economia/fondo-rapporti-dormienti/cerca-rapporto-dormiente/

All’interno di questa sezione, inserendo i propri dati o quelli del parente, è possibile verificare l’esistenza del conto dormiente.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA


SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome