Si sta facendo strada con forza l’ipotesi di applicare la cedolare secca sugli affitti anche alla locazione degli immobili commerciali, quindi ai negozi. Invece di essere tassati con l’aliquota marginale, i redditi derivanti dall’affitto di negozi, locali e magazzini verrebbero sottoposti a un’imposta sostitutiva del 21%.

È questa l’ultima novità del pacchetto fiscale che sta per essere cucito a misure sulla Legge di bilancio 2019. L’ipotesi è emersa dalla cabina di regia degli esponenti dell’esecutivo. E c’è inoltre stata la conferma di Massimo Bitonci, sottosegretario all’Economia, che a ItaliaOggi ha affermato: “Sì, prevederemo una cedolare secca anche per gli affitti commerciali”.

Consulta lo speciale Legge di Bilancio 2019

In arrivo, quindi, la cedolare secca per gli affitti commerciali, estensione della normativa esistente per gli affitti tra privati. Una misura che è stata chiesta da Confedilizia e che entrerà quindi nella prossima manovra finanziaria.

In questo modo anche per gli affitti commerciali si potrà avere una tassazione unica che può variare dal 21 al 10% per gli affitti degli immobili a canoni concordati.

Cedolare secca: cos’è 

La cedolare secca è un sistema di tassazione alternativo al regime ordinario regolato dall’articolo 3 del D.Lgs n. 23 del 14 marzo 2011. Si può definire tassazione agevolata perché prevede l’applicazione di un’imposta sostitutiva sul contrattato d’affitto a canone concordato con un’aliquota al 10% e del 21% sul contratto d’affitto a canone libero.

 

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