Sappiamo che la guida a volte “stressa” e la successiva ricerca di un stallo di sosta è difficile se non una chimera, soprattutto nella città medio grandi.

Il fatto è che un automobilista sosti in uno degli spazi riservati alle persone portatori di handicap, senza averne titolo e il relativo contrassegno.

Giustamente l’ausiliare del traffico ha applicato la norma di legge, la quale prevede una sanzione amministrativa pecuniaria e una decurtazione di 02 (due) punti dalla patente di guida.

Fino a questo momento tutto è normale.

All’arrivo dell’automobilista, lo stesso vista multa per aver parcheggiato in tale area, non avendone i requisiti, ha iniziato a protestare con l’addetto del traffico, facendo l’arrogante e” minacciando” della serie “io son potente e posso parcheggiare dove voglio!”

Questo non è un comportamento da un buon automobilista, anzi, e vero che no vi erano gli estremi dell’eventuale denuncia, ma vorrei trasmettere allo stesso quanto il segnale prevede, anzi, vorrei consigliarlo di leggere con attenzione questa frase, che mi ha fatto riflettere e coniugare l’azione dello stesso e la scelta di un ente pubblico.

“Vuoi il mio posto? Prendi il mio handicap”

Con questo chiaro messaggio la Conferenza dei Sindaci dell’Alto Vicentino ha lanciato un’iniziativa che, attraverso un segno concreto e visibile, stimoli l’attenzione e la sensibilità verso la qualità di vita dei portatori di handicap. (fonte Azienda Ulss 7 Pedemontana)

Gli spazi servono alle persone che ne hanno bisogno e necessità, rispettiamoli e facciamo in modo che i loro diritti non vengono arbitrariamente soppressi da altre persone che non ne hanno titolo.

I cittadini portatori di handicap in possesso del contrassegno per transito e sosta rilasciato dal proprio comune, come è previsto, ai sensi dell’art. 188 del D.lgs. 285/92 e dell’art. 381 del D.P.R. 495/92 “Regolamento di esecuzione ed attuazione del nuovo Codice della strada”, hanno il diritto di usare questi spazi di sosta e il transito in alcune strade.

Martin Luther King, così disse:” La mia libertà finisce dove comincia la vostra”…

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1 COMMENTO

  1. Grazie Sig. Girolamo per questo articolo e l’attenzione data a chi è disabile e vive quotidianamente con la difficoltà di doversi destreggiare tra mancanza di sensibilità e talvolta ignoranza. Anche questo sarebbe un argomento tipico per le “pubblicità progresso”! Purtroppo in queste problematiche incappano non solo le persone in carrozzina o girello (io uso il deambulatore ibrido che, pur essendo una via di mezzo, necessita comunque di spazio di manovra e assistenza) ma anche chi convive con le più diverse limitazioni alla mobilità (pensiamo ad esempio a quanti parcheggiano sui posti per le donne in gravidanza…)
    Lucia

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