Sin dal suo approdo nella Riforma della cosiddetta Buona scuola è stata ampiamente criticata da più parti: l’alternanza scuola lavoro è ora al bivio e il Ministro dell’istruzione Bussetti, pur confermando la misura, è pronto a modificarne le modalità di attuazione.

Lo ha affermato lo stesso Ministro nel corso di un’intervista al Corriere della sera, precisando che “Arriveremo più o meno a metà delle ore di scuola-lavoro nei licei, gli studenti degli istituti tecnici ne faranno alcune di più, perché è un’esperienza che ha avuto risultati positivi ma è stata molto faticosa e non sempre funziona. E soprattutto non voglio che sia al centro dell’esame orale della Maturità perché quello è il momento in cui lo studente deve poter esprimere se stesso e le competenze acquisite con lo studio di cinque anni». Con questa decisione il ministro Marco Bussetti piccona una delle innovazioni più pesanti e controverse della Buona Scuola. Anzi se fosse per lui alla Maturità vorrebbe persino rimettere la tesina”.

Sui tempi di modifica della Legge poi ha precisato: “Stiamo provando a inserirlo nel milleproroghe che sarà alla Camera l’11 settembre: se ci riusciamo, si cambia da quest’anno, altrimenti dal prossimo. Ma si cambia, non voglio che lo scuola-lavoro sia un apprendistato occulto. Abbiamo bisogno di sviluppare percorsi di competenze trasversali”.

Insomma è una mezza bocciatura quella che Bussetti fa della misura più controversa della buona scuola, accusata su più fronti, compresi gli stessi studenti, di essere null’altro che una forma mascherata di lavoro sfruttato e apprendistato celato da formazione.

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In attesa di vedere modifiche alla misura, vediamo attualmente cos’è e come funziona l’alternanza scuola lavoro.

Alternanza scuola lavoro: cos’è

Per far uscire gli studenti fuori dalle mere logiche della conoscenza teorica e avvicinarli un po’ di più al mercato del lavoro, si è pensato di introdurre in modo obbligatorio con la Buona scuola l’alternanza scuola lavoro: un periodo lontano dai banchi di scuola per sperimentare in prima linea cos’è il lavoro.

A partire dal terzo anno così gli studenti delle scuole superiori si devono cimentare con un’azienda che li ospita e li mette in contatto con la realtà lavorativa e l’acquisizione di competenze pratiche.

Alternanza scuola lavoro: come funziona

Come anticipato, è obbligatoria per legge, quindi tutti gli studenti a partire dal terzo anno di scuola devono farla.

Viene lasciata molta libertà sul periodo in cui svolgere questa esperienza. È possibile scegliere di farla:

  • nel corso dell’anno scolastico, durante le lezioni;
  • durante la sospensione delle lezioni, con l’arrivo delle vacanze. È quindi tranquillamente possibile attendere l’arrivo dell’estate per iniziarla e portarla a termine.

A livello pratico questo è il succo del’Iter del percorso di alternanza:

  • lo studente sceglie con l’aiuto di un tutor scolastico un percorso di alternanza che vorrebbe seguire;
  • incontra l’azienda più consona a questo percorso, che potrebbe ospitare lo studente;
  • scuola, azienda e studente stipulano un patto formativo, con diritti e doveri da parte di entrambri;
  • inizio dell’esperienza: prima con un corso di formazione sulla sicurezza sul lavoro e poi si entra nel vivo del lavoro, costantemente seguito da un tutor.

Alternanza scuola lavoro: quanto dura

Come già detto comincia dal terzo anno e dura per tutto il triennio. La sua durata varia a seconda del tipo di scuola che lo studente frequenta:

  • 200 ore obbligatorie di alternanza nei licei;
  • 400 ore obbligatorie di alternanza negli istituti tecnici e professionali.

È su questo punto che il Ministro dell’istruzione Bussetti punta il dito: ridurre le ore di alternanza.

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