Non solo Decreto dignità. C’è anche il Decreto Milleproroghe in attesa di arrivare domani – 20 luglio – sul tavolo del Consiglio dei ministri e di essere discusso e approvato.

ll ministro per i Rapporti con il parlamento, Riccardo Fraccaro, ha spiegato che “tutti i ministeri stanno inviando le proroghe in scadenza da inserire”. Tre queste dovrebbe esserci il rinvio dell’entrata in vigore della riforma delle intercettazioni e probabilmente anche del credito cooperativo. «Spero che sia lì, va fatta una proroga dei termini per poi rivedere quanto fatto fino adesso», ha aggiunto Fraccaro.

Il processo di consolidamento mira a creare istituti bancari in grado di accedere al mercato dei capitali, prevenendo possibili crisi.

Alberto Bagnai, senatore leghista e presidente della commissione Finanze, ha proposto una moratoria fino a quando non sarà introdotto in Europa un quadro regolatorio più favorevole alle banche di minori dimensioni.

Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ha escluso ieri una “moratoria generalizzata” ma ha appoggiato la richiesta di dare più tempo alle Bcc per studiare i patti.

Il termine di 90 giorni decorre una volta che le holding abbiano ottenuto le autorizzazioni dalle autorità di vigilanza.

Il decreto milleproroghe, spiegano le fonti, prorogherà di sei mesi il termine di 90 giorni entro il quale le singole Bcc devono aderire alle holding, tramite la firma dei patti di coesione.

I punti inseriti negli articoli della bozza del milleproroghe che arriverà in Consiglio mettono al centro gli enti territoriali, la giustizia, l’ambiente, le infrastrutture, il lavoro, l’istruzione, l’università, la cultura, salute, terremoto, sport.

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