Riforma pensioni

Il governo Conte apre le danze con un’importante novità. I ministeri dello Sviluppo Economico e quello del Lavoro saranno accorpati in un unico grande ministero guidato dal Vice-Presidente del Consiglio e capo politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, che ha già annunciato i suoi obiettivi da perseguire nel corso della legislatura: riforma pensioni e centri per l’impiego, reddito e pensione di cittadinanza, rilancio delle politiche industriali e investimento nell’auto elettrica, abolizione dello spesometro, redditometro e studi di settore e infine modifica di quel Job Act voluto fortemente dall’ex Premier del Partito Democratico Matteo Renzi.

Riforma dei centri per l’impiego

Uno dei cavalli di battaglia portati avanti da Luigi Di Maio durante l’ultima campagna elettorale, riguarda i centri per l’impiego, da riformare e potenziare. “I centri per l’impiego sono di competenza regionale. Non sono qui per prendermi i meriti” – afferma Di Maio e poi conclude – “Vorrà dire che metterò insieme tutti gli assessori al lavoro delle regioni italiane. Faremo un tavolo e cominceremo a lavorare per migliorare i centri per l’impiego, che hanno bisogno di più personale, più risorse e una filosofia di pensiero diversa nel dare lavoro alle persone”.

Revisione del Jobs Act e salario minimo orario

Un altro obiettivo del nuovo ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, sarà la messa in discussione del Job Act: “Va rivisto, c’è troppa precarietà. La gente non ha la certezza neanche più di prenotarsi le vacanze, non solo per sposarsi. E se dobbiamo dare più forza all’economia, dobbiamo ridurre la precarietà”. Altro punto fondamentale del contratto di governo Lega M5S è l’istituzione di un salario minimo orario.

Riforma pensioni: Via Fornero, arriva quota 100

“Applicheremo la misura quota 100 per superare la Fornero”. Di Maio annuncia così su Facebook uno dei punti che più di ogni altro ha unito Lega e Movimento 5 Stelle in questa esperienza di governo. Sia il partito di Salvini che quello di Di Maio, infatti, ha battagliato molto contro la riforma pensioni di Elsa Fornero (scopri chi l’ha votata). La riforma pensioni quota 100 prevede di poter andare in pensione quando la somma tra l’età minima e gli anni di contributi risultano pari a 100.

Reddito e pensione di cittadinanza

Oltre alla riforma pensioni, Luigi Di Maio punta molto sulla celebre promessa fatta dal Movimento 5 Stelle, vale a dire il reddito di cittadinanza: “Faremo dei provvedimenti per aiutare i cittadini che sono in povertà e pertanto non possiamo prescindere dal reddito di cittadinanza e dalla pensione di cittadinanza. Saranno i due provvedimenti che porterò al più presto all’esame del Parlamento“. Questa misura sarà accompagnata dalla riforma dei centri per l’impiego, per cercare di reinserire le persone nel mondo del lavoro.

Investimento per l’auto elettrica

Investire sulla nuova frontiera dell’industria automobilistica, indicata dall’Ad di FCA Marchionne, rappresenta per Luigi Di Maio “un cambio di strategia che accolgo senza ironia e senza polemiche. Vorrà dire che potremo collaborare sugli investimenti per arrivare al milione di auto elettriche”.

Le critiche di Confindustria

Vincenzo Boccia, Presidente di Confindustria, elenca gli elementi di criticità contenuti nel contratto Lega M5S e bacchetta Luigi Di Maio, dichiarando che nel programma di governo: “C’è grande centralità data ad agricoltura e turismo, ma l’Industria non c’è”.

Per approfondire consulta il nostro Speciale Riforma Pensioni.

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7 COMMENTI

  1. La vera Riforma sarebbe 42 anni e 10 mesi superando penalizzazioni di ogni tipo per la pensione anticipata, 65 per quella di vecchiaia togliendo la progressività che uccide chi lavora che vede la soglia ma fatica a raggiungerla punto e si pensi a quota100 come arrivo per chi perde il lavoro con età anagrafica superiore a 60 anni che difficilmente rientrerà nel mondo lavorativo. E si divida una buona volta la spesa di Previdenza dall’Assistenza, fate i seri se non ci sono i soldi di copertura fermate almeno i paletti della Fornero che non garantirà le pensioni future,quelle non arriveranno mai lasciando il posto a quelle integrative sempre che siano tutelate e non spariscano in qualche buco nero del nostro debito pubblico

  2. io ho quasi 63 anni ho votato Salvini perche’ nella campagna elettorale lui parla di q.100 enon di partire dai 64 anni se no e una fregatura per tutti q.100 deve essere approvata senza un principio preciso sull’eta ma automaticamente 100. anagrafico e contributi se no’ fanno peggio della fornero e renzi.

  3. Buona sera io vorrei capire se con l’invalidita al 76/100 ed 33 più 3 anni di lavoro gravoso con un eta di 57 anni quando dovrei andare in pensione

  4. io sono andato in pensione a gennaio 2000. Con l’entrata in vigore della Legge Fornero e la conseguente abrogazione dell’art. 24,comma 25 del D.L. del 6 – 12- 2011 n. 201e successive modificazioni l’importo dei pagamenti anzichè aumentare (vedi costo della vita)è diminuito. l’importo del 2016 è perfettamente identico a quello del 2017 e anche il 2018 sarà lo stesso.
    Se la legge Fornero verrà abrogata intendo rientrare in possesso di quanto mi è stato sottratto a partire dalk 2011.
    Grazie

  5. se veramente la quota 100 e con minimo di eta 64 (ennesima presa per il culo) salvo introduzione dei 41 anni di contributi
    altrimenti viva la legge fornero
    spero di no mi auguro

  6. per quanto concerne la riforma della legge fornero e sulla base di quello che è stato detto in campagna elettorale un lavoratore dovrebbe andare in pensione dopo che che srà raggiunta quota 100 (tra età anagrafica e anzianità contributiva) . Poi sorpresa quota 100 si , ma solamente per coloro che avranno compiuto 64 anni (E’L ‘ENNESIMA PRESA DI CULO) IL SOTTOSCRITTO A 64 ANNI RAGGIUNGERA’ QUOTA 109

  7. Quota 100 e 41 e 1/2 devono andare di pari passo altrimenti si prospetta una situazione aberrante e peggiore della fornero. Se si decide solo quota 100 con minimo 64 anni e 36 di contributi, calcolatrice alla mano, troviamo persone che hanno cominciato a lavorare a 28 anni. Di cosa hanno vissuto fino ad allora? Mantenuti, lavoro in nero o pane e cicoria? Cosa hanno dato al paese e all’inps? A 64 anni io avrò 47 anni di contributi, mentre con la fornero andrò a 60 anni con 43,3 anni di contributi. Mi conviene di più la fornero. Non voglio mantenere per altri 6 anni chi ha lavorato e contribuito meno di me.

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