Con la pubblicazione del periodico bollettino statistico l’IVASS ha reso noti i dati sul contenzioso assicurativo nel ramo RC auto per il periodo 2010/2016.

Secondo gli ultimi rilievi, al termine del 2016 erano pendenti complessivamente quasi 250 mila cause (247.338, per la precisione) sia in sede civile che penale, in ogni grado di giudizio. Il dato è in calo del 18,3% rispetto al 2010, ma il numero dei sinistri in causa rispetto al totale di quelli denunciati è del 9,8%. Quest’ultima è una percentuale decisamente elevata rispetto al passato (la media annua è stata del 6,5% nel triennio 2007-2009).

Sono 156.885 le cause civili chiuse nel 2016, ed è significativo che tale dato superi quello relativo alle nuove aperture, pari a 143.845. I tempi per giungere a sentenza, però, restano lunghi: le cause civili relative a sinistri avvenuti fino a fine 2011 sono il 29% del totale, quelle penali il 28%.

Nel bollettino l’IVASS conferma il suo impegno nel monitorare il contenzioso assicurativo e in particolare la sua durata. Oltre al grave disagio per i danneggiati, le lunghe cause civili e penali sono una fonte di costo per le compagnie che, inevitabilmente, si riversa sui premi pagati dai consumatori.

A tale proposito, a partire dai rilievi statistici del 2017, le compagnie forniranno anche il dettaglio sul contenzioso provincia per provincia, riportando non soltanto l’esito delle cause a livello locale, ma anche i dati riguardanti gli importi pagati e messi a riserva.

Inoltre, nel comunicato stampa del 9 aprile 2018 che accompagna la pubblicazione del bollettino, l’IVASS ha rinnovato l’invito alle compagnie ad intervenire per contenere il contenzioso, attraverso la dotazione di “efficaci presidi organizzativi”.

Sicuramente una più attenta valutazione delle istanze risarcitorie presentate e il riconoscimento di tutte le voci di danno legittimamente pretese e debitamente documentate in sede stragiudiziale, permetterebbe di ridurre drasticamente il contenzioso e, di riflesso, i costi del sistema.

Parliamoci chiaro: il contenzioso è un costo per la compagnia laddove in causa venga condannata, perchè se il giudice dà torto al danneggiato che ha citato in giudizio l’impresa di assicurazioni, nella stragrande maggioranza dei casi sarà quest’ultimo a pagare tutte le spese legali.

Poichè il codice delle assicurazioni prevede, in RC auto, l’obbligo di transitare per la fase stragiudiziale prima di avviare il giudizio, risulta evidente che, se venisse liquidato il giusto in tale fase, i costi di gestione sarebbero senz’altro minori. Basterebbe che le compagnie si affidassero meno ai call center e più a liquidatori seri e preparati, dotati di una visione di insieme del procedimento risarcitorio, ed ecco che senz’altro l’iter sarebbe più snello, efficiente ed economico.

Invece dobbiamo rilevare che, molto spesso, l’atteggiamento dei liquidatori è quello di non riconoscere a priori determinate voci di danno in prima battuta, confidando nell’accettazione di proposte risarcitorie al ribasso e forzando di fatto il danneggiato, che pretenda invece il giusto risarcimento, a rivolgersi ad un giudice.

Ne è prova il fatto che nella maggior parte dei casi in cui l’offerta risarcitoria iniziale risulta non adeguata in quanto basata su valutazioni e motivazioni inconsistenti, la compagnia si rende disponibile a rivedere le proprie determinazioni non appena riceve l’atto di citazione in giudizio, consapevole dell’alta probabilità di un esito negativo del procedimento giudiziale.

Ma inevitabilmente saranno dovute anche le spese dell’ormai avviato giudizio civile. Un costo aggiuntivo che la compagnia, se ponesse realmente in essere gli “efficaci presidi organizzativi” tanto cari all’IVASS, in questi casi potrebbe e dovrebbe evitare.

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