Ape volontaria

Dopo più di un anno di attesa finalmente è tutto pronto e operativo per l’Ape volontaria. L’Inps ha pubblicato la circolare operativa n. 28/2018 e ha presentato il simulatore di calcolo, dando così ufficialmente il via libera alle prime domande per l’anticipo pensionistico volontario che sarà sperimentale fino al 31 dicembre 2019.

 

Secondo Tito Boeri, presidente dell’Inps, questa misura potrebbe interessare  una platea potenziale di 300mila lavoratori nel 2018 e di altri 115mila nel 2019. A 5 ore dal via Boeri ha reso noto che sono state fatte 21 mila simulazioni.

Ricapitoliamo come funziona, i requisiti, i costi e la durata del prestito, con le ultime novità presentate dall’Ente previdenziale.

Requisiti per chiedere l’Ape volontaria

I lavoratori che vogliono fare richiesta dell’Ape volontaria devono essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • avere almeno 63 anni di età per il 2018 e 63 anni e 5 mesi nel 2019
  • aver maturato almeno 20 anni di contributi,
  • essere distanti non oltre 3 anni e 7 mesi dalla pensione di vecchiaia,
  • l’assegno futuro dell pensione deve essere pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo (quindi nel 2018 a 710,388 euro al mese),
  • non aver maturato il diritto alla pensione.

Come funziona l’Ape volontaria

Il lavoratore presenta all’Inps la domanda di certificazione del diritto all’Ape volontaria tramite SPID o PIN dell’Inps. In caso di risposta positiva l’Ente previdenziale comunica anche l’importo minimo, 150 euro al mese per 6 mesi, e l’importo massimo che si può ottenere, non più del 75% del trattamento pensionistico mensile per un periodo superiore a tre anni, l’80% se la durata del prestito è tra i 24 e i 36 mesi, l’85% se la durata è tra 12 e 24 mesi e il 90% se è inferiore a 12 mesi.

Ricordiamo che il prestito viene erogato su 12 rate mensili, senza tredicesima. La rata di ammortamento, sommata ad altre eventuali rate già in essere, non deve superare il 30% del trattamento pensionistico.

L’Inps ha predisposto un simulatore molto semplificato nel quale si sintetizza nella rata netta l’unico indicatore di costo del finanziamento che dovrà essere rimborsato tramite un prelievo sulla pensione nei primi vent’anni di erogazione (240 rate).

Vai al simulatore dell’Inps

Come fare domanda per l’Ape volontaria

Ricevuto l’ok dall’Inps, entro 60 giorni, sulla certificazione del diritto, il lavoratore sceglie la banca che finanzierà il prestito e l’assicurazione che stipulerà un contratto contro il rischio di premorienza, e presenterà la domanda per l’Ape volontaria all’istituto finanziatore tramite l’Inps, contemporaneamente a quella per la pensione di vecchiaia, mediante l’uso dell’identità digitale SPID almeno di secondo livello.

Nella domanda il lavoratore indicherà la quota di Ape richiesta e se vorrà o meno accedere al finanziamento supplementare.

L’istituto finanziatore comunica l’accettazione o il rigetto della domanda al richiedente e all’INPS. La Domanda di Ape volontaria si perfeziona alla data di pubblicazione, nella sezione dei servizi dedicati all’Ape, dell’accettazione del contratto di finanziamento da parte dell’istituto finanziatore e della proposta di assicurazione da parte dell’impresa assicuratrice.

Erogazione dell’Ape volontaria

L’istituto finanziatore eroga l’assegno il primo giorno del terzo mese successivo alla data di presentazione della domanda, con gli arretrati maturati dalla data della sua decorrenza. I lavoratori che vogliono ottenere anche le mensilità pregresse dovranno presentare la domanda entro il 18 aprile.

L’APE è erogato, in 12 quote mensili di pari importo fino alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia.

Una volta raggiunto il requisito anagrafico per il diritto alla pensione di vecchiaia, liquidato il relativo trattamento pensionistico, l’INPS applicherà le trattenute su pensione ai fini del recupero del finanziamento.

Ricordiamo che è possibile richiedere un’estinzione parziale o totale del finanziamento, sia durante la fase di erogazione APE, sia durante la fase di recupero del finanziamento.

Per l’estinzione parziale, l’Istituto finanziatore ridetermina la rata di ammortamento da decurtare sulla pensione, mentre in caso di estinzione totale, la domanda di pensione di vecchiaia diviene priva di effetti.

Quanto costa l’Ape volontaria

Ma alla fine quanto costa l’Ape volontaria? Conviene o non conviene?

La trattenuta sulla pensione  sarà pari a circa il 4,6% annuo, considerando il capitale, il tasso di interesse, il costo del premio assicurativo contro il rischio di premorienza e il fondo di garanzia. Per un prestito di 12 mesi l’incidenza dei costi effettivi (esclusa la restituzione dell’Ape ricevuta) è dell’1,6% circa.

Ricordiamo che è previsto un credito di imposta annua pari al 50% degli interessi sul finanziamento e dei premi assicurativi.

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5 COMMENTI

  1. buongiorno desidero sapere se al compimento dei 63 anni (22/12/2018) posso presentare
    certificazione per APE VOLONTARIA entro il 31/12/2018, possiedo contribuzione sufficiente

    Grazie

  2. SONO gianni fiore.faccio 63 anni il 20 maggio 2018.prendo la naspi dal 01 marzo 2017 per24 mesi .facendo la domanda il 20 maggio per lape volontaria.perdo la naspi mi scade febbraio 2019.la pensione da che mese viene EROGATA….

  3. Grazie per il vostro lavoro.
    Vorrei sapere se l’accesso all’Ape volontaria, come era supposto nella fase di preparazione del decreto, è inibito a coloro che risultano segnalati alla centrale rischi del sistema bancario.?
    Trovo incongruente tale clausola in presenza degli altri requisiti e della polizza, ma tant’è.
    Grazie

  4. Segnalo una grave incongruenza tra la legge e la circolare emessa dall’INPS ieri: nella legge istitutiva di questa misura (legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di bilancio 2017), riguardo agli anni minimi di contributi è riportato, nel comma167: L’APE puo’ essere richiesto dagli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria, alle forme sostitutive ed esclusive della medesima e alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, che, al momento della richiesta di APE, hanno un’eta’ anagrafica minima di 63 anni e che maturano il diritto a una pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi, purche’ siano in possesso del requisito contributivo minimo di venti anni.
    Nella circolare è indicato: d) anzianità contributiva non inferiore a venti anni, utile per conseguire la pensione di vecchiaia a carico “di una delle forme assicurative sopra indicate”………
    In pratica se, come il sottoscritto, ho 33 anni di contributi, ma differenziati per varie gestioni, se in nessuna di queste gestioni non raggiungo i 20 anni, non ho diritto all’APE???!!!!!!

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