La Riforma Pensioni è diventata nelle ultime settimane uno dei temi caldi cavalcati dai candidati alle Elezioni politiche 2018. Manca meno di un mese al voto e l’abolizione della Riforma Fornero e il ritorno alle vecchie pensioni di una volta è uno dei temi sostenuti soprattutto da Lega e Movimento 5 stelle, mentre il centro sinistra, Pd e Liberi e Uguali, propone con posizioni più moderate di rivedere con modifiche e miglioramenti, già iniziati, la legge sulle pensioni del 2011.

Abolizione della Legge Fornero

Lega Nord e M5S propongono di abolire la riforma Fornero e di tornare alla Quota 100 e alla Quota 41. Questa posizione non è pienamente supportata da Forza italia e Fratelli D’Italia, pur essendo alleati di Salvini alle prossime elezioni politiche.

Sull’abolizione della legge Fornero del 2011 qualche settimana fa la Ragioneria dello stato aveva fatto due calcoli, prevedendo il valore dell’eliminazione della Legge Fornero, ovvero 350 miliardi di euro da qui fino al 2060. Un buco che si farebbe sentire maggiormente tra il 2020 e il 2030 con un sacrificio di un punto di Pil ogni anno, circa 17 miliardi di euro, con un massimo di 1,4 punti (23,8 miliardi di euro) tra 2 anni.

Anche l’ex ministro Elsa Fornero  era intervenuta, precisando che non si parla mai degli effetti positivi di questa legge, ma solo di quelli negativi, e che il testo non è perfetto e si può certamente modificare, citando i tagli alle pensioni d’oro che non sono stati fatti, ma anche aggiustamenti introdotti di recente come l’Ape social.

Quota 100

La quota 100 prevede il raggiungimento dell’età della pensione grazie alla somma dell’età anagrafica del lavoratore e della sua anzianità contributiva che deve portare a 100. Questo potrebbe portare a varie combinazioni che però si ridurrebbero nel caso dell’inserimento di un vincolo minimo anagrafico.

Quota 41

Oltre alla Quota 100, i due partiti avanzano anche l’ipotesi della quota 41 per coloro che hanno maturato molti anni di contributi e non ci sarebbe nessun vincolo anagrafico minimo.  Ricordiamo che prima della Riforma Fornero chi maturava 40 anni di contributi poteva accedere alla pensione, aspettando un anno per la “finestra”.

Leggi chi votò a favore della riforma Fornero

Sulla Riforma Pensioni del 2011 il centro sinistra assume una posizione più moderata. Per il PD non sono in discussione i principi della legge, ma si può continuare a effettuare modifiche e miglioramenti, come concordato con i sindacati nel 2016.

Per Liberi e uguali è necessario rimodulare il sistema delle uscite dal mondo del lavoro in base alla tipologia di attività svolta, va resa stabile l’Opzione Donna e la nona salvaguardia per gli esodati, e va riconosciuta la maternità come fattore per anticipare l’età di pensionamento.

Sull’argomento Pensioni segnaliamo il nuovo Ebook Pensioni 2018

© RIPRODUZIONE RISERVATA


20 COMMENTI

  1. tutti parlano di chi deve andare in pensione.Ma chi è stato licenziato e si ritrova con 62anni di età e 35 di contributi cosa propone questa classe politica?Quanto meno il PD ha messo l’ape social,ma questi cosa propongono??????

  2. Io li avevo tutti e due e non mi mandavano mai in pensione e mi sono dovuta accontentre con pochissima pensione, perché non ci danno tutti gli arretrati che rompendomi i vogliono ho dovuto fare opzione donna, se con quota 41 o quota 100 avrei preso molto di piu’ di pensione e poi per togliere la legge Fornero intanto cominciassero a togliere le pensioni d’oro ed i vitalizi già si ritroverebbero meglio con i conti.

  3. Se consideriamo che l’automazione e la robotica produce sempre più ricchezza e che tale ricchezza dovrebbe essere condivisa e distribuita equamente.
    Che la disoccupazione deve essere vista come una conquista dell’era tecnologica e quindi un vantaggio e non un problema, condividendo e distribuendo il lavoro disponibile equamente.
    Stiamo parlando di pensioni e di disoccupazione perché sono le leve del bisogno che la politica utilizza per rendere indispensabile se stessa ed obbligarci a dipendere da essa.
    Di fatto la politica così com’è impostata, sperpera una ricchezza incredibile nella direzione opposta ai nostri bisogni per mantenere il privilegio di poter esistere e pretendere il nostro voto di scambio.

  4. Salve, ho 62 anni compiuti, lavoro dal 1971 come tipografo dipendente, nel 1981 entro in Poste Italiane, sempre come tipografo ed esco da Poste il 31-12-2012 tramite risoluzione consensuale (legge Fornero) con circa 37 anni di contribuzione. Da giugno 2013 libero professionista fino al tutto il 2016 e ripreso a maggio 2017 per arrivare a 41 anni di contributi per rientrare nella pensione precoci. Non avendo nessuno dei requisiti richiesti (solo il verbale di risoluzione consensuale, se utile) come posso andare in pensione?

    In attesa di una cortese risposta
    Ringrazio Anticipatamente

  5. Secondo voi questi politici faranno qualcosa per reinserire la quota 100? Adesso ne parlano in campagna elettorale ma poi addio!

  6. Ho compiuto 63 anni ho 39 anni di servizio , sono stanca, sono nonna ma non posso però fare la nonna devo lavorare 40 ore settimanali, lavoro in segretaria a scuola, non ne posso più. Quando andrò in pensione? Mi sento sfruttata , e fuori luogo , ho lavorato abbastanza! Ho lavorato e lavoro attualmente con professionalità ma adesso basta ! Non ce la faccio più, rivoglio la mia vita!

  7. Sono lavoratore precoce ho iniziato a lavorare a 14 ad ora ho maturato 41anni di contributi e ho 56anni svolgo un lavoro gravoso penso di avere diritto alla pensione

  8. Buongiorno, ho 60 anni e sono un lavoratore precoce con 41 anni di contributi secondo i nostri politici quando dovrei andare in pensione?

  9. Buongiorno, dopo aver sentito e letto mille critiche sulla riforma pensionistica Fornero, vorrei far notare un particolare che mi assilla: ho 53 anni e lavoro da quando ne avevo 17. Sono divorziata e ho cresciuto da sola due figli. Nel frattempo ho avuto un infarto al miocardio.
    Lavoro alla scrivania ma non mi sento privilegiata, in quanto la mia occupazione è presso un commercialista (e star dietro a Voi che cambiate le leggi ogni giorno, è a dir poco esasperante e logorante!).
    Orbene, visto che se dipendesse da me, me ne starei volentieri a casa a “grattarmi la pancia” (finalmente!!), tengo controllate le novità pensionistiche. Ma anche qualora avessi la fortuna di accedere anticipatamente alla pensione, dovrò trovare un marito di dieci anni più giovane a cui lasciare la mia pensione…. Perchè se penso alle reali possibilità di restare viva fino a rispettare lo standard di “vita media prestabilita” e poi dovessi “lasciarci le penne” prima, come finirebbe? Chi e come mi verrebbe reso il corrispondente valore dei contributi spettanti fino alla prestabilita data di decesso?
    Mah, mistero della fede (in questo caso Dio non centra….)
    Spero di essere stata chiara, perché questo spinoso argomento non è una mia sola paura, ma la paura di tante persone.

  10. Ho 59 anni e 35 di contributi, un’invalidità del 60℅ e continuo con fatica a lavorare perché i nostri signori così hanno deciso. Forse quando mi permetteranno di andare in pensione non sarò più in grado di fare nulla di ciò che vorrei. W quota 100 e 41 !!! Lavorare per vivere, non vivere per lavorare!

  11. Sarebbe giusto quota 100, indipendentemente dagli anni di contribuzione per permettere anche ai giovani che entrano in ritardo nel mondo del lavoro di poter andare in pensione a un’età accettabile.

  12. sono daccordo io lavoro dal 1977 mi manca poco ai fatiditi 41 mi sembra di aver dato fin troppo

  13. quota 100.
    siamo un paese dove i vecchi lavorano e i giovani stanno a casa. ( l’ha detto il Papa)

  14. E’ da quando avevo 33 anni di contributi e si andava in pensione a 35 anni, quasi raggiunti i 35 hanno portato l’uscita ai 37 anni con gli scaloni, arrivato quasi ai 37 anni modificano ancora la legge ai 40 anni, oggi ho 40 anni di contributi e hanno portato l’uscita a 42 e 10 mesi, ma quando maturerò i 42 e 10 mesi sarà nel 2019 che porteranno l’uscita a 43 e 10 mesi. Giuro non ce la faccio più a 60 anni vorrei godermi di un po vecchiaia e i contributi versati.

    Non sarebbe ora di fermare questo supplizio? i nostri figli quando potranno trovare lavoro?
    Trovo una cosa equa per tutti quota 100 o 40 anni di contributi.

  15. la quota 41, indipendentemente dall’età, è da anni sostenuta dall’on. Cesare Damiano con vari provvedimenti legislativi sempre rimasti al palo : sarebbe ora di approvarli.

  16. Non si considera che mandare in pensione a quota 41 o 100implicherebbe,non solo una maggiore spesa, ma anche l’assunzione di molti giovani che con stipendio sicuro metterebbero su famiglia, cambierebbero l’auto, comprerebbero casa ecc. facendo ripartire l’economia

  17. 41 anni di contributi son già fin troppi ci avete tolto la gioventù almeno lasciateci la vecchiaia

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome