disabili

La Legge di Bilancio 2018 ha inserito la figura del caregiver familiare tra i soggetti svolgenti mansioni gravosi anche in relazione all’accessibilità alla pensione. Al Senato è in corso di esame un Testo unificato dei Disegni di Legge n. 2048, 2128 e 2266 “al fine di definire, valorizzare e sostenere l’attività dei caregiver”. Ricapitoliamo le ultime novità che riguardano questa figura.

Cosa prevede il Testo unificato sul Caregiver familiare

In relazione a tale figura il Testo unificato all’esame del Senato prevede degli interventi economici ripresi anche in sede di approvazione definitiva della Legge n. 205 del 27 dicembre 2017, in particolare al comma 256, laddove si rinvia ad appositi decreti attuativi la definizioni delle modalità operative per il riconoscimento della detrazione di imposta annua pari a € 1.900,00 per i caregiver che assistono un familiare entro il 2° grado, over 80 anni e convivente da almeno 6 mesi.

Nel caso in cui l’avente diritto alla detrazione fosse incapiente o per assenza di reddito o per imposta lorda insufficiente, tale detrazione di imposta potrà essere convertita in un assegno riconosciuto dall’Inps fino alla concorrenza della detrazione di imposta non goduta per incapienza fiscale.

Ai fini dell’individuazione del “familiare assistito” che consente l’accesso alla detrazione di imposta o alternativamente al contributo da parte dell’Inps è necessario tenere conto delle novità in materia di familiare introdotte dalla Legge n. 76 del 20 maggio 2016, meglio nota come “Legge Cirinnà”, per quel che riguarda l’equiparazione del concetto di unito civilmente al concetto di coniuge.

Il Testo unico sul caregiver familiare dovrebbe inoltre introdurre anche:

  • nuove detrazioni fiscali,
  • contributi previdenziali ai fini della pensione,
  • la possibilità di chiedere la riduzione dell’orario di lavoro con trasformazione del contratto in part time o l’accesso al telelavoro da casa o lavoro a distanza.

Per quanto riguarda le modalità applicative, la decorrenza e gli adempimenti necessari per ottenere il beneficio è necessario attendere l’approvazione definitiva del Testo unico sul caregiver familiare nonché dei successivi decreti attuativi, prevista per il prossimo marzo 2018.

Per il momento restano comunque attive le agevolazioni fiscali già in vigore:
• detrazioni spese mediche per familiare a carico;
• maggiore detrazione di imposta per figlio disabile a carico;
• deduzioni di spese mediche e di assistenza specifica;
• detrazioni spese sanitarie per familiari disabili;
• detrazioni delle spese di assistenza per i non autosufficienti.

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Novità dalla Legge di Bilancio 2018

Il comma 254 dell’articolo unico della Legge di Bilancio 2018 ha istituito presso il Ministero
del lavoro e delle politiche sociali il Fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare, stanziando 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020 per la “copertura finanziaria di interventi legislativi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico dell’attività di cura non professionale del caregiver familiare”.

Il  comma 255 fornisce la corretta definizione di caregiver: “… persona che assiste e si prende cura del coniuge, di una delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso o del convivente di fatto ai sensi della Legge 10 maggio 2016, n. 76, di un familiare entro il secondo grado, ovvero nei soli casi indicati dall’articolo 33, comma 3, della Legge 5 febbraio 1992, n. 104, di un familiare entro il terzo grado che, a causa di malattia, infermità o disabilità, anche croniche o degenerative, non sia autosufficiente e in grado di prendersi cura di sé, sia riconosciuto invalido in quanto bisognoso di assistenza globale e continua di lunga durata ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della Legge 5 febbraio 1992, n. 194, o sia titolare di indennità di accompagnamento ai sensi della legge 11 febbraio 1980, n. 18”.

Importante è l’ampliamento dei soggetti che potranno beneficiare delle agevolazioni. Vengono infatti inseriti non solo il coniuge e i parenti di primo grado ma anche il convivente di fatto, i familiari e gli affini (ovvero i parenti del coniuge) fino al secondo grado (fratelli e sorelle, nipoti e nonni, cognati e cognate, figli, genitori, nonni e nipoti del coniuge).

In presenza di persona non autosufficiente, i cui genitori e il coniuge che li assiste abbiano oltre 65 anni o siano a loro volta affetti da patologie invalidanti, potranno essere considerati caregiver anche i parenti entro il terzo grado (zii, figli del fratello o della sorella, bisnonni, pronipoti).

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