certificato di stabilità

Il Certificato di stabilità dovrà essere obbligatorio in tutti i contratti di compravendita e di affitto, così come lo è già quello della Certificazione energetica. Questa è la proposta lanciata dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio, a seguito della recente crollo della palazzina a Torre Annunziata. Delrio vorrebbe inserirlo già nella prossima legge di stabilità, come annunciato in un’intervista a Repubblica.

La proposta di Delrio

Delrio ha ricordato come da vent’anni si cerchi di introdurre il fascicolo del fabbricato per certificare le condizioni statiche degli immobili in caso di lavori di ristrutturazione, trovando spesso parere negativo da parte dei proprietari immobiliari che, secondo il ministro, addurrebbero come giustificazione i costi economici delle verifiche ricadenti sulle famiglie.

Il Ministro ha però sottolineato che ora con il sisma bonus sia possibile fare le analisi delle condizioni statiche degli immobili, valido anche per i condomini e gli immobili a destinazione produttiva, con la possibilità di detrarre fiscalmente fino all’85 per cento della spesa sostenuta. Una soluzione per rendere appetibile con gli incentivi fiscali, secondo Delrio, l’analisi e l’adeguamento statico degli immobili, ma è necessario a questo punto un salto di qualità: l’obbligo del certificato di stabilità dal 2018 con risultati positivi sull’indotto economico per professionisti e aziende del settore.

I Periti Industriali: Sì al certificato di stabilità, ma associato al fascicolo del fabbricato

Sì al certificato di stabilità degli immobili, ma la proposta da sola non basta. Serve il Fascicolo del fabbricato per garantire un piano di sicurezza integrata. I periti industriali lo dicono da oltre un decennio, dimostrando che con questo strumento non solo è possibile ottenere una mappatura dell’intero sistema abitativo ma anche programmarne gli interventi necessari ai fini di una completa messa in sicurezza del patrimonio immobiliare italiano.

I dati del Consiglio nazionale dei periti industriali hanno il supporto scientifico di una ricerca commissionata nel 2012 al Politecnico di Milano che, andando oltre la semplice idea di Fascicolo del fabbricato, ha permesso di associare ad esso una serie di indici di efficienza (degrado, invecchiamento e documentazione), capaci di valutare lo stato documentale e soprattutto di conservazione di un immobile.

“In questo modo il libretto, che purtroppo torna alla ribalta solo in occasione di tragici eventi, – dice il CNPI – diventa non un nuovo documento da aggiungere a quelli esistenti come qualcuno pensa, ma uno strumento di misura dello stato dell’edificio e una certificazione sul suo stato di sicurezza. Quindi non solo un elenco dei dati ma un’elaborazione statistica degli stessi”.

Per approfondire segnaliamo

Il fascicolo del fabbricato

Il fascicolo del fabbricato

Mario Dejaco, Fulvio Re Cecconi, Sebastiano Maltese, 2017, Maggioli Editore

In Italia la richiesta di una maggiore trasparenza nella conoscenza di un edificio e del suo stato di fatto torna alla ribalta ogni qual volta si verifica un evento, naturale o meno, in cui una o più costruzioni subiscono danni con conseguenti perdite di vita umane. Lo strumento...




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