Domenica 30 aprile si terranno in tutta Italia le primarie del Partito democratico. A sfidarsi per la carica a segretario, l’ex premier Matteo Renzi, il ministro della Giustizia Andrea Orlando e il governatore della Puglia Michele Emiliano.

Come si vota: ecco la guida

I tre candidati presentano, oltre a tre visioni della politica assai differenti, anche tre idee di partito alternative e, di conseguenza, anche programmi e priorità talvolta coincidenti, talaltra distanti, come elencati nelle mozioni presentate e nei rispettivi impegni presi con gli elettori. Vediamoli.

Europa e immigrazione

Renzi. Conciliare integrazione e democrazia attraverso un modello che distingua nettamente una zona di integrazione politica da un’area di semplice cooperazione economica; che rafforzi la legittimazione democratica del Presidente della Commissione, fino a giungere alla sua elezione diretta da parte di tutti i cittadini europei; e che riduca l’area delle decisioni intergovernative e costruisca un modello con due livelli di governo distinti, uno federale con un adeguato bilancio da gestire e regole comuni, e uno rinviato alla responsabilità degli Stati, singoli o in forma associata nel Consiglio europeo. Scegliere i candidati Pse attraverso le primarie. Immigrazione: c’è bisogno di integrazione e la sicurezza passa anche attraverso l’immigrazione legale.

Orlando. Serve una capacità fiscale europea. E il completamento dell’Unione monetaria, a partire dall’unione bancaria. Una nuova e più forte legittimazione democratica delle istituzioni comunitarie, anche attraverso l’elezione diretta del presidente della Commissione. Serve una grande politica per l’area mediterranea, oltre la gestione, peraltro insufficiente, dei flussi migratori. Riconoscere il diritto di voto agli stranieri lungo residenti e approvazione immediata dello ius soli.

Emiliano. Pensare e costruire una politica comune europea su welfare, difesa, fisco, immigrazione, nella prospettiva della costruzione degli Stati Uniti d’Europa.  Garantire agli individui e alle famiglie un reddito minimo, basato sull’approccio “human capital”, che prevede che il sussidio venga fornito alla condizione che il lavoratore partecipi a programmi pubblici di riqualificazione, in modo da facilitare il rientro nel mercato del lavoro. Ius soli temperato subito.

Economia e lavoro

Renzi. Ridurre il cuneo fiscale sul lavoro attraverso un intervento sull’Irpef che preveda la riduzione delle aliquote marginali e la rimodulazione delle detrazioni. La prospettiva è quella di una riforma fiscale complessiva della tassazione dei redditi per ridurre il carico fiscale sul lavoro. Sono allo studio forme di doppia progressività in base non solo al reddito ma anche all’età anagrafica, riducendo il carico fiscale sui giovani. Superare le differenze tra dipendenti e autonomi. Detrarre dall’Irpef le rette degli asili nido.

Orlando. Ridiscutere l’orario di lavoro, aprire allo smart working e a una maggiora conciliazione vita-lavoro. Riduzione delle rendite per aumentare la redistrubuzione sul Pil e ridurre le differenze di salario tra uomini e donne. Sradicare entro tre anni la povertà assoluta anche attraverso un reddito di inclusione sociale per le famiglie più bisognose, pari alla differenza tra soglia di povertà e reddito, per un costo stimato di 7 miliardi di euro.

Emiliano. Revisione scala delle aliquote e riduzione tassazione sul lavoro, finanziata tramite recupero dell’evasione, introduzione della webtax per le multinazionali e la tassazione ordinaria sui grandi patrimoni. Ritiro del bonus 80 euro dimostratosi inefficace per finanziare la decontribuzione sul lavoro pari a 8mila euro l’anno a lavoratore per stimolare i salari. IVA: unica aliquota ridotta al 5% e aliquota ordinaria al 19%. Reintroduzione dell’articolo 18 e utilizzo di una nuova forma di voucher, veramente riservati a prestazioni ridotte. Reddito minimo condizionato ai programmi di partecipazione sociale, potenziamento degli assegni famigliari, sostegno alle famiglie povere per accesso a mutui e pagamento canone di affitto.

Scuola

Renzi. Aumento dei tempi scuola e implementazione del sistema duale con alternanza scuola-lavoro. Introduzione del sistema premiante per i docenti e per il personale amministrativo, che tenga conto delle aree più o meno complesse in base a fattori sociali, geografici, economici e così via. Per la ricerca, la proposta è di incrementare il Fondo di Finanziamento Ordinario e destinarne una parte alla premialità.

Orlando. Indire una nuova campagna di reclutamento che chiuda con i disagi della “Buona scuola” aprendo un confronto con docenti, le famiglie, le università, il sindacato, le imprese, i cittadini. Università: revisionare la legge Gelmini, ascoltando i docenti e gli operatori. Agevolare l’accesso a borse di studio ed alloggi per gli studenti disagiati e aumentare la trasparenza legata ai fondi per la ricerca.

Emiliano. Emanare una legge nazionale sul diritto allo studio e abrogare gran parte della “Buona scuola”, quella che ha suscitato i maggiori problemi per insegnanti e personale. Aumentare gli investimenti fino al 6% di media europea, con adeguamento salariale per gli insegnanti parallelo al rinnovo del contratto del pubblico impiego e chiusura definitiva delle graduatorie a esaurimento. Tempo pieno in tutto il Paese da nord a sud. In università, portare gli investimenti sulla ricerca al 3% e aiutare gli atenei meridionali in difficoltà.

PA e giustizia

Renzi. Riforme di sistema per giustizia tributaria e delle agenzie fiscali, accelerazione digitalizzazione della PA e revisione degli enti di secondo livello, rafforzare la governance dei comuni mettendo insieme funzioni per bacini omogenei. Creazione di banche dati condivise aperte al cittadino che dovrà fornire i propri dati una sola volta. Rafforzare le misure di tutela dei testimoni di giustizia. Completare la riforma del processo penale e aumentare le forme di messa alla prova per i reati minori, rendendo obbligatorie le sanzioni alternative come i lavori di pubblica utilità.

Orlando. Rivedere la legge Delrio per definire  le funzioni di area vasta dopo il No al referendum costituzionale. Rafforzamento delle istituzioni locali per aiutare la lotta alla corruzione, no alle ricette facili in tema di sicurezza, introduzione del reato di tortura. Riconoscere il ruolo degli animali nella società, combattere la violenza di genere per una piena applicazione della legge 194.

Emiliano. Grande patto per il Mezzogiorno per riaffermazione cultura della legalità diffusa, bonificando le aree inquinate, orientare gli interventi della PA agli impatti sui territori. Inaugurare una “antimafia sociale” a una lotta alla corruzione di respiro europeo, integrare  i contenuti operativi del Masterplan con linee di intervento nelle politiche ordinarie delle pubbliche amministrazioni.


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