Ora è ufficiale: per i dipendenti statali è in arrivo l’agognato aumento di stipendio, seppure non elevatissimo nelle proporzioni, ma finalmente si concretizza il riconoscimento atteso da migliaia di lavoratori del pubblico impiego.

La misura è stata inserita nel testo del Def 2017, il Documento di programmazione economica e finanziaria che rappresenta il “giro di boa” per i conti pubblici, chiudendo le pratiche della legge di stabilità antecedente e gettando le basi per quella a venire.

Ecco, dunque, che con la finanziaria di fine anno verrà ufficializzato l’incremento in busta paga di 85 euro così come stabilito dal Def 2017 approvato nella seduta del Consiglio dei ministri, tenuta a palazzo Chigi lo scorso 11 aprile.

Secondo quanto indicato nel testo pubblicato sul sito del Ministero dell’Economia, sono state messe a regime risorse per 2,8 miliari di euro, da destinare proprio al rinnovo dei contratti dei dipendenti statali, bloccati ormai da molti anni. Questa somma, va letta come suddivisa tra 1,6 miliardi destinati alle pubbliche amministrazioni statali, e la quota rimanente riservata agli enti non statali, ossia partecipate e organismi locali,

Il periodo di riferimento per l’aumento in busta paga dei lavoratori statali dovrebbe essere il triennio 2016-2018: una decisione che dovrebbe andare bene ai sindacati, i quali ultimamente avevano puntato i piedi sul tema del rinnovo dei contratti.

La prospettiva di ulteriori interventi dovrebbe portare a nuovi esborsi per le annualità successive, pari a 2,9 miliardi per il 2019 e 4,6 per il 2020.

Ora, dunque, la mano tesa del governo dovrebbe portare a un accordo tra le parti sociali e l’esecutivo, rappresentato dal ministro della Funzione pubblica Marianna Madia. Questo, almeno è l’auspicio a seguito dell’iniezione di risorse per l’incremento in busta paga.

Ma di quanto sarà l’aumento?

Dati alla mano, l’innalzamento delle mensilità per gli statali dovrebbe portare a un assegno più sostanzioso di 85 euro lordi. Una cifra certo non elevatissima, che potrebbe ulteriormente ridursi a meno di 40 euro netti secondo le prime stime.

Nonostante questi effetti sicuramente limitati sugli stipendi degli statali, sono comunque emersi forti dubbi sulla reale disponibilità di risorse che il governo Gentiloni ha previsto di mettere in campo.

In proposito, sia il presidente del Consiglio che il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan si sono affrettati a rassicurare i sindacati, spiegando che “gli impegni presi saranno mantenuti”.

Dal canto loro, le sigle sindacali hanno minacciato un nuovo sciopero generale qualora le promesse dovessero venire disattese.

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