Migranti Decreto Minniti

Il Decreto Sicurezza Minniti-Orlando è legge. Sono 240 i sì che lo hanno appena convertito alla Camera, mentre arrivano a 176 i no, e a 12 le astensioni. Mentre c’è chi lo ha definito “Delitto d’asilo”, la maggioranza si dice soddisfatta dell’approvazione definitiva, anche da parte del Senato, di una nuova normativa per gestire il fenomeno migratorio. Approvato anche il tanto discusso Decreto Sicurezza Urbana.

Decreto Migranti: Giudici Specializzati saranno 26

Si istituiranno ben 26 (e non più 14) tribunali ordinari di sezioni specializzate, dedicate alle richieste d’asilo e ai rimpatri. In particolare, le stesse saranno competenti nelle seguenti materie:

  • mancato riconoscimento del diritto di soggiorno sul territorio nazionale in favore di cittadini Ue;
  • impugnazione del provvedimento di allontanamento nei confronti di cittadini Ue per motivi di pubblica sicurezza;
  • riconoscimento della protezione internazionale;
  • mancato rilascio, rinnovo o revoca del permesso di soggiorno per motivi umanitari;
  • diniego del nulla osta al ricongiungimento familiare e del permesso di soggiorno per motivi familiari;
  • accertamento dello stato di apolidia e accertamento dello stato di cittadinanza italiana.

Per l’applicazione delle discipline vigenti, secondo Orlando, sarà necessario che i giudici individuati risultino in possesso di una profonda conoscenza del fenomeno migratorio.

Decreto Minniti: i nuovi Centri di Permanenza per il Rimpatrio

Addio ai Centir di Identificazione ed Espulsione. I CIE, poi, saranno denominati “Centri di permanenza per il rimpatrio”, e la loro funzione cercherà di essere quanto più possibile ottimizzata. In riferimento a ciò, è stati stipulato un accordo con il Governo Libico, anche se non ancora provvisto di operatività. Grazie ad un patto stipulato con Anci, nell’attesa del provvedimento giurisdizionale, i migranti potranno lavorare presso i comuni in modo gratuito e volontario svolgendo mansioni di pubblica utilità.

Decreto Migranti: Quali punti critici?

Il decreto appena approvato è stato in queste settimane tacciato di illegittimità costituzionale, per presunta violazione degli articoli 24 111 della Costituzione, e all’art. 6 della ConvenzioneEuropea sui Diritti Umani.

La prima motivazione atterrebbe alla sua veste formale: è inammissibile, secondo l’opposizione, che una materia di tale delicatezza e importanza sia stata disciplinata con un decreto legge, per di più sul quale è stata riposta la fiducia del Governo. Saremmo dunque dinanzi all’ennesimo abuso dei decreti legge da parte del Governo.

Inoltre, sono apparse lesive del diritto di difesa le norme relative alla presentazione del ricorso da parte del richiedente asilo, che avrà solo 30 giorni per effettuarlo in Cassazione a partire dalla negazione del provvedimento positivo.

Inoltre, dubbia è la scelta di eliminare il secondo grado di giudizio, l’appello, prevedendo un iter fino alla Cassazione, ma con scarse possibilità di audizione del richiedente da parte del giudice. Infatti, anche se il richiedente asilo potrà chiedere al giudice di essere sentito, spetterà comunque a quest’ultimo valutare se l’ascolto diretto sia o meno necessario, come ha affermato anche lo stesso Orlando in risposta alle polemiche sollevatesi.
 
Non è stato poi precisato con quali fondi e quali risorse organiche si implementerà l’ordinamento giudiziario con l’introduzione presso i tribunali ordinari di sezioni specializzate in materia di diritto di asilo.


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