referendum abrogativo

Si avvicina il 10 gennaio, giorno in cui la Consulta si pronuncerà sull’ammissibilità dei quesiti referendari proposti dalla CGIL nei mesi scorsi: uno dei principali sindacati italiani, infatti, ha depositato in Cassazione ben 3,3 milioni di firme raccolte.

Le tre proposte abrogative metterebbero a repentaglio alcune delle previsioni cardine del Jobs Act renziano. La probabile approvazione della Consulta, prima, e l’eventuale risposta positiva del popolo italiano, poi, comporterebbero:

  • Il reinserimento dell’art. 18 nello Statuto dei lavoratori

    Grazie ad esso, il lavoratore che abbia subito un licenziamento illegittimo (ovvero effettuato senza comunicazione dei motivi, ingiustificato o discriminatorio) potrà essere reintegrato sul posto di lavoro.


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  • L’abolizione dei voucher

    La tipologia di pagamento, simbolo della flessibilità del mondo del lavoro, avrebbe, infatti, secondo i firmatari, favorito la precarietà. La mancata previsione di un elenco tassativo di categorie di lavoro suscettibili di pagamento a voucher, ha reso potenzialmente occasionale ogni tipo di mansione: di qui, l’abuso da parte dei datori di lavoro e l’assenza di garanzie per i lavoratori.

  • La reintroduzione della responsabilità solidale tra appaltante e appaltatore

    Già espunta con la Legge Fornero, questa previsione chiamava a rispondere anche il committente di eventuali violazioni di legge, compiute da parte dell’impresa appaltatrice nei confronti del lavoratore. Di conseguenza, l’appaltante era tenuto ad esercitare un controllo più rigoroso sulle caratteristiche della società cui affidava il progetto.

DECRETO SEMPLIFICAZIONI, LEGGE DI STABILITA' E JOBS ACT

DECRETO SEMPLIFICAZIONI, LEGGE DI STABILITA' E JOBS ACT

Centro Studi Normativa del Lavoro, a cura del, 2015, SEAC

L'opera propone un'analisi completa delle numerose novità in materia di lavoro contenute:- nel Decreto sulle semplificazioni fiscali; - nella Legge di Stabilità per il 2015; - nel c.d. “Jobs Act”. In particolare, tra le novità di interesse per i datori di...



L’eventuale abrogazione parziale della recente Riforma del Lavoro costituirebbe la doppia sconfitta per il Governo appena terminato: questo ha generato allarme e tensione all’interno del Partito Democratico.

Ma quali sono le possibili soluzioni onde evitare la disfatta politico-mediatica?

Sono due e sono entrambe costose in termini di credibilità.

La prima è costituita dall’indizione delle elezioni anticipate entro il 15 aprile, così da posticipare sagacemente il referendum abrogativo all’anno successivo. Tuttavia, ciò si pone in contrasto con gli obiettivi lungimiranti che il Governo Gentiloni ha mostrato di possedere in queste ultime ore.

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La seconda, ancora più temeraria, consiste nella volontaria revisione del Jobs Act da parte dello stesso Parlamento che lo ha approvato: se, per restituire ai voucher i caratteri di accessorietà e occasionalità, facilmente si potrebbe recuperare la Legge Biagi, più complicata appare la questione dell’art.18.

Sembra proprio che il Jobs Act sia a rischio capolinea, prima ancora di essere stato completamente attuato.

Jobs act: i nuovi  contratti di lavoro

Jobs act: i nuovi contratti di lavoro

Sara Di Ninno - Michele Regina
Liliana Tessaroli - Lorenzo Sagulo, 2015, Maggioli Editore

Nel percorso attuativo del Jobs Act assume un ruolo centrale il D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81, che ha flessibilizzato la gestione del rapporto di lavoro attraverso la “riscrittura” dell’art. 2103 c.c. ed ha operato una riclassificazione dei contratti di lavoro flessibili e...




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