elezioni amministrative 2016

Oggi, 5 giungo, parte la tornata elettorale per le Elezioni Amministrative 2016, con l’eventuale turno di ballottaggio fissato per il prossimo 19 giugno. Nelle stesse date si svolgono le consultazioni anche in alcuni Comuni che fanno parte delle Regioni autonome Friuli-Venezia Giulia, Sardegna e Sicilia.

Le urne rimarranno aperte dalle ore 7 fino alle 23.

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Comuni chiamati al voto

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I Comuni in cui oggi si vota sono 1342, di cui la maggior parte (1193) sono considerati ‘minori’, ossia al di sotto dei 15mila abitanti. Tra i Comuni al voto sono compresi anche quelli di Bolzano e Ville d’Anaunia, in provincia di Trento, e Ayas, in cui si è già votato.

Capoluoghi di provincia

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I capoluoghi di provincia sono 25, tra cui ben 7 capoluoghi di Regione, e rispettivamente: Roma, Napoli, Torino, Bologna, Milano, Trieste e Cagliari. Soltanto per queste città, oggi si dovrebbero portare al voto quasi 5 milioni di italiani, ossia il 41% del corpo elettorale dei Comuni che votano per queste amministrative.

Elettori

Gli elettori che, teoricamente, dovrebbero andare a votare (scongiurando il pericolo astensionismo – LEGGI ANCHE: Le città al voto tra astensione e… referendum) sono ben 13 milioni. Si tratta, in percentuale, dell’86% della popolazione dei Comuni chiamati alle urne.

COSA SERVE PER VOTARE

Gli italiani che oggi si recheranno alle urne per esprimere il proprio voto, dovranno possedere:

– tessera elettorale, rinnovabile, se scaduta, presso gli uffici elettorali del Comune dove si ha la residenza (che si ricorda oggi, giornata della consultazione, sono aperti per l’intera durata delle operazioni di voto);

carta d’identità o altro documento d’identificazione munito di fotografia, appositamente rilasciato dalla Pubblica Amministrazione.

COME FARE A VOTARE, LE SCHEDE ELETTORALI

1) Comuni fino a 15mila abitanti

In questi Comuni si vota con una sola scheda, dove saranno indicati i nomi dei candidati sindaco e delle liste che li appoggiano. Votando il singolo sindaco, si vota quindi anche la lista che lo sostiene. Le preferenze che si possono esprimere sono 2 (un uomo e una donna oppure viceversa, pena l’annullamento della 2° preferenza) tra i candidati presenti nella lista del sindaco votato.

Nel caso specifico dei Comuni sotto i 5mila abitanti si può esprimere soltanto una preferenza e vince il candidato sindaco che ottiene il maggior numero di voti. Si va al ballottaggio in caso di parità, mentre se dovesse esserci ulteriore parità viene automaticamente scelto il candidato più anziano. Viene eletto il primo cittadino, due terzi dei seggi vanno alla lista che lo appoggia, mentre i restanti vengono ripartiti in maniera proporzionale tra le rimanenti liste.

2) Comuni con più di 15mila abitanti

Anche in questo caso, si vota sempre con una sola scheda, sulla quale saranno presenti i nomi dei candidati sindaco, oltre ovviamente ai simboli delle liste che li appoggiano.

Come fare a votare? I modi sono diversi:

–  tracciare un segno sul nome del sindaco, votando esclusivamente per il candidato e non per le liste collegate;

–  tracciare un segno sul simbolo di una lista, votando la lista e il candidato sindaco che appoggia;

–  tracciare un segno sul nome del candidato sindaco e un altro segno sul simbolo di una lista collegata;

– tracciare un segno sul simbolo di una lista e un altro segno sul nome di un candidato sindaco non collegato alla lista votata (voto disgiunto).

Nel caso in cui si vota una lista, le preferenze che si possono esprimere sono 2 (sempre soggetti di genere diverso e appartenenti alla medesima lista). Si elegge il candidato sindaco che ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi, quindi almeno il 50% più 1. Qualora nessuno dovesse superare tale soglia, i 2 candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti vanno al ballottaggio. Vince chi, al secondo turno, ottiene il maggior numero di voti.


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