La Ligier Honda JS P2 n.2 di Sharp/Brown/van Overbeek/Derani ha vinto l’edizione 2016 della 24 Ore di Daytona, davanti alla a Chevrolette Corvette DP n.10 e da dalla Corvette la n. 90

di Diletta Colombo per automoto.it

 

E’ stata la Ligier Honda JS P2 n.2 di Sharp/Brown/van Overbeek/Derani, preparata dal team Tequila Patron ESM, ad aggiudicarsi l’edizione 2016 – la cinquantaquattresima – della 24 Ore di Daytona, conclusasi nella serata italiana di oggi. A completare il podio della prima classica endurance dell’anno solare troviamo la Chevrolette Corvette DP n.10 preparata dalla Wayne Taylor Racing e guidata da Taylor/Taylor/Angelelelli/Barrichello e da un’altra Corvette, la n. 90 di Dalziel/Gossens/Hunter-Reay. Secondo posto, dunque, per l’ex pilota di Formula 1 Barrichello, alla terza partecipazione alla classica del Daytona International Speedway.


Completano la top five la Chevrolet Corvette n.5, di Fittipaldi/Barbosa/Albuquerque/Pruett e la Riley-Ford n.01, di Stroll/Wurz/Hartley/Priaulx. La 24 Ore di Daytona è stata l’ultima gara in carriera per Alexander Wurz, che ha annunciato il proprio ritiro dalle corse alla fine dello scorso anno.

In partenza, è stato proprio Pipo Derani a prendere il comando della corsa al volante della sua Ligier JS P2, bluffando al via il poleman, Mikhail Aleshin, sulla BR01 della SMP Racing. Al terzo posto si era inserita Katherine Legge, sulla DWC13 preparata dalla Delta Wing Racing. Dopo tre ore di corsa, al comando è passato Scott Dixon, subentrato a Jamie McMurray sulla Riley-Ford del team Chip Ganassi Racing, sugli scudi lo scorso anno in Florida.

Quinto posto per la Riley-Ford n.01 di Stroll/Wurz/Hartley/Priaulx

Legge, dal canto suo, è stata protagonista di un buono stint, in cui ha anche preso il comando della corsa in occasione della sosta del Daytona Prototipe di Ganassi. La DeltaWing, purtroppo, è stata successivamente protagonista di un incidente: Andy Meyrick è impattato contro una vettura PC ferma in mezzo alla pista. Il britannico non avrebbe potuto evitare la vettura di Chris Cumming, posizionata in curva. Dopo 4 ore e 15 minuti dall’inizio della corsa, il comando è passato nelle mani di Oliver Pla, al volante della sua Ligier JS P2.

Pipo Derani è stato successivamente protagonista di una notevole rimonta al volante della sua Ligier-Honda JS P2, che lo ha portato al comando della corsa intorno alla metà della gara. Dane Cameron si è poi impossessato della testa della corsa intorno alla quindicesima ora, sulla sua Chevrolet Corvette DP. Dopo due terzi della gara disputati, il comando è passato a Christian Fittipaldi, su Coyote-Chevrolet Corvette DP; il brasiliano ex Formula 1 aveva un vantaggio di solo un decimo su Derani.

Derani è riuscito successivamente a sopravanzare Fittipaldi, che di lì a poco ha lasciato il comando della sua Chevrolet Corvette DP a Filipe Albuquerque. Il portoghese si è mantenuto nelle posizioni di testa fino a quando, dopo 20 ore di gara, il posteriore della sua vettura ha cominciato ad emettere fumo, un inconveniente dovuto ad un problema al semiasse posteriore. I meccanici sono riusciti a riparare la Corvette, ma l’equipaggio ha accusato un distacco di 6 giri dalla testa della corsa, in quel momento occupata da un’altra Corvette, la n.10 della Wayne Taylor Racing; a guidare questa auto nell’ultimo stint è stato Ricky Taylor. Derani ha portato la sua vettura al traguardo in testa.

L’ORECA FLM09 n. 85, sugli scudi nella classe PC

Nella classe Prototype Challenge (PC), sugli scudi troviamo l’ORECA FLM09 n.85 del team JDC Miller, guidata da Miller/Simpson/Goikberg/Koch; seguono l’ORECA n.52, di Alon/Gutierrez/Kimber-Smith/Boulle, e la n.20, di Drissi/Mowlem/Gaughan/Drumwright/Vera.

Stephen Simpson si è imposto in partenza sulla concorrenza nella categoria PC al volante della Oreca FLM09 del team JDC Miller. Dopo quindici ore di gara, la Oreca numero 85 del JDC-Miller Motorsports godeva di 18 giri di vantaggio sui diretti avversari. La corsa sembrava saldamente nelle mani di questo equipaggio, prima che la vettura fosse protagonista di un incidente che ha causato una lunga sosta ai box per riparare i danni conseguenti. Questa sosta ha ridotto il vantaggio dell’Oreca n.85 a nove giri, ma l’equipaggio ha mantenuto la testa della corsa fino alla fine della gara.

Avvincentissimo il duello tra le due Corvette nella classe GTLM

Successo nella classe GTLM per la Chevrolet Corvette C7.R n.4, di Gavin/Milner/Fassler; seguono la Corvette n.3 di Garcia/Rockenfeller/Magnussen e la Porsche 911 RSR n.912, di Bamber/Mackowiecki/Christensen.

Nella classe GLTM, il vincitore della 24 Ore di Le Mans 2015, Nick Tandy, ha guadagnato la testa della corsa su Porsche 911 RSR, seguito dalla vettura gemella, la Porsche 911 n. 912. Nick Tandy e Fréderic Mackowiecki si sono mantenuti nelle posizioni di testa nella propria classe nelle prime sei ore di gara. La Porsche 911 n.911 è poi precipitata in classifica, permettendo a Marcel Fassler, sulla Chevrolet Corvette n.4, di prendere la seconda posizione. Sul finale della gara, sono state proprio due Corvette, la n.3 e la n.4, ad essere protagoniste di un duello al cardiopalma per la vittoria: solo 34 millesimi hanno separato le due vetture al traguardo.

Problemi seri e ripetuti, invece, quelli che hanno accusato la due Ford GT: difficoltà di guida, inconvenienti al cambio e addirittura un cavo dei freni tagliato durante un pit stop. Nel corso della diciassettesima ora di gara, la Ford GT numero 67 è rimasta ferma in curva 1. Le due auto hanno concluso la gara in settima e nona posizione di classe, rispettivamente.

Nella classe GTD, successo per l’Audi R8 n.44

Vittoria nella classe GTD per l‘Audi R8 n.44 di Potter/Seefried/Lally/Rast; l’equipaggio della Magnus Racing ha preceduto la Porsche 911 n.540 di Pappas/Catsburg/Long/Pilgrim e la Dodge Viper n.93 di Keating/Mosing/Faulkner/Robinson/Foss.

Nel raggruppamento GTD, a guadagnare un discreto margine sui diretti avversari è stata la Porsche 911 GTR 3, affidata a Mario Fambacher, poi superata dalla Lamborghini Huracan GT3 n.48. I problemi accusati della Lamborghini hanno permesso a Matteo Cressoni di prendere il comando della Ferrari 458 n. 51.

Alex Ribeiras e Jorg Bergmeister – entrambi su Porsche 911 GTR 3 -, hanno però ben presto sopravanzato l’italiano. Nel corso della dodicesima ora, invece, Lucas Luhr è stato protagonista di un grave incidente, per fortuna senza gravi conseguenze, al volante della sua BMW M6. Nell’ultimo terzo di gara, sono state la Audi R8 n.44 e la Dodge Viper n.93 ad avvicendarsi in testa. La fine della 24 Ore ha riservato una brutta sorpresa alla Lamborghini Huracan n.28, al momento in testa: benzina – e gara – finita a pochi minuti dal termine della corsa.


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