In materia di tassazione degli immobili la legge di Stabilità 2016 mette in campo un pacchetto di restyling vasto ed articolato. Vediamo quali sono le conferme e le novità.

A partire dalla conferma di alcune misure già note ai contribuenti, come le detrazioni previste sulle spese attinenti agli interventi di riqualificazione energetica e ristrutturazione edilizia (Bonus Ristrutturazioni ed Ecobonus), tra le novità introdotte dalla manovra finanziaria spiccano la modifica del regime impositivo ai fini IMU e TASI e la nuova disciplina del leasing per l’acquisto della prima casa.

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TASSAZIONE DEGLI IMMOBILI: QUALI LE PRINCIPALI NOVITA’?

Mediante la legge di Stabilità 2016 la tassazione immobiliare è stata rivista su diversi fronti, tra cui:

1) Esenzione IMU

– esenzione IMU sui terreni agricoli e sui macchinari imbullonati.

2) Esenzione TASI

– esenzione TASI per la prima casa.

3) Riduzione IMU

– riduzione del 50% della base imponibile IMU per gli immobili dati in comodato d’uso a figli o genitori.

4) Soggetti IRES

– possibilità di rivalutare i beni d’impresa e le partecipazioni per i soggetti IRES.

6) Detrazioni IRPEF

– detrazione dall’IRPEF del 50% dell’importo corrisposto per il pagamento dell’IVA sull’acquisto, effettuato entro il 2016, di abitazioni di classe energetica A o B cedute dalle imprese costruttrici.

7) Leasing Immobiliare

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– tra le più significative innovazioni previste dalla legge di Stabilità per il 2016 anche quella concernente lo strumento del leasing sull’acquisto della prima casa.

8) Agevolazioni imposta di registro

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– sul fronte fiscale, sono previste specifiche agevolazioni in materia di imposta di registro.

9) Deducibilità IRPEF

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– sempre sul versante fiscale, spicca anche la deducibilità ai fini IRPEF nella misura del 19% dei costi attinenti al contratto di locazione finanziaria, in particolare:

9.1. dei canoni e dei connessi oneri accessori, per un importo che non superi gli 8mila euro;

9.2. del costo di acquisto dell’immobile all’esercizio dell’opzione finale, per un importo che non superi i 20mila euro;

qualora le spese siano sostenute da giovani con età inferiore a 35 anni, aventi un reddito complessivo non superiore a 55mila euro al momento dell’atto di stipula del contratto di locazione finanziaria e che non risultino titolari di diritti di proprietà su immobili destinati a destinazione abitativa.

Sempre rispettando i requisiti richiesti dalle nuove disposizioni, per i soggetti che hanno un’età pari o superiore a 35 anni, l’importo massimo detraibile a fini IRPEF viene diminuito della metà.

10) Bonus Mobili e Bonus Ristrutturazioni

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– agevolazioni fiscali per gli interventi di ristrutturazione edilizia, per cui si confermano anche per il 2016 le attuali misure di detrazione fissate al 50% per le ristrutturazioni e per il relativo acquisto di mobili.

11) Ecobonus

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– agevolazioni fiscali previste anche per gli interventi di riqualificazione energetica, convalidando anche per il 2016 le misure di detrazione del  65% per le opere di riqualificazione energetica, comprese quelle riguardanti le parti comuni dei condomini.

12) Bonus Mobili Under 35

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– detrazione fiscale del 50% per le spese sostenute per l’acquisto di mobili, effettuato nel 2016, fino ad un importo massimo di 16mila euro, riservata alle giovani coppie (anche coppie di fatto) dove almeno uno dei due membri non abbia più di 35 anni di età, che hanno acquistato un immobile da adibire ad abitazione principale.

13) No tax area

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– possibilità di cedere la detrazione fiscale loro spettante per gli interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali ai fornitori che hanno effettuato gli stessi lavori, per tutti i soggetti che si trovano nella no tax area, ossia pensionati, dipendenti ed autonomi.


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1 COOMENTO

  1. Anche se non figura tra queste spiegazioni, La riduzione del 50% dell’IMU sulle case cedute in comodato gratuito ai parenti di primo grado è applicabile, secondo le nuove disposizioni, solo se il comodante ed il comodatario sono residenti nello stesso comune. Io sono del parere che questa disposizione sia palesemente anticostituzionale in quanto cittadini che si trovano in situazioni analoghe sono trattate fiscalmente in modo diverso solo perché residenti in un comune piuttosto che in un altro.

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