E’ stata approvata ieri dalla Camera la riforma degli appalti che delega all’Esecutivo la revisione del sistema dei contratti pubblici, al fine di semplificarne le regole e incentivarne la trasparenza.

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Il disegno di legge delega che sta riformando la disciplina dei contratti pubblici, approvato con 348 voti favorevoli, 78 contrari e 25 astenuti , passa ora al Senato per il via libera definitivo.


A differenza di quanto stabilito in Commissione Ambiente della Camera, l’emendamento approvato dall’Aula lascia all’Esecutivo la facoltà di scegliere se attuare la riforma con un unico testo entro il 18 aprile 2016. Indipendentemente dai tempi di attuazione della riforma, ne sono stati confermati i contenuti, tra cui il divieto di gold plating, per cui non potranno essere previste disposizioni più severe di quelle comunitarie.

Epicentro del nuovo sistema sarà l’Autorità Nazionale Anticorruzione, sotto la guida di Raffaele Cantone a cui spetta il compito di vigilare mercato. Al centro della riforma anche la qualità della progettazione, diminuendo eventuali deroghe e varianti, tra le prime cause dell’incremento dei costi.

Tra le novità contenute nel disegno di legge delega sugli appalti figurano:

1) stop alle gare con massimo ribasso: verranno infatti premiate le offerte economicamente e qualitativamente più vantaggiose;
2) divieto di norme in deroga negli appalti, ad eccezione di eventi calamitosi;
3) eliminazione dell’incentivo per i progettisti della pubblica amministrazione;
4) limitazioni all’appalto integrato;
5) potenziamento della fase progettuale;
6) consolidamento del ruolo dell’Autorità Anticorruzione: la scelta dei commissari di gara avverrà a rotazione da un albo costituito proprio presso l’Anac.

“Ora dobbiamo correre” ha affermato, ieri al termine dei lavori, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio che ha chiarito come il sistema “Diventerà operativo entro l’estate prossima. Abbandonando il massimo ribasso e le zone opache abbiamo introdotto un grande elemento di lotta alla corruzione. Abbiamo realizzato un’opera di semplificazione importantissima. Nella semplicità c’è la ricetta giusta per fare bene e presto le opere”.

Positivo anche il commento di Patrizia Lotti, Presidente dell’Oice, l’Associazione di categoria, aderente a Confindustria, portavoce delle organizzazioni italiane di architettura, ingegneria e consulenza tecnico-economica, che dopo l’approvazione ha espresso soddisfazione per l’attenzione alla centralità del progetto, l’eliminazione dell’incentivo del 2% per la progettazione pubblica, la limitazione dell’appalto integrato, l’introduzione di modelli innovativi, l’uso del BIM, il divieto di ricorso al prezzo più basso nelle gare di progettazione, l’introduzione presso l’Anac dell’albo dei commissari di gara per la moralizzazione del settore.

Negativo invece il parere del M5S, che, come spiegato dalla capogruppo pentastellata in Commissione Ambiente Claudia Mannino, ha votato contro perché “il provvedimento che, ricordiamo è una delega, non affronta e risolve i problemi di fondo del settore appalti. In particolare siamo insoddisfatti del fatto che le concessioni autostradali andranno a gara tra 24 mesi, e temiamo ulteriori proroghe di una situazione da infrazione europea; e siamo critici sulla piega che ha preso il superamento della legge Obiettivo, su cui ci aspettavamo molto di più. Siamo critici anche sull’Anas: non si sa entro quali tempi farà le linee guida e in che termini. Insomma, vaghezza e superficialità di un provvedimento importante”.


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