Sono le auto aziendali per eccellenza, le preferite da chi per lavoro deve macinare chilometri o siede ai piani alti della gerarchia aziendale. Sono le berline, e soprattutto le station wagon che in Italia godono dei consensi più vasti, dei segmenti D (quello di Serie 3 Bmw, Classe C Mercedes e Vw Passat) ed E (Serie 5, Classe E, Audi A6).

In un panorama di novità vivace a affollato, al centro della scena c’è uno dei modelli storicamente più ambiti e gettonati dalla clientela aziendale: la nuova generazione dell’Audi A4 ha appena fatto la sua apparizione nelle concessionarie dei quattro anelli con una gamma ricca e articolata: tre motorizzazioni turbo Tfsi a benzina 1.4 e 2.0 da 150, 190 e 252 cv, quattro turbodiesel 2.0 e 3.0 da 150, 190, 218 e 272 cv, trazione anteriore e integrale “quattro”, cambi manuali, S-Tronic a doppia frizione e automatici tiptronic, tecnologie allo stato dell’arte e un listino che per la station wagon Avant (che dispone di tutti i motori tranne il Tfsi 1.4 da 150 cv) spazia da 38.250 a 51.900 euro, mentre nel caso della berlina il ventaglio dei prezzi è di 33.800-50.30033.800-50.300 euro. Il debutto della reginetta degli anelli ha seguito “a stretto giro di posta” quello di un’agguerrita concorrente: la Bmw Serie 3 che ha festeggiato il quarantesimo compleanno con un aggiornamento all’insegna della tecnologia, dell’efficienza e delle prestazioni.


Come la rivale di Ingolstadt, anche la Serie 3 è disponibile con trazione integrale xDrive o a due ruote motrici (in questo caso però la trazione è posteriore), mentre Bmw Italia ha deciso di importare solo due delle quattro versioni a benzina previste – la 318i con il 3 cilindri 1.5 da 136 cv e la top di gamma 340i con il 6 cilindri 3.0 da 326 cv – offrendo l’intera gamma turbodiesel a 4 e 6 cilindri da 116 a 313 cv. Prezzi compresi tra 31.550 e 60.550 euro per la berlina (M3 esclusa), con una differenza nell’ordine dei 650-700 euro per la corrispondente Touring station wagon.

Restando ai costruttori che operano nella fascia premium, da non dimenticare le due più recenti proposte sulle quali Jaguar conta molto proprio per conquistare nuovi spazi tra la clientela aziendale. La XF fresca di cambio generazionale si presenta con un look elegante e raffinato e con motori di grande interesse soprattutto tra i turbodiesel, con il 2.0 dalla nuova ed efficiente famiglia Ingenium declinato nelle potenze di 163 e 180 cv, mentre il V6 3.0 ne eroga 300. L’alimentazione a benzina è affidata al 6 cilindri 3.0 da 340 o 380 cv, che può essere abbinato sia alla trazione posteriore che all’integrale, con prezzi da 44.220 euro.

Stessi turbodiesel Ingenium per la più piccola, ma quasi altrettanto recente XE, mentre la benzina è rappresentata dal 2.0 da 200 o 240 cv e dal top di gamma V6 3.0 da 340 cv. Il listino italiano parte da 37.750 euro. In lizza c’è anche l’ultima arrivata tra le marche premium, la francese DS che nella nuova DS5 ha la sua bandiera, con un’ammiraglia che sposa lo charme d’Oltralpe a contenuti tecnici di prim’ordine, offrendo tre motori diesel 1.6 e 2.0 da 120 a 180 cv, un turbo 1.6 a benzina da 160 cv e un ibrido 4×4 da 200 cv complessivi con prezzi da 30.900 euro.

Dalla Francia è in arrivo un altro modello molto atteso, la Renault Talisman svelata al Salone di Francoforte nelle versioni berlina e Sporter station wagon che condividono i motori, tutti della moderna famiglia Energy: i benzina Tce da 150 a 200 cv e il turbodiesel dCi da 110, 130 e 160 cv, quest’ultimo con doppio turbo. Non manca il sistema d’infomobilità Multi Sense, fiore all’occhiello della ricerca Renault che consente di gestire quasi tutte le funzioni e le regolazioni della vettura sul display verticale da 8,7 pollici.

Qualità, spazio e sostanza sono le carte vincenti della nuova Skoda Superb con motori a benzina da 150 e 280 cv e turbodiesel da 120, 150 e 190 cv. La berlina costa tra 25.900 e 42.490 euro, mentre per la wagon corrispondente ne occorrono 1.100 in più. All’orizzonte si profilano la nuova Kia Optima, che all’inizio del 2016 sbarcherà per la prima volta in Italia, e soprattutto il gran ritorno dell’Alfa Romeo con la Giulia, che deve ancora mostrarsi nelle vesti meno estreme e più accessibili della Quadrifoglio da 510 cv svelata sinora. (ilmessaggero.it)


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