Entro il 7 novembre verrà presentata, sotto forma di emendamento alla legge di Stabilità 2016 (VAI AL TESTO), una misura che introduce quindici giorni di paternità obbligatoria. Si tratta di un congedo che i padri dovranno prendere insieme alle madri, durante il primo mese di vita del figlio/a.

Attualmente, in Italia, il congedo di paternità obbligatorio, previsto dall’allora Ministro del Lavoro Elsa Fornero con un provvedimento che decadrà alla fine di quest’anno, è soltanto di un giorno. Con il duplice obiettivo di agevolare la diffusione della cultura della condivisione delle mansioni genitoriali e di parificare la posizione di uomini e donne sotto il profilo aziendale, la vice presidente del Senato, Valeria Fedeli, insieme alla vice presidente PD alla Camera, Titti Di Salvo, hanno depositato il ddl che prevede 15 giorni di congedo obbligatorio, retribuito all’80% dello stipendio analogamente a quanto disposto per le madri.

Il nuovo disegno di legge reca le firme di esponenti appartenenti sia al centrodestra che al centrosinistra: dalla consigliera del Premier sulle Pari opportunità, Giovanna Martelli, alla capogruppo PD in commissione Lavoro al Senato, Annamaria Parente, passando per il capogruppo di Forza Italia al Senato, Paolo Romani.


Sulla proposta di estendere il congedo dei padri si sono pronunciati favorevolmente anche il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, e il presidente dell’Inps, Tito Boeri. “Stiamo valutando – ha commentato al riguardo Poletti – le modalità per la prosecuzione della sperimentazione” impostata dalla legge Fornero. Boeri, invece, sottolineando come il congedo obbligatorio per i padri stia raggiungendo un maggior equilibrio nella condivisione delle responsabilità parentali fra donne e uomini, ha affermato che “I datori di lavoro sapranno d’ora in poi che assumere un uomo comporta costi comprabili con quelli dell’assunzione di una lavoratrice”.

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Sempre nell’ottica della promozione della condivisione delle attività di cura e delle responsabilità parentali, lo stesso Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, parlando all’Onu a fine settembre, ha sottolineato la necessità di prevedere tra gli impegni dell’Esecutivo una forte campagna incentrata proprio sulla paternità.


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  1. Meno male che l’obbligo scatta al primo mese di vita. Dopo cominciano le qurelle delle separazioni, in cui vi mette le mani la giustizia fai da te.

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