E’ ufficiale: il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha firmato la lettera con cui ritira le dimissioni presentate lo scorso 12 ottobre. Arriva poco prima delle 16.30 direttamente dal Campidoglio la nota ufficiale. Mancavano soltanto tre giorni dalla scadenza del mandato di Marino e dalla correlativa nomina di un commissario per la capitale. Ora, dopo un braccio di ferro durato 17 giorni, arriva il dietrofront del primo cittadino che è pronto a tornare alla ‘testa’ di Roma.

A distanza soltanto di poche ore dalla convocazione dei consiglieri comunali dem al Nazareno da parte del commissario del Partito Democratico di Roma, Matteo Orfini, che presumibilmente aveva già nasato l’intenzione di fare un passo indietro da parte del sindaco, quest’ultimo conferma i dubbi degli ultimi giorni e torna sui suoi passi.

Con l’aperta provocazione nei confronti del Nazareno da parte di Marino, ora ci si interroga su quali saranno i possibili scenari che si apriranno sul destino dell’amministrazione capitolina. Lasciano invece sia il vicesindaco, Marco Causi, che l’assessore ai Trasporti, Stefano Esposito, di cui sono già state protocollate le dimissioni, entrambi approdati nella giunta Marino tramite il rimpasto della cosiddetta “fase bis” o “fase due”.


Stando a quanto stabilito dal Testo unico degli enti locali per sciogliere il Consiglio comunale si devono ottenere, in forma contestuale, le dimissioni da parte della metà più uno dei rispettivi membri: i consiglieri romani complessivamente sono 48, dunque servirebbero le dimissioni di almeno 25 di loro. In tal senso, a nulla serve il dietrofront dei soli 19 consiglieri capitolini dem per bloccare Marino in Consiglio comunale.

Sembrerebbero disposti a lasciare, tuttavia, almeno altri sei consiglieri tra cui spiccano i nomi di Daniele Parrucci di Centro Democratico, Roberto Cantiani di Ncd, l’ex sindaco Gianni Alemanno e Alessandro Cochi del Gruppo Misto. Gli scenari politici sembrano così destinati a complicarsi.


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  1. Lo scenario è aperto e molto chiaro. Tremano i poteri forti, collusi e concussi, perché Marino ha deciso di stanare il fondo della delinquenza mafiosa che ha inquinata la vita della capitale. Non a caso ha preannunciato le dimissioni Alemanno. Marino è persona onesta e pulita e i cosiddetti scivoloni dimostrano la sua buona fede. Cosa accadrà? In caso di scioglimento del Consiglio comunale per il venir meno della maggioranza del Consesso, Marino si presenterà con una lista civica aperta e saranno penalizzati i partiti che lo hanno fatto cadere. La magistratura lo ha sicuramente invogliato a restare, per continuare a completare l’opera di pulizia.

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