E’ un no secco quello di Debora Serracchiani, vicesegretaria del PD e presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia: “L’accorpamento delle Regioni? Assolutamente no. Governo e Pd non hanno in agenda nulla di simile”. Aggiunge poi : “Nel merito dell’ordine del giorno proposto da Raffaele Ranucci – ha aggiunto Serracchiani – va notato che il Governo non l’ha fatto proprio nel testo originario, che conteneva un preciso legame con la legge di revisione costituzionale e un’indicazione massima di dodici per il numero delle Regioni ammissibili”.

“Nella sostanza – precisa Serracchiani- il Governo ha dunque inteso raccogliere, ma senza condizionarlo a vincoli temporali né a tetti numerici, l’invito a considerare l’opportunità di proporre una forma di razionalizzazione del sistema regionale quale potrebbe essere la riduzione del numero delle Regioni. Chi inoltre ha seguito i lavori parlamentari sa che, all’esito di questo accoglimento, sono stati ritirati tutti gli emendamenti che avevano ad oggetto iniziative sulle Regioni”.

Tutto ha avuto inizio quando l’8 Ottobre scorso Ranucci ha presentato un ordine del giorno sul taglio delle Regioni; proprio Ranucci che poco tempo prima aveva presentato con Roberto Morassut un decreto di legge analogo alla Camera e un altro al Senato. “È evidente che si parte. Aspettiamo il referendum sulle riforme e prima della fine del 2016 finalmente comincerà la riorganizzazione delle Regioni”, ha affermato Ranucci.

Il loro progetto tra l’altro, si basa sugli studi storici della Fondazione Agnelli: resterebbero intatte solo la Sicilia, la Sardegna e la Lombardia, tutto il resto sarebbe suddiviso in macroregioni. Ma gli animi vengono presto smorzati dalle parole di Serracchiani che afferma che avendo l’Italia affrontato recentemente l’abolizione di alcune province, è necessario attendere per effettuare altri cambiamenti cosi grandi ed evidenti, nell’interesse dei cittadini.


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  1. Continuo ad essere sconcertato dallo sconsiderato senso di protagonismo messo in essere da questo donchisciottiano condottiero. Lo Stato italiano era rimasto immobile per decenni come un retaggio preistorico. Buon senso suggeriva, forse, una ampia discussione su come riconfigurarlo per dare allo stesso Stato una funzionalità moderna. Provvedimenti slegati, frammentari e molto spesso molto lontani da una progettualità ottimale non possono che far sorridere. Se si abbandonasse l’ossessione di fare propaganda di bandiera per allargare i consensi sulla parte dei più superficiali, non sarebbe difficile imboccare la giusta strada per una moderna società. Che i territori debbano assumere una aggregazione diversa da quella tradizionale lo percepiscono in tanti, basta non essere ossessionati dalla mania di non modificare il possesso del potere: il discorso per me vale per i comuni, le province e le regioni. Comunque la priorità assoluta che avrebbe l’Italia, per me, è l’onestà…….e di questa non se ne parla nemmeno sommessamente. CARA SERRACCHIANI perchè non incominci a rinunciare ai tanti, troppi incarichi, che il partito ti ha fatto assumere ????

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