A chi non piace quanto stabilisce la legge di Stabilità (clicca qui per consultare il testo della legge di Stabilità 2016), fresca del varo del Cdm di giovedì scorso, in materia di revisione del sistema pensionistico, il premier Matteo Renzi sembra prospettare un bel ‘prendere o lasciare’. La minoranza Dem ha minacciato, infatti, di bloccare il provvedimento in Parlamento. Nel caso in cui non si dovesse così raggiungere l’accordo e il voto, la decisione del premier potrebbe propendere per la richiesta della fiducia.

Mentre sulla questione riguardante la riforma delle pensioni, Cesare Damiano, usa toni più pacati per incentivare l’approvazione di modifiche strutturali al sistema Fornero, c’è chi, come il deputato Alfredo D’Attorre, va duramente dritto al punto: ossia la necessità di cambiare al più presto e strutturalmente le soglie d’uscita dal lavoro stabilite dalla legge del 2011. La previsione in Stabilità 2016 di una ridotta flessibilità, equivalente alla possibilità di usufruire del part-time, sembra deludere le aspettative. Un altro punto bersagliato dalle critiche riguarda, poi, la mancata previsione di una soluzione ai cosiddetti precoci.

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Per questa precisa categoria di lavoratori, infatti, nessun intervento sembra prospettarsi né per il futuro, tanto meno per il presente. La sola proposta sul tavolo era giunta dallo stesso Damiano e coincideva con l’uscita dietro 41 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica. L’ipotesi, tuttavia, non soltanto è rimasta, al momento, lettera morta, ma nemmeno pare essere stata presa in considerazione dall’Esecutivo.

“Il Governo non solo non ha agito sul tema più caldo, la flessibilità in uscita, ma si è limitato a intervenire parzialmente anche sulle vertenze più specifiche, riguardanti determinate categorie di lavoratori”, è la critica che i delusi della riforma pensioni 2016 rivolgono all’Esecutivo e a quanto previsto in materia previdenziale.

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Sul tema esodati, continua a battersi anche il Presidente della Commissione Lavoro della Camera, Damiano, avendo previsto per oggi un’audizione con i Cobas, che punta a far cambiare l’attuale soluzione governativa che vuole estendere la sesta salvaguardia soltanto ad una parte di coloro che si trovano senza lavoro e senza pensione per via di accordi pre-legge Fornero. Anche per ciò che concerne la cosiddetta Opzione donna, ne è stata, sì, estesa la proroga fino al 31 dicembre 2015, tuttavia lasciando aperte sia le finestre mobili che l’adeguamento della speranza di vita.

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Chi protesta lamenta il fatto che con la nuova legge di Stabilità, in sostanza, la previsione del part-time sembra ridursi ad una soluzione valida per tutti tranne che per i lavoratori prossimi alla pensione; i lavoratori precoci saranno costretti ancora a lavorare; anche per tutto il 2016 rimarrà il problema degli esodati e infine persino l’Opzione donna viene fuori fortemente limitata.


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3 COMMENTI

  1. Ma nom si parla piu dell’opzione donna estesa agli invalidi 46-74%? E’ scomparsa del tutto questa ipotesi o c’e’ ancora qualche possibilita? Qualcuno mi dica al riguardo….grazie!

  2. Nel 2011 ho usufruito del congedo ai sensi della 151/2001, cosa che faccio ancora con la disabilità di mia moglie che galoppa essendo affetta da sclerosi multipla, c’è qualcuno che possa spiegarmi dove è la differenza rispetto a chi assiste un figlio disabile?

  3. Il governo si deve vergognare di quello che sta facendo a noi precoci , non è giusto dopo aver versato 41 anni di contributi ci buttano fuori dalla legge di stabilità, e’ ora che si cambia governo, sono dei maledetti porci

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