E’ stata diffusa dal Miur nei giorni scorsi una nota che consente alle scuole di presentare il nuovo strumento del PTOF, vale a dire il Piano Triennale dell’Offerta Formativa, entro il 15 gennaio 2016. Si è trattato, in parte, di una decisione obbligata dal momento che il termine per l’emanazione del documento, previsto originariamente dalla legge n. 107/2015 (della Buona Scuola) al 31 ottobre 2015, avrebbe messo in seria difficoltà le varie istituzioni scolastiche.

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In risposta ai numerosi dubbi che sono stati sollevati in merito alle ripercussioni dello slittamento, in primis sulle modalità con cui verranno effettuate le richieste e le assunzioni dei docenti della cosiddetta Fase C del piano di assunzioni straordinario, il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca si è affrettato a rassicurare che la nuova tempistica non ostacolerà le successive procedure che riusciranno comunque ad essere svolte in tempo per il prossimo anno scolastico.


Le incertezze, tuttavia, rimangono soprattutto su quale sarà il destino dei contingenti posti che dovrebbero essere messi a bando per il concorso scuola 2015-2016. Il rischio maggiore, infatti, è un eventuale posticipo del bando a data da destinarsi.

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Con la Buona scuola è stato istituito l’organico di potenziamento; il numero dei posti che dovrebbero essere messi a concorso viene inevitabilmente a dipendere da questo organico. Ciò che si rischia dunque con lo slittamento a gennaio 2016 del PTOF, responsabile di determinare all’interno delle singole scuole la domanda di docenti per consolidare l’offerta formativa e didattica , è la difficoltà a riuscire a stabilire i contingenti entro il 1° dicembre 2015, termine teoricamente improrogabile per l’emanazione del bando sul concorso scuola.

Una soluzione potrebbe coincidere con la pubblicazione del bando entro il 1° dicembre calcolando, però, i contingenti in maniera forfettaria, e comunque rischiando di far scaturire ulteriori precari per la seguente mancanza di posti reali.

Un’altra strada che potrebbe prendere il Miur potrebbe essere quella di un rinvio del bando al mese di gennaio con il rischio, però,  di non riuscire a svolgere in tempo le procedure per l’assunzione dei vincitori a partire dal 1° settembre 2016.


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