Dal prossimo lunedì il certificato di proprietà dell’auto diventerà digitale, il documento cartaceo si trasformerà in un codice, una password. L’Aci, Automobile club d’Italia, che rilascia l’attestato, presenterà ufficialmente la novità giovedì primo ottobre e già dal cinque entrerà in vigore. Ma di Aci e Pra, Pubblico registro automobilistico, si sentirà ancora parlare visto che, dopo la presentazione della Legge di Stabilità, il Governo dovrebbe portare in Cdm il primo pacchetto di decreti attutivi della riforma Madia, tra cui c’è anche il libretto unico, con dentro sia i dati sulla proprietà, competenza del Pra, sia quelli relativi alla circolazione, gestiti dalla Motorizzazione, che fa capo al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Intanto di sicuro tra una settimana esatta, le nuove pratiche avverranno in base a un certificato di proprietà (cdp) digitalizzato che permetterà di visualizzare le informazioni, finora disponibili solo su cartaceo, collegandosi ad internet. L’intensione dell’Aci è informatizzare tutta la burocrazia che accompagna la presa di possesso del veicolo (vale per auto, moto, scuter, rimorchi). Tutto verrà sintetizzato in un ‘codice di accesso’, che a regime, dovrebbe funzionare con ogni dispositivo elettronico (tablet, smartphone).

Si farebbe così un passo in avanti verso il libretto unico. Per l’Aci grazie alla digitalizzazione del certificato “non ci sarà più il rischio smarrimento, furto o deterioramento” tipico del pezzo di carta. E i cdp persi ogni anno sono 300 mila. Inoltre l’Automobile Club d’Italia stima un risparmio di “30 milioni” di fogli cartacei, “equivalenti a oltre 9.000 km di carta (come andare da Roma a Rio de Janeiro)”.


Quanto al progetto del Governo, la legge delega di riforma della P.A, diventata legge ad agosto, parla di una “riorganizzazione” delle amministrazioni competenti in materia di autoveicoli, così da abbassare i costi di gestione e realizzare “significativi risparmi” aprendo la strada a un’unica modalità di archiviazione dei dati, tecnici e giuridici, e quindi a una sola carta, anche attraverso l’eventuale trasferimento delle funzioni svolte dagli uffici del Pra al Mit, con la possibile istituzione di un’Agenzia ad hoc. In base a una prima ipotesi di dlgs le modifiche arriverebbero entro l’anno: per inizio 2016 il passaggio delle competenze, per l’estate il nuovo organismo e la carta unica dal costo di 29 euro (7 in meno rispetto ad oggi, che diventano 39 se si include l’eliminazione del bollo). Ma da ambienti vicini al dossier si apprende come il discorso debba essere ancora ampiamente approfondito, ancora è tutto aperto.

D’altra parte si tratta di un’operazione complessa. Tra l’altro, se si decidesse per l’accorpamento, ci sarebbe da gestire il trasferimento di circa 2.400 lavoratori addetti al Pra. C’è poi da definire la questione dei bolli, ora sono due perché due sono i documenti. Comunque vada l’esecutivo vuole far presto, tanto che venerdì scorso il sottosegretario alla Pubblica Amministrazione, Angelo Rughetti, ha fatto sapere che: “entro fine anno arriverà il decreto” e “da gennaio il certificato di proprietà non avrà più valore giuridico”.(ANSA).


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