Nei giorni 14 e 15 settembre scorsi, si è tenuto a Caserta, nella splendida cornice della Reggia vanvitelliana, il Convegno del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili sul tema: “La revisione legale dei conti. Novità e prospettive in ambito pubblico e privato”, organizzato insieme all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Caserta. Incontriamo il professor Raffaele D’Alessio, presidente della “Commissione principi di revisione” del CNDCEC, uno dei relatori nella seconda giornata di lavori.

Prof. D’Alessio, perché un convegno del CNDCEC sul tema della revisione legale dei conti?

I motivi del convegno sono tanti. La revisione assume infatti, oggi, nel nostro Paese, grande rilievo per la professione e, più in generale, per le istituzioni del capitalismo industriale avanzato.


In particolare, com’è noto, dal 1 gennaio 2015, con l’adozione dei principi di revisione internazionali “ISA Italia”, i professionisti sono chiamati a dotarsi di un nuovo approccio, prima di tutto interpretativo, e di nuovi strumenti per affrontare le sfide rappresentate dalle novità emergenti nell’ambito della regolamentazione del settore, fissata in primis con il decreto legislativo 39 del 2010.

Che cosa ha fatto il CNDCEC per mettere i propri iscritti in condizione di affrontare quella che lei dipinge come una sfida?

Più che una sfida, una vera e propria opportunità. Il CNDCEC lavora da anni su questo fronte.

Negli anni trascorsi, i principi internazionali di revisione hanno visto il Consiglio Nazionale in prima linea, giacché esso è stato il soggetto istituzionale che si è occupato della traduzione ufficiale del testo in italiano, con la collaborazione di Consob e di Assirevi. Attualmente, il Consiglio Nazionale è impegnato nell’attività di produzione di norme professionali. La “Commissione principi di revisione” – da me presieduta e attratta nell’area di delega “Principi contabili, principi di revisione e sistemi di controlli”, della quale è consigliere delegato Raffaele Marcello e co-delegato Andrea Foschi, che voglio qui ringraziare per il loro paziente, competente, severo lavoro di coordinamento – sta lavorando fin dal suo insediamento su tali norme. In particolare, nel luglio di quest’anno è uscito il nostro primo draft, il “Documento applicativo del principio di revisione (SA Italia) 250B”, unitamente ad alcuni utili allegati.

Il documento, che nasce dalla collaborazione tra Consiglio Nazionale e Assirevi, primo del suo genere, ha l’obiettivo di supportare il revisore nell’esecuzione e nella documentazione delle procedure in materia di verifiche della regolare tenuta della contabilità e riepiloga ulteriori procedure che il revisore, a seconda delle circostanze specifiche dell’incarico e in relazione al proprio giudizio professionale, potrà, di volta in volta, pianificare e svolgere.

In cantiere, c’è lo sviluppo di un caso, nel quale, a partire da un’azienda reale, si mostri la revisione “in action”, con la concreta applicazione di calcoli, strumenti, tecniche, giudizi professionali. Crediamo possa essere un utile ausilio, specialmente per introdurre chi non si è ancora occupato di revisione nel contesto linguistico, operativo e computazionale di questo affascinante “mestiere”.

In secondo luogo, l’art. 5, comma 1, del D.Lgs. 39/2010 impone ai revisori specifici obblighi di formazione. La formazione professionale per la revisione vede, di nuovo, il Consiglio Nazionale protagonista nel promuovere iniziative ed eventi. Inoltre, il Consiglio Nazionale ha predisposto un “Progetto per la costituzione di Scuole di Alta Formazione” per soddisfare una pluralità di fabbisogni informativi dei propri iscritti. Tali SAF avranno proprio il ruolo di svolgere, in modo sistematico, attività formativa nei vari ambiti di interesse della professione.

Infine, uno dei tanti aspetti che merita di essere evidenziato è che questi nuovi principi internazionali di revisione costituiscono la piattaforma sulla quale verrà presto costruito l’atteso sistema dei controlli della qualità previsto dallo stesso D.lgs. 39/2010. Le verifiche della qualità, cui saranno sottoposti periodicamente gli iscritti al registro dei revisori, includeranno, tra le altre cose, una valutazione della conformità del lavoro svolto agli ISA Italia e ai principi di indipendenza applicabili. I controlli della qualità rappresentano il vero aspetto innovativo dell’intervento riformatore della disciplina sulla revisione legale dei conti attuato nel 2010. Disciplina alla quale, tra l’altro, bisognerà presto rimettere mano in considerazione dell’intervenuta approvazione da parte dell’Unione europea di una nuova direttiva in materia di revisione che gli Stati membri sono chiamati a recepire entro il 17 giugno 2016.

In questo convegno si è parlato molto del cosiddetto principio di scalabilità. Ci può spiegare in che cosa consiste?

Il problema riguarda le PMI – il tessuto connettivo del sistema economico italiano – le quali presentano peculiarità che ostacolano, oggettivamente, il pieno dispiegarsi della strategia di revisione disegnata negli ISA Italia. Le PMI presentano, infatti, minore complessità organizzativa, più limitata separazione delle mansioni, maggiori interferenze del “proprietario-amministratore” rispetto alle imprese di maggiori dimensioni (prevalenti nei paesi del capitalismo anglosassone, dove ha origine la cultura dell’auditing); insomma, difettano di molti dei requisiti di struttura e di funzionamento dei sistemi di controllo interno. Di conseguenza, il modello operativo di riferimento – basato sull’approccio al rischio – denuncia, di solito, un livello massimo del rischio connesso ai difetti di quei sistemi (cioè una loro incapacità di prevenire e/o di scovare o correggere gli errori e le frodi contabili) e, quindi, suggerisce ai revisori impegnati nelle PMI di rinunciare alle procedure di conformità e di privilegiare quelle di validità. Nei fatti, se la vasta platea delle imprese italiane – la maggioranza assoluta, in termini di numerosità e di valore aggiunto prodotto – appare un destinatario non solo “su scala ridotta”, sul piano quantitativo, ma anche “diverso”, sul piano qualitativo, rispetto alle grandi imprese immaginate come riferimento per la piena ed efficace applicazione del corpus dei principi internazionali di revisione, anche i professionisti incaricati della revisione legale dei bilanci di quelle imprese si trovano a utilizzare un set di principi, strumenti e tecniche non pienamente proporzionato rispetto ai propri clienti.

Perché è così importante per i commercialisti impegnati nella revisione il principio di scalabilità?

L’affermazione del principio della scalabilità dei principi internazionali di revisione, nel senso che ho spiegato prima, rappresenta, per il Consiglio Nazionale, un punto fermo nella propria azione di dialogo con il legislatore in quanto le due differenti soluzioni – i due estremi di un continuum di soluzioni normative possibili, potremmo dire – che sono stati prospettati (da una parte l’integrale applicazione degli ISA Italia anche alle PMI, dall’altra parte l’eliminazione di ogni forma di revisione, e quindi anche dei relativi incarichi) appaiono entrambi onestamente inaccettabili e, a ben vedere, inadeguati se calati nella realtà economica italiana odierna.

***

Nell’ambito del convegno di Caserta, è stato poi presentato il volume, promosso e curato dalla “Commissione principi di revisione” del CNDCEC, dal titolo “La revisione legale negli ISA Italia. Manuale operativo per il revisore legale e il sindaco di società”.

Chiediamo al professor Antonelli, uno dei curatori e co-autori del volume, qualche informazione al riguardo.

Professor Antonelli, perché un volume sulla revisione legale dei conti?

Si tratta di una recente iniziativa del CNDCEC che ha stimolato la redazione di un volume dedicato agli ISA Italia, in vista della loro applicazione alle PMI, l’ambito nel quale opera la maggior parte dei commercialisti italiani. Il volume, edito per i tipi di Maggioli, è curato da Raffaele Marcello, consigliere nazionale con delega ai “Principi contabili, principi di revisione e sistemi di controlli“, da Raffaele D’Alessio, presidente della “Commissione principi di revisione” del CNDCEC, da Ermando Bozza, membro della stessa commissione, e dal sottoscritto. Gli autori dei capitoli di cui consta il volume sono anch’essi, in prevalenza, componenti della “Commissione principi di revisione”.

Quali sono i principali contenuti del volume?

Il volume intende, da una parte, seguire in modo rigoroso i dettami del sistema degli ISA Italia e, dall’altra, adattarli alla realtà delle PMI. Per questo, nelle sue 1800 pagine, esplora gli aspetti giuridici, teorici (i concetti fondamentali della revisione) e pratici della revisione. In particolare, si sofferma sulle fasi del processo di revisione e presenta i principali strumenti e tecniche, spesso poco conosciuti al grande pubblico dei commercialisti.

Nel volume è pubblicizzato un software per la revisione. Che cosa ci può dire al riguardo?

Il software, curato dal prof. D’Alessio e da me, e sviluppato da Maggioli si propone di accompagnare il professionista in tutte le fasi del processo di revisione legale o di vigilanza. Il software è stato sviluppato avendo in mente il lavoro del collegio sindacale, del sindaco unico, ma anche e, perché no, di piccole o medie società di revisione.

Il software, in particolare, guida il professionista in tutto il processo di revisione, dalla elaborazione del preventivo fino alla composizione della relazione di revisione. Consente anche di importare bilanci e piani dei conti, di riclassificarli e di eseguirne le tipiche analisi.

L’interfaccia utente è semplice e personalizzabile. Il team di ingegneri software che Maggioli ha dedicato a questo progetto ha studiato un’interfaccia moderna ed intuitiva e con un pratico help on line. In questo modo, il professionista viene guidato lungo le attività di revisione legale previste dai principi ISA attraverso una successione di “procedure guidate” e proponendo template standard che possono essere personalizzati e riutilizzati.

Dal punto di vista dell’architettura software si è scelta una soluzione cloud e quindi:

  • non occorre installare nulla
  • è utilizzabile da più operatori contemporaneamente
  • non è necessario effettuare back up
  •  è sufficiente un PC con connessione ad internet ed un browser web (Chrome, Firefox etc.).
  • è accessibile anche da tablet, per consentire di lavorare in piena mobilità ed organizzare e monitorare agevolmente il lavoro del team. Ad ogni accesso, si avrà a disposizione sempre l’ultima versione aggiornata eliminando anche la preoccupazioni legate alla sicurezza dei dati che verranno conservati in maniera sicura sul cloud.
  • è collaborativo, si può infatti costruire il team di revisione invitando tutti i collaboratori ed organizzando le rispettive attività anche in luoghi diversi e contemporaneamente.

 

 LA REVISIONE LEGALE NEGLI ISA ITALIA

LA REVISIONE LEGALE NEGLI ISA ITALIA

D'Alessio - Antonelli - Marcello - Bozza, 2015, Maggioli Editore

Ideato e progettato con il decisivo apporto della Commissione nazionale "Principi di Revisione" del CNDCEC, questa nuovissima Opera si configura come un fondamentale strumento operativo per effettuare la revisione legale dei bilanci nelle società, alla luce dei nuovi principi ISA Italia...




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