E’ in vigore da venerdì scorso la riforma della pubblica amministrazione 2015, altrimenti nota come legge 124/2015 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dello scorso 7 agosto.

Tra le novità ora in corso di effettività, aspettando i decreti attuativi, le nuove norme su silenzio assenso, le facoltà di conferire incarichi ai pensionati, le modifiche per i dipendenti pubblici in fatto di conciliazione di tempi di vita e di lavoro. Allo stesso modo, prende vita la nuova disciplina sull’autotutela della pubblica amministrazione.

 


Le novità nella riforma

Al governo vengono affidate addirittura 15 deleghe, a partire dalla scrittura di un nuovo testo unico sul pubblico impiego, con introduzione di nuove specifiche per i dipendenti al fine di definire in maniera precisa i tempi di esercizio dell’azione disciplinare.

Cittadini. Nasce la carta della cittadinanza digitale, dove saranno stilati i livelli minimi di qualità dei servizi della pubblica amministrazione online; nel nuovo sistema, dovrebbe diventare possibile pagare multe e bollette entro i 50 euro con un semplice sms.

Vengono inoltre concessi 90 giorni di tempo alle amministrazioni che hanno come prerogativa la tutela del paesaggio e della salute pubblica, prima che scatti il silenzio assenso: in aggiunta, qualora emergano controversie tra enti centrali delo Stato, toccherà al presidente del Consiglio dirimere la questione dopo un passaggio in Cdm.

Imprese. Freme il comparto produttivo per il taglio dei termini fino al 50% in relazione alla conclusione delle procedure su opere di interesse generale o riguardo a interessi produttivi

Dirigenti. Cambiamenti importanti in arrivo anche per i manager della PA, che saranno suddivisi in tre categorie,a seconda dell’area di impiego – Stato, regioni e enti locali – e potranno rimanere in carica fino a quattro anni, saranno selezionati sulla base del merito e della formazione continua a cui saranno sottoposti. Sarà sufficiente una condanna non definitiva emessa dalla Corte dei conti per danno erariale, a rendere attuabile la revoca. Per i dirigenti in odore di licenziamento, rimarrà valida la possibilità di lasciare passando a semplici funzionari.

Tagli. Addio al Corpo Forestale dello Stato, che verrà assorbito in parte dai Carabinieri e per le competenze sugli incendi dai Vigili del Fuoco. Le Camere di Commercio vengono quasi dimezzate da 105 a 60, mentre le Prefetture saranno anch’esse ridotte, ma verranno comunque affiancate dall’Ufficio territoriale dello Stato. La questione delle partecipate dovrà essere affrontata con un decreto attuativo ad hoc.

 

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