Sono ore decisive per il destino della Grecia. Dopo il faticoso accordo trovato ieri all’Eurosummit cui hanno partecipato tutti i primi ministri dei Paesi aderenti all’Unione europea, ora tocca ad Atene ratificare i dettagli dell’intesa sottoscritta a Bruxelles.

Come anticipato già ai partecipanti e poi come riportato dai vari organi di stampa, il prezzo che la Grecia dovrà pagare per evitare il default e non uscire dall’euro è altissimo.

Al momento, Atene riceverà un piano di aiuti superiore a 80 miliardi di euro, ma si impegna a mettere in atto un programma da lacrime e sangue, approvandolo nell’arco delle prossime 48 ore. Ecco in cosa consiste l’accordo tra troika e Grecia:


Riforma Iva. Via agevolazioni per alcune categorie, aliquota standard del 23% sulle isole e sistema a tre aliquote da 23, 13 e 6%.

Pensioni. L’età pensionabile entro il 2022 passerà a 67 anni, o 62 con 40 anni di contributi. Una riforma che ha molti punti in contatto con la legge Fornero di fine 2011. Dovranno anche essere neutralizzate le decisioni che annullarono i tagli agli assegni da parte della Consulta ellenica.

Conti pubblici. Atene dovrà mettere in pratica in misura immediata il Consiglio di bilancio introducendo misure di riduzione automatica in caso di scostamenti dagli scopi di avanzo primario.

Codice di procedura civile. Tsipras ha tempo fino al 22 luglio per adottare un sistema di regole al fine di ridurre i tempi di attesa nella giustizia civile, garantendo il rispetto dei contratti e della certezza dei pagamenti.

Banche. C’è tempo fino al 22 luglio per il Parlamento greco per il recepimento della direttiva che stabilisce come, dal 2016, eventuali salvataggi di istituti di credito non dovranno gravare sulle casse pubbliche, ma su azionisti e creditori innanzitutto, passando poi ai correntisti sopra i 100mila euro come definito nell’accordo che legittima il prelievo forzoso anche in Italia.

Mercato. Più aperture la domenica, più sconti per i consumatori, più apertura in settori come le proprietà delle farmacie, oltre che all’accesso di professioni fino a oggi troppo chiuse.

Lavoro. Il governo greco dovrà varare il proprio Jobs Act, riscrivendo la contrattazione collettiva e le regole sui licenziamenti, come già avvenuto in Italia prima con la riforma Fornero e poi con la legge Renzi-Poletti.

Privatizzazioni. L’Europa chiede ad Atene di dare vita a un fondo indipendente in cui inserire i capitali statali da esternalizzare, pari a 50 miliardi di euro di valore, derivanti per metà dalla ricapitalizzazione delle banche a seguito dell’accordo, per l’altra frazione in parti uguali da investimenti e riduzione del debito.

Troika. L’impegno di Atene è anche quello di un ritorno in pianta stabile nel suolo greco delle istituzioni economiche e monetarie internazionali. Viene comunque riconosciuta la difficoltà in cui versa l’economia greca e l’eurogruppo si dice pronto a valutare misure a sostegno delle riforme nel Paese mediterraneo.

 

 


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