Alla fine il governo ci prova comunque. Dopo il durissimo braccio di ferro nei giorni scorsi, il presidente del Consiglio Renzi e il ministro Giannini hanno deciso di presentare il maxiemendamento che taglia in un sol colpo gli oltre 3mila interventi proposti dai partiti politici, che avrebbero rischiato di affossare definitivamente la riforma della scuola. Giovedì poi, in aula, il voto di fiducia che dovrebbe accelerare radicalmente il cammino parlamentare della “Buona scuola”.

E non è tutto: sarebbero confermate, almeno a quanto trapela in queste ore, anche le famose 100mila assunzioni. Una promessa che, però, deve scontrarsi con una realtà che vede il testo – forse definitivo – arrivare in aula alla fine del mese di giugno, a meno di due mesi dal giorno in cui tutti i precari dovrebbero entrare in ruolo e con i tempi davvero ridotti all’osso.

Ma l’innesto dei docenti non avverrà come annunciato inizialmente, cioè in un solo colpo entro il prossimo primo settembe. A quanto pare dal testo del maxiemendamento, vengono previste due fasi di immissione degli insegnanti alle prese da troppi anni con le celeberrime graduatorie a esaurimento.


Nel breve periodo, dovrebbero entrare in ruolo circa 45mila precari, frutto del turnover fisiologico di 20-22mila unità di docenti, più una frazione equivalente di nuove assunzioni. I restanti 55mila dovrebbero essere entrati in ruolo complessivamente entro il settembre 2016, di modo che i nuovi ranghi della scuola dovrebbero essere al completo per l’avvio dell’anno scolastico 2016/2017.

Si tratta di una decisione drastica ma, come si diceva poc’anzi, necessaria per via dei tempi troppo ristretti. Considerando, infatti, che il testo del maxiemendamento è al primo passaggio parlamentare, potrebbero passare ancora alcune settimane prima del via libera definitivo alla riforma della scuola.

Con il mese di agosto alle porte, poi, esaurire le pratiche per l’inserimento di 100mila nuovi insegnanti sarebbe davvero un’utopia, come è apparso nei giorni scorsi, tanto che lo stesso premier Renzi non ha tardato ad additare le opposizioni, ree di aver presentato oltre 3mila emendamenti al solo scopo di fare ostruzionismo in commissione e bloccare così la riforma.

Presidi. C’è poi il capitolo dei dirigenti scolastici, che ha tenuto banco nei mesi scorsi per il troppo potere che verrebbe affidato loro nella selezione dei docenti. Ora, viene stabilito che i vertici degli istituti scolastici vengano a loro volta valutati per gli oggettivi benefici che avranno apportato al sistema educativo con le loro decisioni. Un modo per evitare l’eccessivo margine di discrezionalità lamentato nella seleizone dei futuri insegnani nel sistema educativo statale.

VAI AL TESTO DEL MAXIEMENDAMENTO


CONDIVIDI
Articolo precedenteJobs Act, mail e cellulari spiati? Il Garante privacy dice no al decreto
Articolo successivoAi politici nessun incarico di consulenza

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here