Riforma della scuola, ricomincia il balletto in Parlamento tra governo e opposizioni, mentre i giorni continuano a passare e l’ingresso in ruolo di 100mila precari sembra ormai un miraggio. E ora, esplode anche la grana Tfa.

E’ ripreso oggi in Commissione Cultura al Senato l’esame del disegno di legge “La buona scuola”, riforma che il governo ha presentato in consiglio dei ministri tre mesi fa e che, anocra oggi, non ha completato un solo passaggio nelle aule parlamentari. Anzi, ha iniziato a muovere i primi passi nelle scorse settimane, quando il premier Renzi è uscito scagliandosi contro la valanga di emendamenti.

Sarebbero circa tremila le proposte di modifica consegnate da un po’ tutte le forze politiche in commissione a palazzo Madama, un numero mostruoso che, ovviamente, non ci sarebbe modo di esaurire in tempo per una prima approvazione che richiederà almeno un ulteriore salto alla Camera dei deputati.


Ora, dunque, il governo sta meditando se additare la colpa delle mancate assunzioni ai partiti rei di aver commesso il più classico degli ostruzionismi, con una raffica di proposte di modifica volte essenzialmente a rallentare l’iter e mettere in difficoltà l’esecutivo, oppure se, in extrema ratio, procedere con un maxiemendamento e un voto di fiducia.

Nei giorni scorsi, si è tenuto un vertice a palazzo Chigi tra l’entourage ristretto del presidente del Consiglio e il ministro della Pubblica istruzione Stefania Giannini dove è stata presa in considerazione anche questa possibilità. Ancora, però, di decisioni ufficiali non ce ne sono e il tempo continua a scorrere inesorabile.

Così, l’ultima dichiarazione sul ddl di riforma della scuola pronunciata dal premier Renzi è quella secondo cui, se non ci sarà il tempo di approvare definitivamente la nuova legge, si procederà alle sostituzioni in programma nel normale turnover, con l’innesto di circa 20-22mila nuovi docenti che saranno presi dalle graduatorie a esaurimento. Una posizione che, comunque, non convince i partiti di opposizione, i quali, Vendola in testa chiedono a gran voce il varo di un decreto legge per completare le assunzioni e dare così risposta alla sentenza della Corte europea.

Tfa e nuovo concorso

Intanto, arrivano nuove nubi all’orizzonte per Renzi e il ministro Giannini. Il Coordinamento nazionale abilitati Tfa, infatti, avverte il momento critico, con il rischio di essere soppiantati da schiere di altri precari o supplenti.

Così, nelle ultime ore è stato diffuso un duro comunicato in cui l’organizzazione di rappresentanza dei “tieffini” esprime il proprio sconcerto sulla norma voluta dal governo che riserverebbe il 50% dei posti nei futuri concorsi a tutti coloro che abbiano alle spalle non meno di 36 mesi anche non continuativi negli istituti pubblici.

Secondo i rappresentanti degli abilitati Tfa, una simile regola sarebbe iniqua per chi abbia lavorato nelle paritarie e poco in linea con le richieste della Corte europea, che parlava di 36 mesi su posto vacante e disponbile, non “36 mesi comunque siano”.

VAI ALLO SPECIALE RIFORMA SCUOLA


CONDIVIDI
Articolo precedenteDelega fiscale al traguardo: ecco i sei nuovi decreti attuativi
Articolo successivoRifiuta di visitare il paziente in pronto soccorso. Inutile invocare i protocolli: medico condannato

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here