Jobs Act: ora i datori di lavoro potranno controllare pc, telefonini e comunicazioni del proprio dipendente. Mentre la riforma del lavoro si avvia alla conclusione, ecco l’aggiornamento che non ti aspetti.

La nuova norma, che dovrebbe essere contenuta nel decreto legislativo sulle semplificazioni in materia di lavoro, una delle deleghe che l’approvazione del Jobs Act ha affidato al governo in tema di aggiornamento della normativa occupazionale e ha ricevuto giovedì 11 giugno l’ok del Consiglio dei ministri.

Mentre non si è ancora valutato appieno l’impatto di un altro decreto che dovrebbe rivoluzionare i rapporti di forza tra lavoratore e proprietà, come quello sul demansionamento, dunque, si affaccia una novità sicuramente poco gradita a coloro che si troveranno, di fatto, spiati nelle comunicazioni intercorse in orario di lavoro.


QUI LA CIRCOLARE SUL JOBS ACT

La modifica dovrebbe interessare l’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori, quello che riguarda la normativa sui controlli a distanza. Ufficialmente, scopo del governo è quello di aggiornare il testo di una legge varata ormai 45 anni fa, quando naturalmente i mezzi tecnologici e di comunicazione erano assai diversi da oggi. Ma l’impressione, da quelle che sono le anticipazioni disponibili, è che si stia andando verso una nuova stretta nei confronti dei lavoratori.

Al momento, il governo starebbe prendendo in esame una nuova formulazione dell’articolo in questione, che distingua tra controlli sugli impianti, che dovrebbero restare vietati salvo autorizzazioni particolari, da quelli sugli strumenti di lavoro, i quali, invece, dovrebbero diventare consentiti senza alcun provvedimento preliminare.

In sostanza, pc, tablet, telefonini aziendali potranno essere oggetto di controlli a distanza senza dover passare attraverso l’ok dei sindacati o dell’ispettorato del lavoro. Unica condizione richiesta al datore di lavoro, un documento informativo sulla policy di controllo messa in pratica dall’azienda.

Consolazione per i dipendenti, se questo dovesse rimanere il quadro generale, è il divieto ancora in vigore di riprendere i dipendenti con telecamere a circuito chiuso per controllare l’operosità, salvo che questa non venga concessa per ragioni di sicurezza d’accordo con le organizzazioni sindacali.

Certamente, una simile disposizione, combinata con la nuova disciplina dei licenziamenti senza giusta causa, lascia aperti molti dubbi che l’esigenza reale non sia soltanto quella di aggiornare una legge sicuramente obsoleta, ma anche quella di dare in mano ai datori di lavoro uno strumento in più per sbarazzarsi di lavoratori poco graditi.

Naturalmente, per qualsiasi conclusione è bene attendere il decreto legislativo che dovrebbe essere pubblicato entro breve in Gazzetta Ufficiale, andando così a completare la riforma del Jobs Act.

I TESTI DEI DECRETI PUBBLICATI

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