Riforma pensioni, continua ad allargarsi il coro dei favorevoli nel governo a un intervento diretto per cambiare per sempre la legge Fornero. Questa volta, a prendere parola a favore di una contro riforma è lo stesso ministro del Lavoro Giuliano Poletti, che conferma come il 2015 sarà l’anno in cui si metterà mano finalmente ai requisiti per lasciare il lavoro, immutati dall’approvazione del decreto salva Italia.

Proprio il ministro che più di ogni altro sembrava, qualche tempo fa, meno nelle grazie del premier, è arrivato a suonare la carica sulle novità da introdurre nella legge sul welfare al fine di rendere più agevole andare in pensione ai lavoratori più anziani e, insieme, garantire un adeguato ricambio nei posti di lavoro che non blocchi l’avvicinamento dei giovani al mercato.

Sono queste le due grandi questioni che stanno dietro alla possibile riforma delle pensioni 2015, più volte annunciata anche dallo stesso premier Matteo Renzi e poi confermata nei giorni passati anche dal titolare del dicastero di via XX Settembre, Pier Carlo Padoan.


Se i primi due si erano limitati a confermare la linea espressa dal presidente Inps Tito Boeri, cioè nell’orientamento di voler concedere un pensionamento anticipato ai lavoratori che ne facciamo richiesta, con una penalizzazione nell’assegno percepito dall’Inps almeno nelle prime annualità. Platea dei destinatari, nelle intenzioni espresse da Renzi, Boeri e Padoan dovrebbe essere quella fetta di lavoratori che, pur non avendo maturato i requisiti contributivi, si trovano comunque in possesso di quelli anagrafici.

Questa volta, invece, il ministro Poletti è andato ancora più nello specifico, ipotizzando un intervento più a largo raggio tale da garantire il ricambio generazionale che potrebbe costituire la leva fondamentale per rilanciare definitivamente un mercato, quello dell’occupazione, che inizia a dare i primi segni di vita dopo lunghi mesi di risultati negativi.

“Stiamo studiando un tema di staffetta generazionale per connettere l’entrata di giovani nel processo produttivo all’uscita di chi è vicino alla pensione”. Queste le parole del ministro Poletti, che ha però confermato come, anziché nei mesi estivi come inizialmente annunciato i correttivi alla legge Fornero dovrebbero arrivare nella futura legge di stabilità 2016.

“Bisogna trovare un punti di equilibrio tra le condizioni della finanza pubblica, i vincoli che abbiamo e la necessità di fare un’operazione equa e coerente. È un’operazione complessa ma la faremo”.

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12 COMMENTI

  1. politici che non sanno cosa vuol dire sporcarsi le mani ho compiuto 57 anni e ho fatto sempre il carrozziiere come verniciatore di veicoli industriali dal qualche anno ho problemi seri alee ginocchia una atrosi degenerativa di iv grado cioe il massimo non riesco piu a stare in piedi l imps mi hanno riconosciuto una invalidita del 50% con il collocamento mirato quello che voglio chiedere se con questa riforma delle pensioni potro andare in pensione avendo maturato 38 anni di contributi e con quale riduzione

  2. Penso che i nostri politici ( non per colpa dei governanti attuali) si trovano oggi in una situazione imbarazzante e complicata dopo anni e anni di continui furti ruberie corruzioni ecc…ecc… Ai danni di noi cittadini .non abbiamo più aggettivi ne tempo da perdere dietro alle loro pagliacciate .ma non capite che 40 anni di lavoro sono più che sufficienti? e se ci va bene salute permettendo con più o meno acciacchi seri o molto seri ,riusciamo a goderci un po di pensione!!!!!!!!

  3. Sono quarantuno anni che lavoro ho le braccia distrutte non ne posso più” ho paura che facciano qualche porcheria per bloccarmi ancora voglio poter vivere non sempre lavorare anche quando non si sta bene quarantuno sempre sempre al lavoro sensa mai mancare bastanoooooooo

  4. A 62 anni io avro’ maturato 42 anni di contributi. La Mia pensione sara’ dello stesso importo di chi ha lavorato 35 anni? Per quale motivo devo lavorate di piu? Speriamo non facciano altre cazzate.Grazie. Fabrizio

  5. 41 anni di contributi sono più che sufficienti per andare a
    goderti la tanto sospirata pensione

  6. stanno massacrandoci sempre sulle pensioni
    e loro continuano a rubare
    a prendersi i vitalizi
    a farsi curare a spese nostre
    i parlamentari e i senatori si ossono rifare tutto a spese nostre
    e poi poi

  7. io sono favorevole alla quota 100 senza decurtazioni oppure 35 anni di lavoro e 62 di eta ma con decurtazioni minime non il 20-30% della pensione al 66 anni

    ciao Teresa

  8. Bravo Pippo, concordo pienamente.Stanno girando e rigirando……, alla fine sarà un’ ulteriore battosta. Siamo veramente stanchi…….., prima le quote fino al 31/12/2011, poi anni 60 di età o 40 anni di servizio a prescindere dell’età, poi 41 anni e 10 mesi con minimo 62 anni di età, adesso 62 anni di età e 35 di servizio penalizzati in relazione ai 66 anni di età. E poi la chiamano pensione anticipata……..| Sono veramente all’ estremo. Considerato che noi donne di oltre 60 anni non abbiamo goduto dei benefici, sia chiaro sacrossanti e onorevoli, previsti dalle più recenti norme sulla maternità e sulla legge per l’ assistenza ai familiari gravemente ammalati. Io per assistere i familiari gravemente ammalati, quando erano in vita, mi sono mangiata le ferie per tanti anni. Chissà se lor signori, fornero in primis, lo sanno…

  9. ” Platea dei destinatari, nelle intenzioni espresse da Renzi, Boeri e Padoan dovrebbe essere quella fetta di lavoratori che, pur non avendo maturato i requisiti contributivi, si trovano comunque in possesso di quelli anagrafici.”
    Voglio sperare che quanto virgolettato sopra ed estratto dall’articolo “Riforma pensioni: ufficiale, nel 2015 cambierà la legge Fornero”, corrisponda poi a realtà,perchè i veri lavoratori precoci,cioè quelli che hanno iniziato a lavorare a 15,16,o 17 anni e per tutto il periodo hanno versato regolarmente i contributi, non possono lavorare per 45 o più anni continuando a mantenere le pensioni di chi ne ha fatti molti di meno.
    Quindi o 41 anni senza penalizzazioni,oppure si lasci la legge Fornero come sta!

  10. Per pochi mesi ho perso la possibilità di andare in pensione con il sistema retributivo. Se andassi in pensione prima dei 66 anni e sette mesi, che compirò nel 2018, perderei il 55% del mio stipendio attuale!!! Altro che piccola riduzione…..come dice il Presidente del Consiglio!

  11. Penso che sia importante capire che chi ha lavorato in officina o in fabbrica per 41 anni
    ne abbia abbastanza . Bisognerebbe anche creare nuovi posti di lavoro per i nostri
    ragazzi , andando obbligatoriamente in pensione. Il sistema di part-time lavoro pensione
    negli ultimi anni di lavoro , potrebbe aiutare l’inserimento dei giovani al lavoro.
    E poi basta con sta storia che si campa di piu’, dipende da che hai fatto nella vita, e’ sufficente guardare i manifesti mortuari ….00

  12. Non e’ equo un tentativo di riforma Fornero tenendo conto della sola eta’ . Si deve tenere conto anche della anzianità’ contributiva. Credo che quota 100 sia un compromesso onorevole che salva un quadro complesso. Se come si vuol fare si anticipa a 62 anni con almeno 35 anni di anzianità’ contributiva, si escludono lavoratori anche con 40 anni di contribuzione con meno di 62 anni di eta’. Che ci pensino bene prima di fare altre minghiate.

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