Approvata ieri la riforma della scuola alla Camera con 316 sì e 167 no. Sono serviti due mesi dalla presentazione in Consiglio dei ministri, ma alla fine il ddl “La buona scuola” ce l’ha fatta e, ora passa al Senato. Ma per i precari è già corsa contro il tempo.

Già, perché il governo, dopo un parziale tentennamento nella giornata di martedì, ha infine confermato l’impegno per l’assunzione dei 100mila precari annunciati quando il disegno di legge venne presentato lo scorso mese di marzo.

Da allora, però, altri due mesi sono alle spalle e, soprattutto, manca ancora almeno un passaggio parlamentare per la definitiva approvazione del disegno di legge voluta dal premier Renzi e dal ministro Giannini.


Evidente, insomma, che il margine per l’ingresso in cattedra di 100mila nuovi insegnanti al prossimo primo settembre sia già risicatissimo: se si pensa, infatti, ai tempi necessari per il passaggio in Senato del ddl, prima in Commissione e poi in aula, ammesso e non concesso che non intervengano ulteriori modifiche, più i vari provvedimenti tecnici per l’inserimento dei nuovi docenti e le fisiologiche vacanze di agosto, si intuisce il perché tutti i membri delle graduatorie a esaurimento stanno già contando i giorni.

Arriveranno da quel bacino sterminato, infatti, i nuovi assunti nel sistema scolastico, su cui il governo ha voluto assicurare nuovi innesti al fine di esaurire il prima possibile le liste dei supplenti e dei professori a chiamata, che hanno bloccato per anni il ricambio nelle scuole italiane.

In ordine, toccherà innanzitutto ai vincitori senza cattedra del concorso 2012, poi le graduatorie provinciali a esaurimento per la scuola primaria e secondaria. I neo assunti potranno entrare nell’albo regionale dopo aver presentato regolare domanda.

Le altre novità nel ddl

Dirigente scolastico. Molte delel polemiche sorte intorno a questo disegno di legge riguardano le figure dei super presidi, che potranno scegliere le figure da inserire nelle scuole in base a curriculum e piano dell’fferta formativa, al fine di evitare favoritismi. Anche gli aspiranti insegnanti potranno proporsi per entrare in organico in una determinata scuola.

Autonomia scolastica. Viene incrementato il ruolo dei singoli istituti, rirpendendo un principio già legiferato nel 2000 e mai attuato per carenza di fondi.

Edilizia. Per il triennio 2015-2018, viene istituito un nuovo fondo per l’edilizia scolastica pari a circa 4 miliardi di euro.

Tfa. Novità importanti anche per quanti abbiano frequentato un Tiricinio formativo attivo negli ultimi anni: approvato un ordine del giorno presentato dalla deputata del Pd Anna Ascani al riconoscimento del punteggio commisurato per tutti i “tieffini” che abbiano ottenuto l’abilitazione tramite questo percorso, in sede di valutazione titoli per concorso pubblico.

Qui il testo della riforma

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