Riforma della scuola, oggi è il giorno della verità alla Camera dei deputati. Dopo alcuni giorni caldissimi in cui si è votato in maniera forsennata articolo per articolo, è attesa in giornata l’approvazione del ddl “La buona scuola”. Timore ieri per le norme sui precari, ma oggi dovrebbe tutto essere confermato nell’ok dell’aula.

Nelle scorse settimane, si ricorderà, sui banchi di scuola è montata la protesta di insegnanti e studenti che, nell’arco di pochi giorni, hanno dato vita, da una parte, a uno sciopero generale tra i più partecipati degli ultimi anni, con l’appoggio di tutte le sigle sindacali, e, dall’altra, i più integralisti tra i docenti hanno addirittura invitato gli alunni a boicottare le prove Invalsi.

L’ultima minaccia, poi, avrebbe dell’inaudito: dovesse passare la nuova legge sulla scuola, hanno promesso alcuni professori, si verificherebbe un blocco degli scrutini. Il governo non si à lasciato intimidire e ha portato avanti con testardaggine la propria riforma.


Proprio ieri, però, è avvenuto un episodio che ha fatto temere il peggio su quello che è il fronte più delicato dell’intero impianto di rinnovamento del sistema scolastico: l’accantonamento temporaneo degli articoli relativi al piano di assunzione dei precari.

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E’ risaputo, infatti, che il principio scatenante la riforma della scuola sia stato quello della sentenza della Corte europea che ha intimato al nostro Paese di procedere all’assunzione degli insegnanti precari che, negli ultimi anni, hanno ingrossato a dismisura le graduatorie a esaurimento da cui sono stati pescati all’occorrenza supplenti e docenze annuali.

Ebbene, il governo ha promesso di inserire in ruolo entro il prossimo settembre, dunque in tempo per l’avvio del nuovo anno scolastico, 100mila nuovi insegnanti, andando proprio a selezionare tra i più longevi. Fuori dal computo, per esempio, dovrebbero rimanere i vincitori senza cattedra del concorso 2012 dell’allora ministro Profumo.

Ebbene, ieri, nel corso delle votazioni alla Camera, l‘articolo 10 con le regole per l’assunzione dei precari è stato accantonato, in attesa di una nuova formulazione concordata con gli esponenti della Commissione istruzione finalizzato a includere anche gli insegnanti di educazione fisica.

Avanti a fatica, poi, anche gli altri capitoli. Rimane saldo il principio dei super presidi, che hanno ottenuto il via libera dell’aula, mentre la norma sul 5 per mille è servito da “merce di scambio” all’interno del Pd per il ritiro di un emendamento da parte della minoranza in opposizione alle scuole paritarie.

Si è levata la protesta delle opposizioni, con, in testa, il MoVimento 5 Stelle e Sinistra, Ecologia e Libertà. Le dichiarazioni di voto finali inizieranno alle 11.30, il voto finale nel primo pomeriggio.

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