Riforma della pubblica amministrazione 2015, il giorno decisivo per l’approvazione in Senato. E’ arrivato finalmente in aula il testo del nuovo disegno di legge chiamato a ridefinire i contorni del settore pubblico in Italia.

Dopo nove mesi di anticamera tra le varie commissioni, dunque, il provvedimento arriva infine al dibattito e alla votazione in questo primo e non definitivo passaggio parlamentare. Si tratta, comunque, di un’accelerazione importante, che ha posto fine allo stallo prolungato dalla scorsa estate.

I punti principali della riforma della PA


Dirigenti. Saranno svolte gare pubbliche ogni tre anni per la distribuzione degli incarichi, in più le valutazioni saranno basate su requisiti standard e sarà più agevola rapportare il mondo PA al settore delle imprese private, specie per i profili manageriali.

Viene imposta la riforma del ruolo unico, che andrà a far coincidere i profili di dirigente statale, regionale e degli enti locali: insomma, si va verso la nuova figura del dirigente della Repubblica, che andrà a inglobare le varie sfere della dirigenza PA:

Valutazione. La predefinizione dei requisiti sarà un punto base sulla struttura dei futuri dirigenti della Repubblica, e il candidato dovrà così proporsi per ricoprire la funzione e, infine, essere valutato da una commissione ad hoc.

Nuovi entranti. Le porte girevoli nella Pubblica amministrazione saranno attive grazie al sistema del corso-concorso, che sarà basato sul fabbisogno minimo annuale del sistema amministrativo, che garantirà ai vincitori un posto ogni quattro anni.

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