Riforma della scuola, dopo la lunga attesa ecco finalmente il testo del governo presentato ieri in Consiglio dei ministri dal ministro Stefania Giannini assieme al presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Dopo un lungo tira e molla, dunque, il decreto per l’assunzione dei precari è stato definitivamente accantonato, per virare sul più morbido provvedimento del disegno di legge, che porterà la riforma all’attenzione delle commissioni e delle aule parlamentari, con tutto il tempo a disposizione per apportare eventuali correzioni.

In realtà, la tabella di marcia del ddl sarà abbastanza serrata, se si pensa che la prima, imponente informata di docenti entranti in ruolo viene assicurata al prossimo mese di settembre.


E l’annuncio del premier è di quelli che riempiono, per ora, le prime pagine di quotidiani e siti di informazione, con la speranza che la parola venga mantenuta: entro il prossimo settembre 2015 – sì, 2015 – vengono assicurate oltre 100mila assunzioni, per la precisione 100.701. Un numero enorme, se si pensa che, solo pochi giorni fa, veniva ritenuta una quota soddisfacente quella di 43mila nuovi docenti in cattedra, come risultato dei nuovi pensionamenti e dei posti vacanti.

Ora, invece, la linea del governo sembra radicalmente cambiata, anche sul fronte degli stipendi: mentre nelle linee guida approvate la settimana scorsa sul fronte scolastico si prevedeva una diminuzione degli scatti di anzianità, a vantaggio della valutazione operata dai presidi, ora invece gli scatti di annualità in servizio vengono ripristinati al completo. L’unica novità consiste nell’istituzione di un fondo che possa premiare gli insegnanti più meritevoli.

Toccherà ai presidi stabilire in che misura e a quali docenti dovranno essere convogliati, in base ad attestazioni di merito tarate sulla produttività degli stessi insegnanti. A loro sarà affidato un portafoglio pari al 5% del bonus sullo stipendio da assegnare a maestri e professori. Altra prerogativa dei presidi, poi, sarà quella di bloccare la costituzione delle cosiddette “classi pollaio”, con numeri di alunni troppo elevati

Precari: il puzzle delle assunzioni

Ma non c’è dubbio: la novità più attesa e importante contenuta ne “La buona scuola” riguarda gli insegnanti precari che saranno immessi in ruolo già a partire dal prossimo anno scolastico 2015/2016. Inizialmente, pareva che gran parte di questi dovessero pazientare almeno ancora un anno per lasciare le graduatorie. Invec weil governo ha intenzione di fare le cose in grande, sempre che il Parlamento non si metta di traverso.

Il piano Renzi-Giannini consiste in una pesca pressoché completa dalle Graduatorie a esaurimento, da cui proverranno 98mila nuovi docenti. Gli altri 2mila, infine, saranno i vincitori senza cattedra, cioè coloro che hanno vinto il concorso indetto nel 2012 dal governo monti-Profumo, e ancora appiedati nonostante il felice esito.

Dunque, si conferma la linea emersa ieri: no alle graduatorie d’istituto, no agli idonei, sì alle Gae e ai vincitori dei precedenti bandi di insegnamento.

Supplenti. Piccola marcia indietro, invece, riguardo i supplenti: il govenro aveva infatti promesso di voler eliminare il costume delle sostituzioni annuali, i quali invece arriveranno proprio dalle liste dei singoli istituti di educazione per un numero di 10mila nel prossimo anno scolastico. Quindi, dal 2016 si entrerà negli organici solo tramite concorso: “chi vince è dentro, chi perde sta a casa”, ha detto Renzi in conferenza stampa.

QUI IL TESTO DEL DDL LA BUONA SCUOLA

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