Riforma della scuola: oggi è il giorno tanto atteso, che, però, potrebbe rivelarsi in una doppia delusione. In giornata si terrà il Consiglio dei ministri, in un clima radicalmente diverso da una settimana fa.

Inizialmente, infatti, il Cdm dello scorso 3 marzo avrebbe dovuto ospitare il decreto epocale della maxi assunzione dei precari, ai quali il governo ha assicurato piena assunzione entro l’inizio del prossimo anno, in ottemperanza anche della Corte europea dello scorso mese di novembre.

Poi, improvvisamente, forse colpiti dagli esborsi di risorse pubbliche e dall’effettiva assenza di numeri così alti di posti vacanti, il governo e i vari ministri hanno cominciato a interrogarsi sull’impatto di una simile operazione di entrata in ruolo per tutti gli appartenenti alle graduatorie a esaurimento e gli idonei che hanno superato le selezioni negli anni passati, ma non si sono mai visti riconoscere il diritto alla cattedra.


Così, dopo una fugace approvazione dei principi guida che dovranno caratterizzare “la Buona scuola” – questo il nome della legge che il governo si appresta a varare – si è convenuto di rinviare tutto di sette giorni, anche se ormai il ricorso al decreto legge, immediatamente efficace, per l’ingresso in aula dei precari, si è dimostrato assai improbabile.

E, infatti, nelle ultime ore sono arrivate ulteriori conferme: il governo presenterà esclusivamente un disegno di legge invece del decreto inizialmente prefissato, da accompagnare a un ddl per le questioni di tipo più strutturale.

E non è tutto: la seconda doccia fredda per i precari delle graduatorie e di altri gironi affollatissimi, sarebbe in arrivo sul numero delle reali immissioni e sulla data di assunzione: non più, per tutti, settembre 2015, ma una spalmatura almeno sui prossimi due anni scolastici.

Così, nel prossimo mese di settembre dovrebbero entrare in cattedra “soltanto” 43mila precari, che andranno a riempire i 20mila tasselli lasciati liberi dai nuovi pensionati – tra cui anche molti Quota 96 – e quelli dei posti vacanti.

Il governo, per garantire l’ingresso almeno di questa prima tranche, avrebbe poi predisposto un calendario per pilotare l’approvazione in aula del provvedimento sulla scuola, cercando di scongiurare eventuali ritardi nell’iter tra aule e commissioni. In alternativa, assicurano fonti vicine a palazzo Chigi, sarebbe pronto il ricorso al decreto, che, però, i precari avrebbero preferito vedere presentato già oggi. Ma dovranno avere ancora molta pazienza, e le sorprese, purtroppo, potrebbero non essere ancora finite.

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  1. Ma nessuno si è posto il problema: le risorse economiche per affrontare 100.000 assunzioni nella scuola pubblica , il sig. Renzi ………. dove le prende?

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