Il Senato ha approvato ieri il decreto sull’Imu agricola 2014 con 132 voti favorevoli, 83 contrari e 2 astenuti, dopo un veloce passaggio dalla commissione all’aula. Ora, si attende il via libera definitivo della Camera, che dovrà ratificare le modifiche introdotte al primo passaggio in Parlamento.

Il provvedimento, licenziato in fretta dal Consiglio dei ministri un mese fa a seguito dell’incertezza sui pagamenti dell’imposta in relazione ai terreni agricoli, ha infatti subito alcune modifiche, che, comunque, non intaccano l’impianto generale del testo.

Si tratta del decreto 4/2015, noto alle cronache perché è stato l’atto che ha iniziato a richiarare le nubi – in realtà non del tutto svanite – sul pagamento dell’Imu nei Comuni montani. Il suo nome è “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 4, recante misure urgenti in materia di esenzione IMU. Proroga di termini concernenti l’esercizio della delega in materia di revisione del sistema fiscale”.


Le novità del decreto Imu 2015

Come anticipato nei giorni scorsi, il provvedimento ha ottenuto l’ok sulla previsione dei rimborsi – o della compensazione – qualora i contribuenti abbiano versato un’imposta in forma eccedente le richieste erariali, oppure una tassa del tutto non dovuta.

Non sono pochi, infatti, i casi di territori che si sono trovati totalmente o parzialmente esenti a seguito del riordino della disciplina effettuato dal governo per mezzo di questo decreto, intervenuto a specificare i criteri di imposizione e di calcolo dell’imposta sui Comuni montani.

Sconti. Un’ulteriore novità introdotta dal decreto approvato al Senato con le modifiche apportato in commissione, riguarda la possibilità, a partire dai calcoli relativi all’anno 2015, di accedere a detrazioni fino a 200 euro per coltivatori diretti e imprenditori agricoli proprietari di ettari di terreno in quella che viene definita “collina svantaggiata”, ossia in quelle località già esenti dalla normativa datata anno 1993, che, però, il recente decreto ha escluso dalla classificazione di montani in toto o parzialmente (requisito fondamentale per l’esenzione completa o di una percentuale dell’importo Imu).

In aggiunta, confermato anche il principio secondo cui sarà rinviato di sei mesi il termine per completare l’attuazione della delega fiscale – e con essa, anche la riforma del catasto – più la proroga per il pagamento della stessa Imu sui terreni agricoli al 31 marzo prossimo, senza il rischio di incorrere in alcuna sanzione o provvedimento da parte delle istituzioni contabili. Da ultimo, ammessa anche l’esenzione dei terreni agro-silvo-pastorali a proprietà indivisa.

Vai al testo del decreto pubblicato in Gazzetta

Vai al testo integrato in Senato

Qui i criteri per il calcolo Imu


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