Imu agricola, nuova puntata di questa odissea interminabile che si trascina dallo scorso mese di novembre. Dopo i numerosi provvedimenti che hanno dapprima annunciato, poi sospeso e infine rinviato l’applicazione dei nuovi criteri di calcolo sull’imposta, ora arrivano alcune che non potranno dispiacere i contribuenti: le sanzioni sono sospese fino al 31 marzo e, soprattutto, vengono attivate, per chi ne abbia diritto, forme di rimborso.

La conferma era nell’aria, per la verità, da alcuni giorni, ma la certezza si è avuta soltanto ieri, con la votazione della commissione Finanze del Senato, che si è espressa favorevolmente l’emendamento al decreto 4/2015 che annulla le sanzioni fino al 31 marzo prossimo.

Il provvedimento, presentato dal relatore al decreto, Federico Fornaro, è stato avanzato per sostenere i tanti contribuenti, smarriti nei continui cambi di direzione degli ultimi tempi, al punto che, in tanti, non sanno tuttora se e quanto sono chiamati effettivamente a versare.


Come si ricorderà, infatti, alla sospensiva del Tar era seguito un decreto frettoloso del governo, appunto il 4/2015, che aveva ridefinito i criteri per la definizione del calcolo sui terreni agricoli, obbligando i titolari e gli affittuari di terreni agricoli a versare il dovuto entro lo scorso 10 febbraio. In sostanza, si erano modificati i termini per riconoscere alcuni Comuni come esenti totalmente o parzialmente – in base ai parametri Istat incrociati ai criteri altimetrici – al punto da generare stordimento non solo tra i cittadini, ma anche negli stessi enti pubblici.

Ora, dunque, la pezza del Senato cerca di sanare la situazione per il prossimo mese, per consentire a chi non abbia ancora regolarizzato la propria posizione – completamente o in parte – di provvedere con un margine di tempo ragionevole. 

A fornire l’ispirazione per il prolungamento dei termini sanzionatori, da una parte, sia lo Statuto del contribuente, che vieta le sanzioni in presenza di un quadro incerto e non consente di imporre pagamenti prima di 60 giorni dall’approvazione delle norme da cui questi discendono.

Rimborsi. Non solo blocco sanzioni: nella proposta adottata dalla commissione di palazzo Madama, figura anche la possibilità di risarcire quanti abbiano versato l’Imu prima di scoprire che, in realtà, sarebbero stati esenti in toto o in parte. In sostanza, a quanti hanno seguito le indicazioni del decreto dello scorso novembre e poi hanno visto il proprio regime modificato dal testo di inizio anno.

Gettito. Per il momento, niente da fare per il fondo di riequilibrio per il minor gettito percepito dai Comuni, passati da esenzione parziale a totale o dal pagamento in toto a quello ridotto.

I criteri per chi deve pagare


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